La tessera della discordia. Ieri mattina la sindaca di Sirmione Luisa Lavelli ha revocato con effetto immediato le deleghe alla Sicurezza, alla Protezione Civile e al Demanio conferite all’assessore Massimo Padovan. La motivazione ufficiale, chiarita in una nota stampa, è il «venir meno del rapporto fiduciario e dei presupposti necessari a una piena e adeguata collaborazione nell’ambito dell’azione amministrativa e del perseguimento degli obiettivi dell’Amministrazione comunale». Ma l’ormai ex assessore ritiene che il vero motivo sia il suo tesseramento al partito Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.
La replica
«Sono in Amministrazione quasi da trent’anni – replica Padovan – e le mie idee politiche sono sempre state chiare: avevo la tessera di Alleanza nazionale, poi di Fratelli d’Italia. Ciononostante, alle ultime elezioni sono rimasto fedele alla candidata sindaca Lavelli, anche se il mio partito aveva appoggiato un’altra lista, e i miei voti sono stati determinanti per la vittoria».
«Ora – prosegue l’ex assessore – ho scelto di tesserarmi a un partito sempre di destra, ma a Lavelli non è stato bene: abbiamo fatto sette riunioni di maggioranza su questo mio caso, e mi è stato chiesto di uscire da Futuro Nazionale e di non andare al congresso di ieri (domenica per chi legge, ndr) a Roma. Io ci sono andato ugualmente, e stamattina ho ricevuto la revoca dell’assessorato. Mi sembra una scelta assurda, perché in questi due anni di mandato credo di aver lavorato bene sulla sicurezza».
Dal canto suo, la prima cittadina sirmionese ribadisce che le motivazioni sono altre: «Non è stata la tessera al partito di Vannacci a farmi prendere questa decisione – assicura Lavelli -, bensì quanto già espresso nel comunicato stampa. Al momento le deleghe restano in capo a me, e non è stato individuato nessun altro assessore. Valuteremo successivamente». Ora si tratta di capire se Padovan resterà comunque in maggioranza: «Non lo so ancora – risponde – è prematuro pensarci adesso, farò le mie valutazioni».
Le minoranze
Nel frattempo, le minoranze accolgono la notizia senza troppa sorpresa. «Si è concretizzata la frattura che da tempo percepivamo – commenta Marcello Bertoldi di SìAmo Sirmione –: restiamo alla finestra per capire se questa Amministrazione proseguirà in un percorso molto fragile o se, come ci auguriamo, si andrà a elezioni anticipate». «Le profonde divergenze interne sono ormai evidenti da tempo – aggiunge Roberto Campagnola di Insieme per Sirmione –. Ora ci aspettiamo che Padovan rimanga coerente con il proprio percorso politico e scelga di passare all’opposizione».



