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Lettere al Direttore
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Mi permetto di rubare spazio alla vostra rubrica per raccontare un fatto che mi è capitato e che, indirettamente, da un punto di vista ironico, potrebbe riguardarvi. Domenica 10 maggio alle 18.00 passeggiavo con mia moglie e Miranda, la nostra temibilissima Golden Retriever di 6 anni, quando, all’uscita del parco adiacente le carceri (dove è presente un’area cani veramente sporca per colpa sia dei padroni dei cani, ma anche di chi non pensa ad un minimo di manutenzione) ci siamo fermati al semaforo pedonale di via Spalti San Marco, in attesa del verde, con Miranda in mezzo a noi senza guinzaglio. Si è vero, lo ammetto, ho commesso questo reato (!), a mia discolpa dichiaro che eravamo appena usciti da un’area verde anche se, mi costituisco, conoscendo Miranda, che non muove un passo senza di noi e ci rimane sempre incollata, capita la lasci camminare in parte a noi «libera». Mentre attendavamo di poter attraversare, proveniva da via XXV Aprile la pattuglia 72 della Polizia locale con a bordo due agenti che, vedendo il cane senza guinzaglio, rallentavano prontamente. Dalla macchina un agente, mi redarguiva: «I cani vanno tenuti al guinzaglio, lo leghi o le facciamo la sanzione»; alla mia risposta spontanea, mentre legavo il cane, «ci sono altri problemi di sicurezza a Brescia che non il mio cane e se mi date la multa è da scriverlo sul giornale, o da pubblicarlo sulle lettere al direttore», (ecco il suo coinvolgimento…) i tutori dell’ordine arrestavano prontamente la macchina. Mentre l’agente scendendo esclamava «ora la sanzione la facciamo davvero» la sua collega, scesa con veemenza dall’auto, lasciata peraltro sulle strisce pedonali (!), affermava che con la mia risposta li avevo minacciati, che mi avrebbe registrato ed ha chiamato rinforzi (dopo poco è infatti passata la pattuglia 21 a sincerarsi che i colleghi non fossero in pericolo!). Ho proseguito nelle mie rimostranze sia per il fatto avvenuto, sia per l’affermazione dell’agente, spiegandole che manifestare l’intenzione di scrivere ad un giornale non può essere considerato una minaccia, sia perché il fatto che alcune persone (tra i quali dei conoscenti) si fossero fermate incredule per l’avvenuto, non significava, come sostenuto dall’agente, cercare il consenso (come fosse anche questo riprovevole...) I due solerti agenti hanno comunque provveduto a redigere il verbale di euro 50,00 esortandomi, a stare ben attento a quanto avrei scritto, perché sarei stato citato per diffamazione… Ora, io avrò sicuramente infranto una legge, cercherò d’ora in poi di essere più ligio alle disposizioni, pagherò certamente la sanzione prescritta, come farò con altre che dovessero in futuro essermi comminate; spero però che il ricavato di queste venga almeno utilizzato o per dare il via alla costituzione di un fondo che paghi un’indennità agli agenti della Locale così che, finalmente, in coppia e preferibilmente a piedi, pattuglino costantemente le zone limitrofe la stazione ferroviaria e i nostri parchi cittadini (popolati da personaggi che non permettono ai bresciani un tranquillo godimento degli stessi) o, magari, per assumere dei «profiler» che insegnino agli agenti della Locale come individuare i soggetti pericolosi con cui dare dimostrazione della propria autorità! È troppo facile farlo la domenica pomeriggio, con una coppia a passeggio con il proprio cane... dimenticavo... senza averlo al guinzaglio, come se quanto avviene invece a pochi metri di distanza non esistesse! Guido Borio Caro Guido, c’è poco da dire e ciascuno può giudicare se si sia trattato di un eccesso di zelo oppure della sacrosanta applicazione delle regole (noi - avendo in uggia le norme astratte dal contesto e non accompagnate da una valutazione umana, caso per caso - propendiamo per la prima ipotesi, ma non vogliamo influenzare l’opinione di alcuno). Piuttosto ci preme sottolineare che lei, per aver peccato di lingua lunga, l’ha pagata cara, ma nessuno, proprio nessuno, può mettere in discussione il diritto di scrivere le proprie rimostranze al giornale. Come per ogni re Federico II, che minaccia di esproprio, ci sarà sempre un mugnaio che risponde: «Sì, Maestà, se non ci fossero i giudici a Berlino», così per ogni lettore che voglia lamentarsi, denunciare o semplicemente sfogarsi esisterà sempre la pagina delle lettere al giornale.
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