Politica

Sostegno elettorale e incarichi: lente puntata sull’assessora Frattini

Il centrodestra che chiede chiarimenti sui rapporti tra la realtà civica che sostenne la sua candidatura nel 2023 e il successivo incarico affidato dal Comune alla cooperativa napoletana Dedalus
L'assessora Anna Frattini © www.giornaledibrescia.it
L'assessora Anna Frattini © www.giornaledibrescia.it

Dall’articolo pubblicato da La Verità alla richiesta di una commissione straordinaria in Loggia, il passo è stato breve. Nel giro di poche ore l’assessora alle Politiche giovanili Anna Frattini si è ritrovata al centro di una nuova polemica politica, con il centrodestra che chiede chiarimenti sui rapporti tra la realtà civica che sostenne la sua candidatura nel 2023 e il successivo incarico affidato dal Comune alla cooperativa napoletana Dedalus.

Il contributo

Nel mirino dell’opposizione c’è un contributo da 650 euro ricevuto dall’allora candidata attraverso il progetto «Ti candido», iniziativa promossa da una rete di associazioni di cui fa parte anche il Forum disuguaglianze e diversità. Secondo la ricostruzione, tra le figure di riferimento del Forum c’era Andrea Morniroli, già amministratore della cooperativa Dedalus, destinataria in seguito di un incarico comunale da 10.370 euro per accompagnare il percorso avviato dall’amministrazione sul tema delle fragilità giovanili e di piazza Vittoria.

La replica

Frattini, in una nota, parla di un «tentativo di suggerire collegamenti impropri tra vicende del tutto distinte» e di «una rappresentazione fuorviante della realtà». Poi ricorda come la partecipazione a «Ti candido» avvenne attraverso una call pubblica nazionale: «Sono stata selezionata da un comitato di volontari» e Morniroli «non ha avuto alcun ruolo». Quanto al contributo economico ricevuto, precisa che le risorse «sono state regolarmente rendicontate e dichiarate» e che l’obiettivo dell’iniziativa era favorire formazione, confronto sui contenuti e costruzione di reti civiche.

L’assessora rivendica poi la scelta del Comune. Dedalus, spiega, era stata individuata per un’esperienza «pressoché unica nel panorama nazionale» sui temi dell’amministrazione condivisa e delle comunità educanti. L’affidamento «è avvenuto attraverso una procedura trasparente e formalizzata», con l’obiettivo di acquisire competenze specifiche. Tra gli esiti del lavoro cita i Patti educativi di comunità e i percorsi sviluppati sul territorio, sostenendo che quelle iniziative abbiano contribuito alla «sostanziale scomparsa del fenomeno» in piazza Vittoria. «Non esistono rapporti privilegiati, né scambi di favori - scrive -. Esistono fatti documentati, procedure corrette e una scelta politica precisa».

«Quadro preoccupante»

Una spiegazione che non convince il centrodestra. In una nota congiunta, i gruppi di opposizione parlano di una vicenda «e un quadro politico estremamente preoccupante».

Nel mirino finisce soprattutto la decisione di affidarsi a una realtà campana: «Perché la scelta è ricaduta su una realtà di Napoli? Per quale motivo non sono state coinvolte cooperative e associazioni del territorio bresciano?» chiede l’opposizione, secondo cui «le spiegazioni fornite non convincono». Per questo il centrodestra chiede una Commissione straordinaria e annuncia la presentazione di un’interrogazione in Consiglio comunale. La partita, insomma, si sposta ora dalle note stampa all’aula. Dove, in assenza di chiarimenti - avverte - «chiederemo formalmente le dimissioni» dell’assessora.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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