Dalle montagne della Valtrompia al Guatemala e ritorno. È una storia di emigrazione, memoria e radici ritrovate quella andata in scena nei giorni scorsi a Collio, dove l'Amministrazione comunale ha accolto l’ambasciatore del Guatemala in Italia, Julio Ponciano Ramazzini, tornato in paese insieme ai familiari per riscoprire i luoghi d’origine della propria famiglia.
Un viaggio dal forte valore simbolico, che ha riportato alla luce il legame tra la Valle e una delle più note famiglie guatemalteche di origine bresciana. Ad accogliere gli ospiti sono stati la sindaca Mirella Zanini e il comandante della stazione dei Carabinieri, Giuseppe Migliaccio, a nome dell’intera comunità.
Il cardinale
L’ambasciatore è cugino del cardinale Álvaro Leonel Ramazzini Imeri, tra le figure più autorevoli della Chiesa latinoamericana e tra i cardinali che hanno preso parte all’ultimo conclave.
Proprio il porporato aveva visitato Collio lo scorso anno, tornando nei luoghi da cui la sua famiglia paterna emigrò verso il Guatemala tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, seguendo un percorso condiviso da migliaia di famiglie lombarde in cerca di fortuna oltreoceano.
La visita
Il cuore della visita è stato l’incontro con i parenti colliesi, avvenuto alla storica tenuta La Corna, casa degli avi della famiglia Ramazzini e luogo carico di memoria. Qui passato e presente si sono intrecciati in un abbraccio ideale tra generazioni e continenti. Particolarmente intenso il momento di raccoglimento nella cappella dedicata alla Madonna, benedetta proprio dal cardinale Ramazzini durante la sua permanenza a Collio e divenuta simbolo del profondo legame tra la famiglia e la terra d’origine.
Una storia collettiva
Accompagnati da Battista Mazzoldi e Battista Rizzini gli ospiti hanno poi visitato alcuni dei luoghi più rappresentativi del territorio, apprezzandone il patrimonio storico, culturale e paesaggistico. La giornata si è conclusa in un clima di amicizia e condivisione, tra racconti, canti e ricordi familiari. Una visita privata ma al tempo stesso capace di raccontare una storia collettiva: quella dell’emigrazione bresciana che ha attraversato l’oceano senza spezzare il filo con le proprie origini. A distanza di oltre un secolo quel filo continua infatti a unire il paesino dell’Alta Valtrompia al Guatemala, dimostrando come identità e memoria sappiano resistere al tempo e alle distanze.



