L’impianto avrà tre linee: acque (area azzurra), fanghi (arancione), biogas ed energia (fucsia) - © www.giornaledibrescia.it
L’opera sarà in aperta campagna a Lonato, prevede 60 chilometri di collettori ed è pensata in tre lotti: l’orizzonte di fine lavori è il 2035, giovedì 30 la presentazione a enti e territori
Dipendenti dell'Anagrafe
di Flavio Archetti
Maggiori tutele ai lavoratori fragili con le possibilità dello smart working, sblocco dei 7 euro del buono pasto giornaliero, due giorni in più di ferie per i neoassunti e regole certe nella costruzione di nuovi modi di lavorare attraverso l’intelligenza artificiale
I buoni pasto vengono erogati ai dipendenti come servizio alternativo alla mensa
L’ultima legge di Bilancio ha aumentato il limite esentasse dei ticket elettronici, utilizzabili dai lavoratori dipendenti non solamente per mangiare in pausa pranzo
Il lago di Garda - © www.giornaledibrescia.it
di Simone Bottura
Iniziative per cittadini e turisti per imparare le buone abitudini in acqua e festeggiare i riconoscimenti ambientali
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Anne Akiko Meiers col preziosissimo Vieuxtemps
di Enrico Raggi
Ogni strumento ha un valore economico e una storia che passa da un proprietario all’altro: esistono rating per autore, stato di conservazione e originalità
Dalla mobilità all’ambiente, fino all’emergenza casa, i problemi quotidiani superano ormai i confini amministrativi. Alla Festa della Valverde sindaci e amministratori pensano a un nuovo modello per affrontare insieme le sfide dell’area urbana
Il Diluvio Festival è un'esperienza nel verde a 360 gradi
Da giovedì a domenica al Parco del Maglio l’undicesima edizione della rassegna che è un unicum nel panorama italiano
Un'eclissi di Sole
Il 12 agosto ci sarà un oscuramento del 90% del Sole da parte della Luna, mentre nella notte tra il 27 e il 28 sarà il nostro satellite a finire nel cono d’ombra della Terra. L’intervista all’astrofisico bresciano Massimo Della Valle
Auto danneggiate dalla grandine nella Bassa
La gestione del rischio è diventata una voce fissa nell'economia familiare: c'è chi corre ai ripari potenziando le coperture assicurative per auto e casa, chi investe in protezioni fisiche
Di' la tua
Grande attesa per l'evento dedicato all'arrampicata in quota
di Ruggero Bontempi
È il raduno di bouldering più alto della Valle Camonica. Iscrizioni aperte alle 9 di sabato 25 e domenica 26 al rifugio Lissone, dove prenderanno il via maratone di arrampicata, lezioni e seminari
Una frase composta da Peg
Per alcuni la barboncina di Chiari era indemoniata, eppure lei sapeva scrivere e contare. Salì sul palco con Enzo Tortora, divenne una star mondiale: la sua storia è custodita dalla Fondazione Morcelli-Repossi
Durante una prova interna di sicurezza, un agente autonomo basato ha superato le barriere di contenimento e ha violato la piattaforma Hugging Face senza alcun intervento umano
La granata d'artiglieria trovata a Castenedolo © www.giornaledibrescia.it
di Alice Scalfi
L'ordigno d'artiglieria della contraerea è stato scoperto in mattinata in località Macina. Nel pomeriggio l'intervento degli artificieri del 10° Reggimento Genio Guastatori di Cremona

