Territori
Le notizie più recenti dalla città e provincia
Lettere al Direttore
La tua voce conta. Condividi la tua opinione e leggi le risposte personali del nostro direttore

Vorrei chiedere gentilmente un piccolo spazio per ringraziare un paese. Il paese di Marone (Brescia). Vi ho lavorato qui per più di 25 anni. Ho lavorato in una banca. Ma il nome della banca non è necessario. In un mondo che si trasforma, il pesce grande ha mangiato quello piccolo e nel futuro un altro pesce più grande mangerà anche questo e così via. Ma non voglio occuparmi in questo scritto delle politiche del mercato dei cosiddetti (eufemismo) stakeholder: già il nome si giudica da sé. Ma ritorniamo alla nostra piccola casa. (Parva domus). Qui voglio solamente ringraziare un paese in cui ho lavorato e mi sono trovato bene. Sono cresciuto, ho imparato, ho sbagliato, e la cosa fondamentale, che dovrebbe riguardare ogni essere umano: imparare è continuare ad apprendere. «Si vede veramente solo con le lacrime, di dolore o di gioia, perché non ci permettono di mentire: il dolore ci spoglia, la gioia ci abbraccia» ha scritto giorni addietro lo scrittore D’Avenia sul Corriere della Sera. Ho osservato e appreso, sia da coloro che sono stati clienti sia anche da coloro che non lo sono stati. Perché questo è il vero significato della vita. Crescere nel cammino. Non ho mai guardato alle tasche dei clienti. Che non ho mai considerato clienti ma in primis persone. Sia coloro che vivevano in una situazione di agiatezza economica, sia coloro che avevano difficoltà ad arrivare a fine mese mi hanno insegnato che ciò che si proclama nei templi Shaolin è vero: «Servire ed essere serviti sono facce della stessa medaglia». Ho sempre pensato che per me non vi è alcuna differenza tra il Presidente della Repubblica e colui che (per mille motivi) dorme nella stazione centrale avvolto in un cartone. Essere umani. Quella che Enzo Bianchi chiama «umanizzazione». In quest’ultimo periodo, quando si sapeva che lo sportello di quella banca avrebbe chiuso, ho ricevuto attestati e pensieri di stima da persone che sono state clienti per più di vent’anni e li ringrazio pubblicamente. E la bottiglia di vino regalatami da una signora molto anziana che, pur abitando in un altro paese ha voluto venire di persona a ringraziarmi e salutandomi si è commossa, la porterò sempre nello zaino della mia memoria. Come il piccolo barattolo di carciofini regalatomi da un’altra signora. Alcuni anziani ci commuovono perché hanno la saggezza del cuore. Il tempo è passato in fretta. Le ore e i giorni sono scivolati nella velocità degli anni. Le cose cambiano, si modificano. Tutto è impermanenza. A coloro che pensano di essere onnipotenti bisognerebbe ricordare che un giorno ritorneremo polvere. Abbiamo dato. Abbiamo ricevuto. Ringrazio il lago, compagno di tante solitarie pause pranzo. Gli ulivi che rasserenavano l’animo quando era avvolto dalla nebbia. Ritorno ora, con gratitudine per il tempo trascorso, alle mie amate montagne. Angelo Briscioli Capo di ponte Caro Angelo, non ci conosciamo di persona, ma un paio di occasioni l’anno arrivano in redazione le sue lettere e ogni volta per noi è un diletto, dense come sono di... umanità. La stessa umanità da lei citata e che - ne siamo certi - accomuna tutti i lettori di questa pagina, la quale è anch’essa una «parva domus», una piccola casa. La nostra. Salga dunque con il cuore lieve alle sue amate montagne, le consegniamo in dono il finale di «Itaca», la meravigliosa poesia di Costantino Kavavis: «Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso / già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare». E così pure Marone.
Qualità, contenuti, relazioni, territorio. GdB+ il valore di esserci.
Agenda
Non perdere gli appuntamenti più interessanti
Partecipa anche tu e vedi il tuo scatto pubblicato


























































































































