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Lettere al Direttore
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Sento il bisogno di affidare alle pagine del suo giornale una testimonianza di profonda e sincera gratitudine. Spesso si parla delle criticità della sanità, ma forse non si sottolinea mai abbastanza quanto la nostra città sia fortunata ad avere strutture d’eccellenza e, soprattutto, professionisti di altissimo livello umano e clinico. Scrivo come genitore di una ragazza che si trova ad affrontare un percorso complesso, reduce da un secondo trapianto di midollo osseo. In momenti come questi, in cui la vita ti mette davanti alle prove più dure, la differenza la fanno le persone. Per questo desidero ringraziare di vero cuore tutta l’équipe medica, infermieristica e assistenziale del reparto Tmo Adulti e del reparto di Ematologia dell’Ospedale Civile di Brescia. Sono stati, e continuano ad essere, autentici angeli custodi: con mia figlia Claudia hanno sempre dimostrato una sensibilità, una dolcezza e una dedizione straordinarie, capaci di regalare conforto e sicurezza anche nei giorni più difficili. A tutti loro va la mia riconoscenza più profonda. Il mio grazie per quello che fanno ogni giorno, con competenza e immenso cuore, sarà costante e infinito. La mamma di Claudia Carissima, ha proprio ragione e chi legge con frequenza queste pagine sa che è un pensiero condiviso, una verità limpida: la differenza la fanno sempre le persone. In tutto. Nella sanità ancor di più. Ciò non significa che chi ha un brutto carattere non possa essere un ottimo chirurgo o un asso nell’interpretare i dati istologici, ma se consideriamo il «prendersi cura» non esiste partita. Comprendiamo dunque la sua riconoscenza e ad essa diamo eco, com’è giusto che sia. In più però vorremmo aggiungere un pensiero per sua figlia Claudia e per lei, per quanto sta vivendo come mamma, senza pretese di provare una minima parte di quanto prova, ma volendo sederle idealmente accanto e cingerle con un braccio la spalla, stando in silenzio, sapendo che ogni parola suonerebbe vuota, eppure - tra persone - chi vuole trova sempre il modo di esprimere vicinanza. Il dolore, la malattia, la sofferenza restano un mistero. Quando accade non c’è che affrontarlo, attraversarlo da parte a parte, come state facendo voi, insieme. E confidando che per ogni notte buia corrisponda sempre un’alba.
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