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In due mesi sono state profanate sette chiese cattoliche, ma in Italia non si sono registrate prese di posizione rilevanti. Nessuna interrogazione parlamentare e nessuna reazione significativa dai media del Paese che ospita la Sede di San Pietro. A Roma, Bologna, Guidonia, Genova, Villalba, Legnano e in Campania si sono verificati episodi di chiese violate, statue distrutte, altari imbrattati, immagini sacre danneggiate, porte incendiate, scritte blasfeme sui muri e inviti a bruciare le chiese; oltre a profanazioni, incendi, effrazioni e devastazioni durante le funzioni religiose. Davanti alla stessa sequenza rivolta a moschee o sinagoghe, qualunque redazione avrebbe lanciato l'allarme al secondo episodio; di conseguenza, alle edizioni dei telegiornali e ai cortei spontanei si aggiungerebbero interrogazioni a raffica, con il Presidente della Repubblica che talvolta rammenta i valori della Costituzione. Il cristianesimo è considerato la religione più perseguitata al mondo e, secondo la World Watch List 2026 di Open Doors, oltre 388 milioni di cristiani vivono oggi sotto persecuzione o discriminazione. In merito al contesto italiano, quali sono le posizioni specifiche dell’Islam verso la cristianità? O forse è più corretto dire che certi partiti si siano trasformati in strumenti di interdizione contro chi solleva domande scomode sull’Islam? E nessuno verifica la compatibilità tra il programma coranico e la Costituzione repubblicana? Il silenzio sulle sette chiese profanate non è un vuoto. Questo è il costo del biglietto. È incoerente criticare l’odio verso i cristiani se si stringono accordi elettorali con chi perseguita i fedeli di Cristo nei territori che controlla. A quel punto, si resta in silenzio. Non è dovuto a disattenzione. Il silenzio è stato intenzionalmente scelto per un determinato scopo. Ogni tanto qualcuno nota i cristiani massacrati nei Paesi musulmani. Invece, delle chiese profanate in Italia non sembra accorgersi nessuno, nemmeno passando davanti a un portone bruciato. Gianmarco Dosselli Flero Caro Gianmarco, quello della persecuzione dei cristiani per il semplice fatto di esser cristiani, è un tema reale, che è giusto evidenziare, considerato che riguarda milioni di persone, in diverse parti del mondo. Su questo prendiamo a prestito le parole di Marco Impagliazzo su La Nuova Sardegna, riprese dalla Comunità di Sant’Egidio: «I cristiani del nord del mondo non possono dimenticarli, trovando il modo di essere davvero solidali, non distratti». Con lo stesso spirito però dobbiamo prestare attenzione a non passare da oppressi ad oppressori nei nostri luoghi. Le chiese profanate sono un insulto e insieme una ferita, ma se quel dolore si trasformasse in vendetta mancheremmo allo spirito del nuovo testamento e all’originalità «scandalosa» del messaggio evangelico, che chiede di amare persino il proprio nemico.
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