Opinioni

Il viaggio di papa Leone in Spagna, un nuovo rapporto con l’Europa

La visita nel Paese iberico è stata un successo e un passaggio importante per la costruzione del pontificato di Prevost
Massimo Faggioli

Massimo Faggioli

Editorialista

Papa Leone XIV durante la messa a Tenerife - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Papa Leone XIV durante la messa a Tenerife - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Il viaggio in Spagna è stato un successo e un passaggio importante per la costruzione del pontificato di Leone XIV. Da un lato ha inaugurato un’estate di viaggi in luoghi chiave per i cattolici del vecchio continente. Dopo la Spagna, papa Leone visiterà Pavia, dove si venerano le reliquie di sant’Agostino (20 giugno); l’isola di Lampedusa per una occasione ben diversa dal «Fourth of July« nazionalista in terra americana in cui speravano i trumpiani; ad Assisi per l’ottocentesimo anniversario della morte di san Francesco (6 agosto); a Rimini per l’incontro annuale del movimento Comunione e Liberazione (22 agosto); infine la Francia (25-28 settembre). Rispetto al predecessore con origini italiane, c’è molta più Europa nella mappa di Leone XIV da Chicago.

Dall’altro lato, il viaggio appena concluso (molto lungo per un solo paese – però la Spagna è una delle principali matrici del cattolicesimo globale) ricapitola un semestre, iniziato in gennaio, all’insegna delle tensioni con gli USA di Trump. Il viaggio in Spagna ha mostrato che quelle non sono tensioni di natura interpersonale o di cultura politica, ma di visione del mondo. Non può non avere anche una dimensione geopolitica il legame del papato con l’Europa oggi, abbandonata se non minacciata dagli Stati Uniti di Trump e dalla Russia di Putin.

In questo senso, il fatto che il Vaticano si sia messo di traverso rispetto ai disegni dei nuovi padroni dell’universo (dagli «uomini forti» delle politiche neo-imperiali fino ai padroni dell’Intelligenza Artificiale) fa parte del tentativo della Chiesa cattolica di inserire il discorso sui «valori non negoziabili» (le questioni di etica sessuale, aborto e gender) in un quadro più ampio e capace di raggiungere sponde ideologiche lontane: lo si è visto dal lunghissimo applauso tributato dal Parlamento a Madrid al discorso di Leone, il papa dall’altra America. Un’impresa tanto più notevole se si tiene conto delle tensioni degli ultimi anni tra politica, Chiesa cattolica in Spagna e il Vaticano a causa dello scandalo degli abusi sessuali.

L'incontro con i fedeli allo stadio Santiago Bernabeu di Madrid - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
L'incontro con i fedeli allo stadio Santiago Bernabeu di Madrid - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Leone ha mostrato una rinnovata attenzione del papato e il posto centrale dell’Europa in una visione cattolica della storia: una storia unita e riconciliata, in opposizione a un’ermeneutica divisiva del passato plasmata dalle rivendicazioni tra diverse identità, anche nazionali e continentali. È emerso chiaramente nel primo discorso pronunciato il 6 giugno a Madrid, durante l’incontro con il re e la regina di Spagna, le autorità, la società civile e il corpo diplomatico.

Il viaggio di Leone in Spagna si inserisce nel tentativo di questo pontificato di creare unità e portare pace. In questo disegno del Vaticano, l’Europa – con la creazione di un nuovo progetto politico che ora si chiama Unione Europea – gioca un ruolo chiave. Leone vede nell’Europa un luogo chiave per tenere insieme «la realtà sociale e la storia» nella loro complessità, lontano da narrazioni identitarie, in modo non fondamentalista e non puritano. È un messaggio che il papa invia sia alle forze di destra etno-centriste e nativiste, sia alla tentazione «woke» di emettere condanne generalizzate del passato – spesso un’occasione per fare del cristianesimo il capro espiatorio in un approccio riduzionista alla storia dell’umanità, vista come un’impresa criminale.

Ci sono stati viaggi papali che hanno inaugurato una nuova stagione nella vita di una Chiesa nazionale e continentale, come il viaggio di Giovanni Paolo II in Polonia nel 1979. Non sappiamo ancora se il viaggio in Spagna e le prossime tappe europee di Leone rientreranno in questa categoria. Ma la reazione europea dipenderà anche da quanto accadrà negli Stati Uniti nei prossimi mesi.

Per nascita e formazione, Leone è un papa più post-europeo rispetto ai predecessori, anche a Francesco. Ma è dalla sua origine americana che nasce l’intuizione di dover investire sul vecchio continente: non più centro del mondo, ma cerniera tra le Americhe, l’Africa, Asia e il Medio Oriente. Vedremo come l’Europa accoglierà questo messaggio di Leone XIV, che è allo stesso tempo una richiesta e un’offerta di aiuto.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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