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Lettere al Direttore
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Sono la mamma di una ragazza delle superiori e scrivo al giornale per ringraziare il liceo De André. A giugno 2025 mia figlia si è ammalata ed è stata costretta a ricoveri in ospedale per ricevere cure pesanti durate alcuni mesi. Fino a gennaio, la ragazza non è potuta andare a scuola e, durante tutto l’anno scolastico, ha fatto diverse assenze e il suo programma è stato facilitato a causa di ciò che stava vivendo, che le impediva di vivere lo studio come gli altri suoi compagni. In tutti questi mesi gli insegnanti si sono dimostrati delicati e comprensivi, dotati di straordinaria umanità. Hanno sempre riservato alla ragazza premure e domande sulla sua salute, hanno adattato le sue esigenze a quelle delle materie e le hanno permesso di svolgere uno scambio culturale in Spagna della durata di una settimana. Mi rivolgo a voi per sottolineare come, nella sfortuna dell’esperienza infelice vissuta dalla mia famiglia a causa della malattia, siamo riusciti a scoprire una scuola fatta non solo di «voti», ma anche di sensibilità e solidarietà. Volevo solo portare alla luce come ancora esistano questi insegnanti preziosi, che riescono a far prevalere le necessità psicologiche di alunni in difficoltà a scapito delle pure nozioni. In particolare, il mio ringraziamento va alla coordinatrice di classe Maddalena Gusmeri, alla professoressa Stefania Ferrari e al professor Paolo Gregorelli. Una menzione speciale anche al preside Denis Angelo Ruggeri, venuto in prima persona a casa nostra per conoscere mia figlia e premurarsi delle sue condizioni. A tutti voi, un sincero «Grazie». E.B. La felicità è vera solo se condivisa, diceva Tolstoj. E ciò che di bello vorrei raccontare è l’esperienza vissuta durante un’assemblea rivolta ai genitori delle classi prime, primaria di Flero. Qualcuno penserà che non ci possa essere nulla di eccezionale in un incontro tra Dirigente, docenti e genitori in cui si parla di regole, orari, materiali della scuola dell’obbligo. Invece la «magia» è stata creata aprendo la riunione leggendo a noi genitori la stessa favola che le maestre avevano letto ai nostri piccoli: una storia semplice sul desiderio e sulla paura di volare, sulle difficoltà legate al diventare grandi e a lasciar andare con le proprie ali i nostri bambini. Lì ho cominciato a capire il messaggio, l’obiettivo, la finalità di tutto: darci indicazioni, suggerimenti, raccomandazioni per aiutare noi e i nostri figli a vivere con serenità un percorso di crescita. In tutto ciò che ho sentito, ho visto con gli occhi e con il cuore un progetto ordinato, preciso, organizzato e per questo rassicurante. Al termine, una docente ha letto una lettera rivolta a noi mamme e papà chiedendo fiducia, rispetto dei ruoli, sostegno per realizzare quella magia. E lì mi sono emozionata. Ecco: ho visto una scuola autentica, pura e vera, sincera, che chiede collaborazione perché da sola non può farcela. Non ho colto sorrisi di circostanza o apparenza, ma sostanza. La scuola in cui credo davvero deve formare, ma innanzitutto accogliere e colpire al cuore piccoli e grandi, accendendo quella magia che è alla base della vita. Grazie per avermi dato, seppur nell’incertezza della novità, una grande felicità. Una mamma Carissime, da mamme ci avete aperto il cuore e fatto un involontario favore. Ieri infatti abbiamo dato conto di quanto la scuola possa essere ottusa, mancando il proprio compito educativo. Oggi invece, grazie a voi, riportiamo l’altro lato della medaglia, evidenziando due situazioni positive (da dieci e lode, diremmo, se non avessimo in uggia il parametro sintetico dei voti). A dimostrazione che nulla è perduto e fare bene si può, sempre. Complimenti dunque a voi e alle/agli insegnanti dei vostri figli, che la più bella lezione la impartiscono non dalla cattedra, bensì semplicemente «essendoci», come persone.
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