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Lettera al Direttore

Addì 20 luglio, lunedì, giorno afoso di un’estate insopportabile, ore 16.00 pomeridiane. Scendono dalla torre i rintocchi dei bronzi sul piccolo paese della Motella invaso dalla gente: i suoi amici, quelli dello scenografo e regista Giacomo. Un’umanità riunita tutta insieme, finalmente, che con lui ha lavorato e calcato i boccascena di tutti i teatri italiani, europei così come del mondo. Parrebbe quasi una festa se tutti non fossero alla Motella arrivati per salutare per l’ultima volta il Maestro, come tutti lo hanno sempre chiamato. C’è il popolo della Via Crucis di Cerveno col sindaco in testa; gli allievi e colleghi della scuola di scenografia dell’Accademia Naba di Brescia e quelli dell’Accademia americana di Milano dove il «chiarissimo» professore Giacomo ha insegnato teatro sino a poche settimane fa, prima del crollo fisico totale. C’è il popolo del suo paese, gli amici coi quali ha costruito il noto presepe della Motella, i collaboratori del teatro di Parma, Reggio, Torino, Lucca, Firenze, Catanzaro, Reggio Calabria, gli amici arrivati dalla Scala di Milano, di Macerata, di Torre del Lago... le allieve asiatiche e quelle di Seul... dove ha lavorato mettendo in scena capolavori di Verdi e Puccini. Nel coro della chiesa parrocchiale c’è il compositore Francesco Andreoli e il fratello professor Luigi con la moglie Sonia, violinista e orchestrale come il marito. Stipati, sull’altare, dieci preti con in testa don Giovanni che pare la Motella tornata ai tempi lontanissimi del monsignore Giuseppe Lazzaroni quando in pompa magna celebrava la festa dei patroni Fabiano e Sebastiano. Di fatto una festa è stata, ma nel mio cuore e di tanti, ora, c’è una croce in più che non mi dà pace, non mi fa dormire (sono le ore quattro della notte), mi fa pensare a Giacomo, mio fratello minore. Tra me e lui ci sono dieci anni di scarto. Di per sé la Morte avrebbe dovuto portarsi via me, ma non funziona così. Giacomo è sempre stato la mia consolazione perché sapevo per certo che ciò che prendeva in mano sarebbe stato trasformato in Bellezza. Così non sarà più. Ora però, lo giuro, invece di piangere per quello che le sue abilissime mani non faranno più, vorrò capire e valorizzare tutto e meglio quello che di bello ha lasciato a me al mondo del teatro e dell’arte. Gian Mario Andrico Era l’estate del 1994, un’estate di afa, mosche e zanzare, come sempre nella Bassa bresciana. Era l’estate del Campionato Mondiale di calcio negli Stati Uniti d’America. Era l’estate del mio primo Mondiale di Calcio: nel 1990 avevo appena sei anni e ho solo un vago ricordo di me seduto sul tavolo, a casa dei nonni paterni, mentre l’Italia perdeva la semifinale con l’Argentina ai calci di rigore. Nel 1994 era tutto diverso. All’evento arrivai preparatissimo, perché lo zio Giacomo, che fino a quei giorni avevo sentito parlare di calcio sì e no un paio di volte, aveva sfilato dalla libreria di casa un volume rilegato in cui, nel corso degli anni, insieme a mio padre, aveva raccolto una miriade di articoli presi dalla rivista «Epoca», nei quali si ripercorreva tutta la storia dei Mondiali di calcio. In quei giorni ho letto e riletto quelle pagine ricche di articoli, aneddoti, curiosità e immagini che raccontavano le imprese dei campioni del passato. Io e lo zio Giacomo, il Mondiale del ’94 l’abbiamo visto sempre insieme, a casa dei nonni, all’ora di cena: l’esordio da incubo con l’Eire, la striminzita e sofferta vittoria con la Norvegia, il pareggio con il Messico (che ci permise di qualificarci tra le migliori terze dei gironi), l’epica sfida con la Nigeria (quando Roberto Baggio decise che quello sarebbe diventato il suo Mondiale), le vittorie con Spagna e Bulgaria. Prima della finale con il Brasile, con lo zio Giacomo e l’amico di sempre Samuele, abbiamo trascorso intere giornate nell’officina del nonno Lino a preparare cartelloni e striscioni, pronti a celebrare la vittoria dell’Italia. Purtroppo sappiamo tutti come sono andate le cose, perché le storie, anche quelle più belle, non sempre hanno un lieto fine; un po’ come la tua, zio, ricca di successi e riconoscimenti, ma finita davvero troppo presto. La finale è stata l’unica partita di quel Mondiale che non abbiamo guardato insieme. L’ho vista al bar, con gli amici, non ricordo dove fosse lo zio quella sera. Ci siamo visti il giorno dopo, a casa. Mi mise una mano sulla spalla dicendomi: «Manuel (mi ha sempre chiamato così), poco male, ci riproveremo tra quattro anni». Risposi: «Zio, tra due anni si giocano gli Europei in Inghilterra». «È vero, ma quelli non contano niente». Emmanuele Andrico Carissimi, nei ricordi c’è di bello questo: ciascuno ha i suoi e tutti insieme, come le tessere d’un mosaico, consentono di trasformare il dolore della perdita in una presenza interiore imperitura. Così lo sconcerto per la morte di uno zio e lo strazio per la perdita d’un fratello diventano occasione per noi di riflettere su ciò che conta veramente nella vita (perché, ammettiamolo, è attraverso la lente della morte che riusciamo a vedere con nitidezza ciò che conta davvero nella vita).

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