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Lettere al Direttore
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Sono una comune madre lavoratrice che mai nella vita avrebbe pensato che la figlia si ammalasse a 10 anni, rendendola disabile. In tutti questi anni, ovvero dal 2008, ho potuto incontrare e conoscere il mondo delle persone speciali con diverse problematiche: le difficoltà e le barriere, non solo architettoniche, sono davvero tante. Sono riuscita a creare per mia figlia una rete di attività extra domiciliari, per darle la possibilità di crescere e vivere adeguatamente i suoi anni. Ovviamente non tutte le persone speciali possono entrare a far parte del mondo del lavoro, quindi l’alternativa sono i centri diurni. Mi ritengo molto fortunata ad aver avuto questa opportunità: Camilla ha iniziato a frequentare il Fobap e qui gli educatori, il personale ausiliario e tutti gli operatori hanno svolto un lavoro spettacolare. Queste persone sono come degli angeli custodi: si prendono cura quotidianamente dei nostri figli, vengono incontro alle loro necessità con professionalità, pazienza e soprattutto umanità. Dietro ogni piccolo progresso c’è un lavoro immenso, spesso silenzioso e poco riconosciuto. Per noi famiglie, sapere che i nostri figli vengono accolti con rispetto, affetto e competenza significa poter affrontare la quotidianità con maggiore serenità. I centri diurni non rappresentano soltanto un luogo assistenziale, ma diventano spazi di vita, socialità e dignità. Purtroppo, troppo spesso chi vive queste realtà si sente invisibile. Le famiglie vengono lasciate sole a combattere contro burocrazia, carenza di servizi e mancanza di sostegni adeguati. Eppure basterebbe poco: maggiore attenzione da parte delle istituzioni, più investimenti nel sociale e il riconoscimento concreto del lavoro straordinario svolto ogni giorno dagli operatori. Con questa lettera desidero quindi non solo ringraziare chi si prende cura dei nostri ragazzi con dedizione e amore, ma anche sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di sostenere le persone fragili e le loro famiglie. Una società civile si misura anche da come sa accogliere e proteggere chi è più vulnerabile. Un ringraziamento particolare al CDD 2 con Alessandro, Barbara, Sonia, Giusi, Norma, Bozena e tutte le persone che sono state vicine a Camilla in questi anni. Grazie grazie e ancora grazie di cuore! Alessandra Mazzotta Cara Alessandra, è proprio vero che ogni ombra cela una luce. Lei ce ne dà dimostrazione, oggi, facendoci mettere nei suoi panni, che però da pesanti diventano lievi se nelle difficoltà troviamo qualcuno disposto ad aiutarci. Un abbraccio grande a lei, a Camilla e a tutte le persone che ringrazia, chiamandole per nome: siamo orgogliosi di appartenere a una terra «speciale», che sa far sentire «vicini».
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