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Lettere al Direttore
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Qualche giorno fa ho scoperto che per effettuare i controlli da parte dell’Ispettorato del Lavoro presso vari esercizi pubblici, vengono utilizzati i Carabinieri, anzi ho visto addirittura in azione una pattuglia Radiomobile Pronto Intervento che è arrivata nella via cittadina con la sua fiammante Alfa Romeo Giulia blu. Ovviamente in forma «tranquilla» a velocità moderata e con manovra perfetta di parcheggio. Ma il punto non è questo, ciò che mi colpisce - in un contesto dove l’attualità ci dimostra ogni giorno che l’ordine pubblico ed il presidio del territorio sono precari - viene utilizzato un reparto scelto dell’Arma dei Carabinieri. Ricordo che all’intero budget annuale della Difesa la voce stipendi rappresenta una percentuale molto elevata (oltre il 70%), pertanto mi chiedo che senso abbia continuare ad assumere nuovi Carabinieri e poliziotti ed anche utilizzare l'Esercito da anni (Operazione Strade Sicure) per compiti di pubblica sicurezza. E che senso abbia inviare una pattuglia del Radiomobile a compiere delle verifiche amministrative. Per non parlare delle migliaia di poliziotti che siedono sulle scrivanie per gestire i passaporti, quando i compiti amministrativi potrebbero essere gestiti da civili. Vedo molta demagogia quando si parla di carenze di effettivi: il problema è unicamente politico, perché è evidente che organici e competenze non manchino in Italia. Manca la volontà politica per mantenere un controllo del territorio da nazione avanzata e ciò sta divenendo un boomerang per i politici. Michele Favalli Gussago Era il 29 giugno, le 19 e 05. Un giovane incappucciato e mascherato entrava di gran carriera in farmacia, atteso che fosse vuota, sfoderando un coltello da macellaio, con lama lunga tra i trenta e i quaranta centimetri, e minacciando me e la mia collega, che eravamo dietro al banco a svolgere il nostro lavoro. Voleva il denaro. A quel punto io, attonita e quasi pietrificata per la paura, aprivo la cassa e gli consegnavo tutto il contenuto riponendolo in un sacchetto come da sua richiesta. Ottenuto il bottino, riponeva il coltellaccio nei pantaloni e se andava indisturbato. Nel mentre mia madre, che era nel retro, chiamava la Vigilanza e i Carabinieri, arrivati nel giro di pochi minuti. Vorrei ringraziare i Carabinieri e in particolare l’equipaggio Sezione Radiomobile e il comandante della Stazione San Faustino con tutti i suoi collaboratori. Nella brutta avventura che ho vissuto ho potuto conoscere persone meravigliose, che si adoperano in modo estremamente professionale per svolgere al meglio il loro lavoro e per mettere in sicurezza noi cittadini, con attenzione anche alla sensibilità personale. Rifletto con rammarico sulle condizioni della nostra città, ma in tutto ciò mi conforta sapere che le Forze dell’Ordine fanno di tutto per proteggerci. B.T. Carissimi, pubblichiamo una dopo l’altra, in abbinata, le vostre lettere poiché insieme danno idea d’un problema che c’è e di come, nonostante il problema, non tutto vada male. La segnalazione che fa Michele è sacrosanta e rientra nei misteri dolorosi che contempla la pubblica amministrazione e che nessun governo, di ogni colore e sponda disponibile, è mai riuscito a risolvere. Verrà forse un tempo in cui la macchina burocratica che si autoalimenta smetterà di replicare tali anomalie, ma non è questo il giorno e nemmeno basterà a noi una vita per assistervi. Sta di fatto che è da quando portavamo i calzoni corti che tra i buoni propositi di ogni politico c’è di togliere carabinieri e poliziotti dagli uffici, spogliandoli da ruoli amministrativi che potrebbero fare altri. A parole tutti d’accordo, compresi i vertici nazionali delle varie forze, mentre nei fatti è una battaglia persa a trecentosessanta gradi. Per fortuna, e qui viene in soccorso la seconda lettera, le storture non impediscono a uomini e donne di Polizia, Finanza e Carabinieri di sorvegliare, rassicurando i cittadini nell’unico modo efficace: con l’esempio, facendosi trovare quando serve. Con un rammarico finale: pensiamo quanto potrebbero vigilare se sul campo, in azione, fossero impegnati tutti.
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