A febbraio l’annuncio dell’assessore Guido Bertolaso nella sala Repossi del Municipio, davanti ai rappresentanti dei 44 Comuni promotori della richiesta. Ora il via libera della Giunta regionale allo schema di protocollo d’intesa.
L’iter per la realizzazione del nuovo ospedale di Chiari entra così in una fase cruciale. «Siamo di fronte a un traguardo fondamentale che trasforma gli impegni assunti nei mesi scorsi in atti amministrativi vincolanti - commenta il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Diego Invernici -. L’approvazione dello scherma di protocollo d’intesa dimostra la serietà del lavoro svolto e la volontà di procedere senza indugi verso la realizzazione di un’opera strategica per un bacino di trecentomila cittadini e per i 44 sindaci del territorio».
Studio costi-benefici
La delibera parla di «riqualificazione mediante sostituzione edilizia in loco o in area contermine». Il consigliere ricorda, però, che «sulla base dell’esito dello studio di fattibilità eseguito dal Politecnico di Milano, ci sono tutti i presupposti economici, infrastrutturali, viabilistici e ambientali per la costruzione della nuova struttura».
A riferirlo ai 44 sindaci era stato lo stesso Bertolaso a febbraio: «Ristrutturare l’esistente o costruire una nuova struttura comporta un impegno economico analogo, che si aggira attorno a 230 milioni di euro - aveva detto a Chiari -. Se a ciò aggiungiamo che il terreno sul quale realizzare l’opera c’è già, è di proprietà dell’Asst Franciacorta (grazie al lascito Barcella, ndr) e si trova in una zona strategica, vicino alla Brebemi, non è difficile scegliere quale strada intraprendere».
La scelta definitiva, ad ogni modo, è affidata al Gruppo di lavoro composto da Regione, Provincia, Comune, Ats e Asst Franciacorta che valuterà aspetti urbanistici e viabilistici dell’operazione. Così dice lo schema di protocollo. La Asst sarà l’ente attuatore, la Regione si assumerà l’impegno di programmare e reperire i finanziamenti pubblici. L’iter, insomma, è tracciato. Come si legge nella delibera, lo schema di protocollo è già stato approvato da ciascun ente tra aprile e maggio. Il prossimo passo sarà, appunto, la costituzione del Gruppo di lavoro tecnico. «Mettere attorno allo stesso tavolo questi cinque enti - prosegue Invernici - significa creare le condizioni per affrontare in modo rapido e coordinato tutte le questioni tecniche che accompagnano un’opera di questa portata. È il modo migliore per accelerare il percorso e arrivare quanto prima alla fase progettuale».
Reazioni
Esprime soddisfazione anche il sindaco di Chiari Gabriele Zotti: «Con questo atto la Regione dimostra di aver ascoltato il territorio». Il riferimento è alla lettera che i 44 sindaci avevano spedito a Palazzo Lombardia motivando la richiesta di spostare il nosocomio del centro nell’area vicina alla Brebemi con «l’assoluto e urgente bisogno di una nuova struttura ospedaliera, adeguata ai tempi e concepita con criteri moderni e innovativi».
«Chiari - prosegue - si farà carico degli oneri burocratici. Lo farà con spirito di servizio verso il territorio, consapevole che il nuovo ospedale rappresenterà una risorsa preziosa per la sanità locale». Circa il futuro dell’attuale struttura Zotti precisa: «Stiamo facendo in modo che lo strumento del Pgt sia da ausilio, e non da ostacolo, ai tecnici regionali».
Sulla questione interviene anche l’ex sindaco Massimo Vizzardi, oggi consigliere regionale: «Da gennaio sto attendendo di poter visionare la documentazione tecnica avente ad oggetto una valutazione comparativa tra la realizzazione di un nuovo ospedale e l’eventuale riqualificazione ed ampliamento di quello esistente. Si tratta di un passaggio fondamentale, perché qualsiasi scelta dovrebbe essere supportata da analisi tecniche, economiche e infrastrutturali approfondite. Ho sollecitato più volte la trasmissione di questi documenti e l’ho fatto nuovamente anche nei giorni scorsi. Ad oggi, tuttavia, tali approfondimenti non sono ancora stati resi disponibili».
Nel frattempo, prosegue, «assistiamo all’approvazione di un protocollo d’intesa che potrebbe rappresentare un passaggio istituzionale importante, ma che non stanzia alcuna nuova e concreta risorsa economica. Le stesse procedure per l’individuazione dei finanziamenti vengono infatti rinviate a una fase successiva. Per questo motivo - conclude - continuerò a chiedere la massima trasparenza e la piena disponibilità della documentazione tecnica».




