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Lettere al Direttore
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Ieri l’altro ho ricevuto una telefonata da un numero sconosciuto (cui normalmente non rispondo) con un addetto che - con voce «nostrana» - si è qualificato dicendosi incaricato da un servizio di Regione Lombardia e mi ha chiesto di potermi fare due domande su temi sanitari. Mentre stavo dicendogli che non rispondo mai a quesiti telefonici estemporanei, mi chiede quanti anni io abbia. Sentito però quanto gli stavo dicendo, alzando il tono mi ha detto: «Vuole che per due domande venga a fargliele a casa? Cretino, cretino!». Mi ha colpito la gratuità della reazione, che certo non mi ha entusiasmato come cittadino... Sarà il caldo! Lettera firmata Carissimo, sarà il caldo, ma complimenti a lei per il sangue freddo nel prendersela, tutto sommato, con filosofia. Le telefonate moleste sono le nuove cavallette: una piaga d’Egitto contemporanea, che costringe ciascuno a contrastarle alla bell’e meglio. Noi, al pari suo, non rispondiamo mai a numeri che non conosciamo, salvo eccezioni di cui ci pentiamo subito o, più raramente, ringraziamo il cielo per aver derogato alla regola. Nel caso specifico, è forte il dubbio che la Regione proceda così, chiamando alla rinfusa, ma se invece fosse sarebbe ancor più sconfortante che chi si occupa di sanità non riesce nemmeno a tenere i livelli minimi di educazione in una telefonata.
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