Salute e benessere

«Cari genitori», come aiutare i figli ad affrontare l’esame di maturità

L’esame di Stato è una delle prime grandi prove della vita e mette alla prova studenti e famiglie. Ansia e stress sono naturali, ma con ascolto, fiducia e sostegno i genitori possono aiutare i figli a vivere questo momento
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«Cari genitori», l'esame di maturità

Cari genitori, oggi parliamo della maturità imminente che ha già messo in fibrillazione studenti e famiglie. È un’esperienza particolare, forse è la prima prova importante della vita. Ogni generazione l’ha vissuta in modo travolgente, carica di ansia e di stress. Ed è vero perché l’esame di maturità, trasforma, sposta la prospettiva, cambia la vita. In fondo è l’evento che più ricordiamo e sogniamo soprattutto se vi sono decisioni da prendere.

La sensazione che spesso gli adolescenti riferiscono al termine di un ciclo di studi è quella di essere pesati per quello che si sa e per come si usa il pensiero e il ragionamento. Ed è così. Ma anche per questo c’è l’ansia che, per una certa dose, è fisiologica. Se si contiene non fa male, anzi serve, attiva la memoria di ciò che si è appreso e aiuta a utilizzare bene le proprie risorse mentali.

Altra cosa è quando eccede e la si vive da soli, senza il supporto degli altri. Una volta nei momenti di grandi trasformazioni c’era il sostegno della collettività mentre adesso l’intera società centrata su individualismo e competizione fa ricadere sul singolo la responsabilità del fallimento.

Come aiutare i figli in questo momento?

Per prima cosa ricordate non hanno bisogno di genitori spazzaneve impegnati a togliere tutte le pietruzze davanti ai loro piedi. Le prove ci sono e vanno fatte.

  • Accettiamo che le sperimentino da soli anche con le incognite del caso.
  • E poi c’è lo stress, ovviamente, che però ha la sua funzione, anzi che è «il sale della vita» come diceva Hans Selye, il più grande studioso di stress. Lasciate che imparino a dosarlo.
  • Controllate piuttosto che anche in questo periodo dormano il tempo adeguato in quanto non serve fare le notti in bianco. Il corpo e la mente hanno bisogno del carburante che il riposo e una corretta alimentazione possono offrire.
  • Cercate di contenere parole e frasi tossiche fatte di paragoni e confronti con fratelli maggiori o amici. Promuovono la competizione e ce n’è già abbastanza.
  • Date loro fiducia e piuttosto che insistere in consigli, ascoltate quello che dicono, le preoccupazioni e le paure ma anche i loro silenzi e cercate di condividerle, non di annullarle.
  • Ricordate loro che l’esito finale non è rappresentato da un voto, ma dall’impegno e dalle risorse personali che sono state messe in campo.

In bocca al lupo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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