L'episodio in stazione a Iseo
La disavventura di un 55enne di Brescia su un convoglio proveniente da Iseo verso la città: «Ho reagito per tutelare le donne nel vagone»
Si tratta di due esemplari di «Leptailurus serval», specie considerata pericolosa e la cui detenzione da parte di privati è vietata dalla legge: la Cassazione aveva disposto la confisca
L'istituto Cossali
di Paolo Bertoli, Silvia Pasolini
Carabinieri, Vigili del fuoco e soccorso sanitario sono intervenuti pochi minuti prima di mezzogiorno. La campanella sarebbe suonata, per tutti, alle 12
Jannik Sinner a Wimbledon - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Resta incerta la data del rientro, così come la partecipazione al Six Kings Slam di Riyadh: l’azzurro dovrebbe esordire in Arabia Saudita il 21 ottobre contro De Minaur
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Il rudere visibile a causa della siccità - © www.giornaledibrescia.it
di Simone Bottura
L'edificio è stato sommerso dalle acque del bacino artificiale con la realizzazione della diga nel 1962: complice la siccità, il rudere è tornato visibile
Il tavolo ottagonale di Casa Museo Zani - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
Viaggio dentro alla collezione di Casa Museo Zani voluta da Paolo Zani: ci sono capolavori di Canaletto e Tiepolo, ma anche tantissimi pezzi di provenienza molto glamour come le sedie dello stilista francese e un presepe dell’avvocato Agnelli
Il resort di lusso L’Andana a Castiglione della Pescaia
Il gruppo di Erbusco razionalizza gli asset per ridurre l’indebitamento. Oltre al resort di lusso in Toscana potrebbe cedere ad un fondo anche la cantina franciacortina
La lettera anonima arrivata al Comune di Prevalle nel maggio 2025
Il rapporto di «Avviso pubblico» censisce 21 episodi nella provincia di Brescia dal 2010 al 2025
Camilla Mingardi con la maglia del Victorina Himeji - © www.giornaledibrescia.it
di Vincenzo Cito
Dopo aver ottenuto grandi risultati nei club italiani, dal 2025 veste la maglia del Victorina Himeji. In debutto in A1 arrivò a soli 17 anni, con la maglia del Flero
LA RECENSIONE
Il coreografo spagnolo e la compagnia La Veronal hanno portato al Teatro Grande «Sonoma»: lo spettacolo è stato salutato con quasi cinque minuti di applausi
I servizi di bike sharing sono tra le opzioni che un mobility manager può proporre ai dipendenti delle aziende - Foto Comune di Brescia/Christian Penocchio
Si tratta di una figura obbligatoria per legge per le aziende con almeno 100 dipendenti, ma anche per gli enti e le pubbliche amministrazioni. Ma cosa fa concretamente e come quali sono i problemi principali che incontra?
La pulizia del torrente Garza
I volontari dell’Ana hanno lavorato con i dipendenti del Settore Polizia Locale e Protezione civile del Comune di Brescia per rimuovere detriti, rifiuti e vegetazione dal torrente
Mohammadjavad Azarm e Claudio Giannetti accanto al nuovo microscopio
Lo strumento, allestito nel laboratorio ILamp bresciano, realizzato da un team di fisici dell’Università Cattolica coordinato dal professor Giannetti: «Importante passo avanti per lo sviluppo delle tecnologie quantistiche»
Una veduta di Manerba
Il ministero dei Trasporti ha annunciato le risorse destinate alle infrastrutture idriche della Lombardia: una parte consistente va al primo lotto dell’acquedotto della Valtenesi
Fra Franco Ghezzi, 76 anni, è nativo di Adro - © www.giornaledibrescia.it
Intervista a fra Franco Ghezzi, Guardiano del Convento di Brescia, nell’anniversario degli 800 anni della morte del poverello d’Assisi

