Non sono state ritenute sufficienti le ragioni esposte dalla Procura generale, che riteneva concreto il pericolo di fuga del 69enne, condannato come uno degli esecutori materiali dell’attentato in piazza Loggia
Secondo Carminati nulla faceva pensare a un gesto del genere: «In questi giorni ho toccato con mano il clima di dolore che si respirava tra le detenute»