Salute e benessere

Più forte del cancro c’è la ricerca: i traguardi di RicerChiAmo

In 10 anni l’associazione ha raccolto oltre un milione di euro per sostenere la ricerca sui tumori dell’apparato digerente che rappresentano il 30% di tutte le neoplasia e hanno un forte impatto sulla qualità della vita. Tra i progetti finanziati spicca il «Gastro screening»
L'incontro organizzato al Paolo VI per i 10 anni di RicerChiAmo
L'incontro organizzato al Paolo VI per i 10 anni di RicerChiAmo

«C’è una sola forza più forte del cancro: la ricerca». È il motto che accompagna da dieci anni l’attività di RicerChiAmo, l’associazione che in due lustri è riuscita a raccogliere oltre un milione di euro per sostenere la ricerca sui tumori dell’apparato digerente.

Dieci candeline da spegnere

Il traguardo è stato celebrato nei giorni scorsi al Centro Paolo VI di Brescia, durante un incontro che ha ripercorso i risultati raggiunti e sancito il passaggio da Onlus a Ente del terzo settore (Ets). L’appuntamento è stato anche l’occasione per fare il punto sul finanziamento di Regione Lombardia alla ricerca oncologica, con gli interventi dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, collegato da remoto, dell’assessora all’Istruzione, Formazione e Lavoro Simona Tironi e di Danilo Cereda, dirigente dell’Unità organizzativa Prevenzione di Regione.

La storia

L’associazione senza scopo di lucro è nata – ricordiamo – nel 2016 sulla scia di una festa organizzata per finanziare la ricerca contro il cancro. L’assemblea degli associati è composta da una ventina di imprenditori, molti dei quali camuni, che si impegnano a versare una quota associativa annua di almeno mille euro.

Il direttivo, costituito da sette persone, è guidato dalla presidente Paola Masserdotti. Il prof. Gian Luca Baiocchi, direttore della Uoc di Chirurgia generale della Asst di Cremona e professore ordinario di Chirurgia generale dell’Università di Brescia, è il direttore scientifico.

Il prof. Gian Luca Baiocchi, direttore scientifico dell'associazione
Il prof. Gian Luca Baiocchi, direttore scientifico dell'associazione

Il comitato scientifico che ha il compito di valutare i progetti è appena stato rinnovato: ne fanno parte, oltre al prof. Baiocchi, il prof. Manuel Pera dell’Hospital Du Mar di Barcellona, il prof. Karol Rawicz della Pruszynski University of Lublin, il prof. Paulo Matos Figueira Da Costa della Lisboa University-Fundacao Champalimau, la professoressa Silvia Giordano dell’Università di Torino e il prof. Ugo Boggi dell’Università di Pisa.

Completano l’associazione la segretaria e il revisore dei conti.

Fondi raccolti

«Grazie agli associati, ai sostenitori, al cinque per mille e agli eventi organizzati sul territorio, al 31 dicembre 2024 abbiamo raggiunto il traguardo del milione di euro raccolto – sottolinea il prof. Baiocchi –. Nel 2025 si sono aggiunti altri 192mila euro».

Fondi preziosi che negli anni hanno permesso di finanziare progetti di ricerca e borse di studio per la formazione e il perfezionamento di ricercatori impegnati nello studio delle neoplasie dell’apparato digerente.

Quali neoplasie

«Esofago, stomaco, fegato, pancreas e colon-retto sono gli organi interessati dalle principali neoplasie dell’apparato digerente – spiega il prof. Baiocchi –, che nel loro insieme rappresentano circa il 30% di tutti i tumori e hanno un forte impatto sulla qualità della vita dei pazienti. Tra queste, il tumore del pancreas resta quello con la prognosi più severa, mentre il tumore del colon-retto è il più diffuso considerando complessivamente uomini e donne».

Chirurgia guidata dalla fluorescenza

I principali progetti sostenuti da RicerChiAmo sono tre. «Il primo riguarda la chirurgia guidata dalla fluorescenza, una tecnica innovativa che consente al chirurgo di visualizzare meglio i tessuti durante l'intervento. Si tratta di una metodologia efficace e dai costi contenuti, quindi potenzialmente accessibile a tutte le strutture. Per questo abbiamo finanziato studi finalizzati a diffonderne la conoscenza e l'applicazione», spiega il prof. Baiocchi.

Gastro screening, a che punto siamo

Il secondo progetto, in questo caso ideato direttamente da RicerChiAmo, concerne il Gastro screening: «In Italia non esiste uno screening organizzato per il tumore dello stomaco, nonostante sia la quinta neoplasia più frequente e la terza per mortalità nel mondo. In Paesi come Giappone, Cina e Corea del Sud questi programmi sono invece realtà consolidata e i risultati, in termini di riduzione della mortalità, sono evidenti».

Con questa consapevolezza, l’associazione ha creato «GastroForm» in fase di validazione: «Dieci servizi di Endoscopia digestiva in tutta Italia, tra cui quello degli Spedali Civili, stanno proponendo il questionario a cento pazienti ciascuno che si sottopongono a gastroscopia. I dati raccolti – spiega il professore – ci aiuteranno a capire quanto il GastroForm sia efficace nell’identificare precocemente le lesioni tumorali».

Il terzo progetto è la piattaforma «Gastrodata», il primo registro internazionale delle complicanze dopo gastrectomia a cui collaborano 27 centri europei di alto livello.

Sguardo al futuro

Ogni anno l’associazione assegna il Premio Marco De Padova; l’edizione più recente è andata allo studio Mito, coordinato dal prof. Marco Tonello, che indaga il ruolo delle mutazioni del DNA mitocondriale nelle metastasi peritoneali, con l’obiettivo di trovare nuovi fattori prognostici e migliorare le cure.

Il traguardo dei dieci anni non segna un punto d'arrivo, ma una nuova partenza in veste di Ets: come sottolinea il prof. Baiocchi, l’obiettivo di RicerChiAmo è continuare a investire nella ricerca, forti dei risultati raggiunti e della crescente sensibilità del territorio verso questa causa.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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