Sono molto in ritardo con le pulizie di primavera, ogni anno mi sento sempre più sopraffatto dalle cose da fare e qualcosa viene messo da parte per tempi migliori. Solitamente programmo gli arretrati per le ferie, poi vado in ferie e non faccio nulla. Quando torno mi sento in colpa e riprogrammo per le vacanze natalizie, poi c’è da fare l’albero le lucine... E tanti saluti.
Ovviamente in questo periodo la precedenza è per la mia ortaglia, prima la grandine poi le piogge eccessive fatto sta che le soddisfazioni tardano a palesarsi. Restiamo comunque carichi di speranza e fiduciosi. Complice appunto il maltempo mi sono potuto dedicare maggiormente a smaltire qualche faccenda domestica. Nello specifico lavare le tende.
Dopo il lungo inverno necessitavano con urgenza di una rinfrescata. Mica cosa facile. Sali sulla scaletta, staccale, mettile in lavatrice, portale alla mamma per stirarle, riportale a casa, risali sulla scaletta, riappendile. Che poi ho scoperto che le tende alle finestre sono superate, roba da piccoli borghesi. Nella case più esclusive infatti, quelle della gente che piace, la società riflessiva e pensante, pensante soprattutto a come apparire sempre più snob, nelle loro case le tende non ci sono più.

A New York, appunto mica a Roncadelle, l’upper class tiene le finestre rigorosamente scoperte, come simbolo del quiet luxury, qualsiasi cosa voglia dire. Del resto loro abitano lassù, non hanno quelli che passano e che gli guardano in casa come noi gente di paese.




