Il tribunale di Brescia lo scorso 10 aprile era stato chiaro: «L’obiettivo ultimo del percorso del Brescia calcio spa è il risanamento dell’impresa e questo passa dalla permanenza sul mercato». Ovvero «l’iscrizione della società ad un campionato minore della Lega nazionale dilettanti per la stagione 2026-27».
E nelle scorse ore i professionisti di Massimo Cellino hanno avanzato al Comitato Regionale Lombardo dei Dilettanti la richiesta di «riattivazione della preesistente matricola 7810, il cui esame – si legge dagli atti – è sospeso in attesa di integrazione documentale».
Giorni caldi
Sono giorni caldi questi per almeno tre motivi: il giudice civile che deve valutare il piano economico finanziario presentato da Cellino per evitare il fallimento chiesto dalla Procura di Brescia ha fissato la data del 30 giugno per perfezionare l’iscrizione e poi perchè solo fino al 13 luglio la società Brecsia calcio spa può godere di uno scudo rispetto ai creditori per «ricostituire le condizioni di equilibrio patrimoniale».

Terzo motivo: si deciderà a breve il futuro di Sandro Tonali. E il nome del centrocampista in procinto di passare dal Newcastle al Tottenham di De Zerbi è più che mai intrecciato a quello del Brescia che fu. Preservare la matricola 7810 vuol dire infatti «continuare a beneficiare dell’incasso dei crediti maturati e maturandi relativi al contributo di solidarietà di Tonali e di altri calciatori che hanno militato nel Brescia calcio» scrive l’avvocato Eugenio Bissocoli, l’esperto nominato per seguire la procedura di composizione negoziata (la trattativa con i creditori) che il Brescia di Cellino sta affrontando per scongiurare il crac.
In soldoni si parla di un tesoretto da quasi 9 milioni di euro: tra quelli derivanti dalla cessione di Tonali dal Milan al Newcastle e poi quelli, ad oggi ancora ipotetici, per il nuovo trasferimento in estate che potrebbe valere anche due milioni di euro se chi acquista il centrocampista arriva davvero a sborsare i 70-80 milioni ipotizzati.
Scenari
Con la riattivazione della matricola il Brescia calcio potrebbe ripartire ma prima dovrebbe saldare i sei milioni e mezzo di debito sportivo pregresso e che rientrano nei 19 complessivi della società.
Il titolo sportivo era però stato perso un anno fa quando Cellino aveva deciso di non iscrivere il club e quindi la ripartenza sarebbe dal gradino più basso del calcio italiano, la Terza categoria. «Ma dipende dalle interlocuzioni che stiamo avendo in queste ore» fanno sapere fonti vicine all’imprenditore sardo.
L’ipotesi di acquistare il titolo di squadre in categorie superiori tra Eccellenza e la Prima categoria però si scontrerebbe con la possibilità di mantenere la matricola. Massimo Cellino - saltato l’accordo per la cessione del centro sportivo di Torbole all’Union Brescia - alla domanda via messaggio: «Dove farebbe giocare la squadra?» risponde: «C’è l’imbarazzo della scelta, ma nel Bresciano».