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Lettere al Direttore

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Lettera al Direttore

Scrivo da imprenditore bresciano che opera da molti anni nel settore della ristorazione, ma soprattutto da collega che conosce personalmente la famiglia Bedussi e la realtà professionale che ha costruito nel tempo. Ho letto l’articolo pubblicato dal Giornale di Brescia relativo alla recente sanzione che ha interessato la loro attività e confesso di essere rimasto profondamente dispiaciuto, non tanto per la notizia in sé - che un giornale ha naturalmente il diritto e il dovere di raccontare - quanto per la scelta di dare evidenza al nome dell’attività e, di conseguenza, di esporla pubblicamente in maniera a mio avviso sproporzionata rispetto alla contestazione. Le regole devono essere rispettate e i controlli sono indispensabili. Su questo non credo possa esserci discussione. Ma credo debba esistere anche un principio di proporzione nel modo in cui una notizia viene raccontata. Una contestazione relativa ad alcune etichette mancanti o non conformi, per quanto debba essere corretta e sanzionata quando previsto, non può diventare agli occhi del lettore una macchia capace di mettere in discussione la serietà, la sicurezza o la professionalità di un’intera attività. E soprattutto non dovrebbe cancellare, in poche righe, tutto ciò che quella famiglia ha costruito in anni di lavoro. Trovo ancora più amaro che questo sia accaduto proprio in un momento nel quale l’attività aveva appena ottenuto il massimo riconoscimento come bar dalla guida del Gambero Rosso: un risultato prestigioso che, conoscendo il loro lavoro, ritengo assolutamente meritato. Da qui nasce il mio disappunto. Il problema non è raccontare un controllo o una sanzione. Il problema è domandarsi quale conseguenza possa avere la pubblicazione del nome di un’attività quando la contestazione è circoscritta e non riguarda, per quanto risulta, fatti tali da giustificare nell’opinione pubblica un sospetto generalizzato sulla qualità del suo lavoro. Un giornale autorevole come il Giornale di Brescia ha una forza enorme sul territorio. Un nome pubblicato su quelle pagine rimane. Viene condiviso, commentato, indicizzato, ripreso sui social. E molto spesso il titolo rimane nella memoria delle persone più delle circostanze effettive che hanno determinato la sanzione. Per questo credo che, insieme al diritto di cronaca, esista anche una grande responsabilità nel valutare il peso che viene dato alle notizie. Chi non vive quotidianamente il nostro settore difficilmente può rendersi conto della quantità di procedure che oggi un’attività di ristorazione deve rispettare: Haccp, tracciabilità, registrazioni, allergeni, etichette, scadenze, formazione, sicurezza e decine di altri adempimenti. Questo naturalmente non significa giustificare gli errori. Significa però distinguere un errore o un’irregolarità amministrativa da comportamenti realmente gravi e potenzialmente pericolosi per il consumatore. Sono due cose profondamente diverse e credo che anche il racconto giornalistico dovrebbe aiutare il lettore a comprenderne la differenza. Dopo aver espresso pubblicamente la mia solidarietà alla famiglia Bedussi, ho ricevuto moltissimi messaggi e reazioni. Lo stesso figlio della famiglia mi ha telefonato personalmente per ringraziarmi. Questo mi ha fatto riflettere ancora di più su quanto possa pesare, umanamente e professionalmente, trovarsi improvvisamente esposti al giudizio pubblico dopo una vita trascorsa a costruire credibilità. Non scrivo questa lettera per chiedere sconti a nessuno e nemmeno per contestare il lavoro degli organi di controllo. Scrivo perché credo che il giornalismo locale abbia anche il compito di proteggere un valore preziosissimo: la proporzione. Raccontare i fatti, certamente. Contestualizzarli, altrettanto. Ma evitare che una contestazione circoscritta si trasformi, attraverso l’esposizione del nome, in una sentenza reputazionale. Perché una sanzione si paga. Un errore si corregge. Un’etichetta si rifà. Una reputazione costruita in decenni di lavoro, invece, è molto più difficile da ricostruire quando viene ingiustamente compromessa. Ed è proprio per questo che, da imprenditore, da collega e da lettore, credo che in questo caso la scelta editoriale sia stata un errore sul quale valga la pena riflettere. Benigno «Mino» Dal Dosso Imprenditore nel settore della ristorazione Caro Mino, grazie per questa lettera appassionata e sincera, che dà modo di spiegarci. È vero, ha ragione: un giornale forma una reputazione e ciò vale ancor più per un Giornale qual è quello di Brescia, che proprio in virtù della propria autorevolezza «ha una forza enorme». Una responsabilità che, glielo assicuriamo, ci fa da bussola, sempre. Proprio in ragione di ciò non possiamo concedere quello che chiede. L’autorevolezza infatti non viene dalla discrezionalità o dall’arbitrio di omettere una notizia, bensì dal raccontarla compiutamente, senza ergerci a giudici o tribuni del popolo, limitandoci a fare i giornalisti. Senza svolazzi teorici, restando nel concreto di questa situazione, provi a mettersi nei nostri panni. Nel giorno stesso in cui in prima pagina abbiamo dato notizia di un prestigioso premio vinto da una pasticceria, il Nucleo Antisofisticazioni dei Carabinieri ha diramato un comunicato per informare la collettività che in seguito a un controllo sono emerse in quello stesso locale delle irregolarità. Cosa fare in questo caso? Far finta di nulla? Mancheremmo al compito principale per cui un giornale esiste: dare le notizie, non ometterle. Citare il caso senza mettere nomi vorrebbe dire da un lato usare due pesi e due misure, dall’altro creare sospetti riguardo gli altri esercizi presenti in zona, a cui invece nulla è stato contestato. Ecco perché la decisione è stata sofferta, ma semplice: informare, senza censure, badando a non enfatizzare, a non cavalcare l’onda emotiva e altresì a dare modo ai diretti interessati di poter dire la loro, di difendersi insomma, come in effetti è avvenuto. Perché qui sta la differenza, caro Mino: le notizie non si nascondono, si danno, con lo stile che distingue un giornale serio da uno omertoso o caciarone. Ecco perché non possiamo considerare la scelta fatta un errore, bensì l’esempio di cosa significhi dirigere un giornale, con la coscienza tranquilla di chi ha una stella polare limpida e può spiegarla, guardando dritto negli occhi con schiettezza e lealtà coloro che come lei ne chiedono conto. E se così avviene, le persone oneste sanno benissimo farsi un giudizio equilibrato, come ha fatto lei, sia sulla credibilità di coloro che hanno ricevuto una sanzione, sia su chi ha dato modo loro di spiegarsi.

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SPETTACOLI  LIBRIXIA 2026 ARENA PIAZZA VITTORIA   INCONTRO CON CLARA SANCHEZ  con NGIORGIO BARBAGLIO -LA STANZA DELLE VERITA'  NELLA FOTO CLARA SANCHEZ 02/10/2026 newreporter©favretto
di Lisa Viviani
La scrittrice Clara Sánchez a Librixia ha parlato della protagonista de suo romanzo «La stanza della verità»
FOTOGRAFIA
Il fotografo bresciano Vincenzo Cottinelli - © mariaconti
di Giovanna Galli
L’intervista al fotografo bresciano, ex magistrato e già noto per i suoi ritratti degli scrittori, che presenta sabato in città la mostra e il volume «Un bosco filosofico. Emozioni fotografiche a Bomarzo»
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