Economia

Bolletta e carrello più cari: a Brescia l’inflazione raddoppia in un anno

Preoccupa l’accelerazione dei prezzi registrata negli ultimi mesi e trainata dai prezzi energetici. Il record del 2022: +11,3%
L'inflazione è tornata a essere protagonista
L'inflazione è tornata a essere protagonista

Ci risiamo. L’aumento generalizzato dei prezzi, in particolare modo di quelli energetici, rischia di prendere una traiettoria pericolosamente ascendente. Dopo mesi in cui i mercati hanno prestato più attenzione alle guerre, ai dazi e alle grandi manovre delle banche centrali, ora l’inflazione è tornata in scena da gran protagonista.

In tutta Italia i prezzi accelerano più del previsto e mentre il petrolio crolla dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz, i mercati scoprono che la battaglia contro il caro vita è tutt’altro che conclusa. Nel nostro Paese, a maggio, il tasso d’inflazione è salito al 3,2% annuo dal 2,7% di aprile.

Un balzo di mezzo punto percentuale in un solo mese, che conferma quanto la crisi mediorientale abbia lasciato il segno nell’economia reale. Un trend che si replica anche a livello locale: ieri, l’ufficio Statistica del Comune di Brescia ha formalizzato che a maggio il tasso tendenziale dell’inflazione è del 3% e rispetto a un anno fa si è quasi raddoppiato, passando dall’1,6 al 3%.

Sotto la lente

Va detto che rapportato al record registrato a fine 2022 (+11,3%), l’ultimo dato del tasso d’inflazione rilevato nella nostra città non giustifica particolari allarmismi. Preoccupa tuttavia l’accelerazione che il medesimo indice ha registrato negli ultimi mesi. Tant’è vero che la Bce alcuni giorni fa è corsa (forse preventivamente) ai ripari, aumentando di 25 punti base il costo del denaro.

L’accelerazione dell’inflazione, puntualizzano dall’Istat, risente a livello nazionale prevalentemente della dinamica dei prezzi degli «Energetici non regolamentati», come benzina e diesel (da +9,6% a +12,5%), degli «Energetici regolamentati», leggi anche luce e gas per uso domestico soggette appunto a regolamentazione amministrativa (da +5,3% a +5,6%), dei «Servizi relativi ai trasporti» (da +0,6% a +1,7%) e dei «Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona» (da +2,6% a +3,0%).

A maggio l’«inflazione di fondo», cioè al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accentua il suo ritmo di crescita (da +1,6% a +1,7%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +1,9% a +2,1%).

«L’analisi per tipologia di prodotto - conferma l’ufficio Statistica di Palazzo Loggia - mette in evidenza che, complessivamente, nel mese di maggio, i Beni crescono dell’0,1% rispetto al mese precedente e del +3,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. All’interno della tipologia “Beni”, questo mese crescono soprattutto i “Beni energetici” (il congiunturale pari a +0,6%, con un tendenziale del +14,3%) e i “Beni alimentari non lavorati” (congiunturale pari a 0% e tendenziale +4,5%). Infine, si evidenzia il forte aumento tendenziale degli “Altri energetici”, ossia del mercato libero (rispettivamente +0,6% e +18,1%)».

Nello stesso tempo, non va trascurato, che anche a Brescia la voce relativa ai «servizi» registra un aumento congiunturale (+0,4%) e uno tendenziale piuttosto sostenuti (+2,7%).

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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