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Lettere al Direttore
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Sono una ragazzina di 14 anni che usufruisce della legge 104 art. 3 comma 1 a causa di una malattia genetica rara. Ho frequentato per 5 anni l’istituto Madonna della Neve di Adro e devo dire che mi hanno accolta a braccia aperte sin dalle elementari e mi hanno aiutato a crescere, ad avere fiducia in me e soprattutto a scoprire una passione totalizzante per la musica, si perché ho frequentato il Pim con grande profitto. Ora ho concluso il mio percorso alle medie e il mio desiderio più grande, visto che sono abbastanza brava nelle lingue straniere, era di iscrivermi al liceo Linguistico, restando nello stesso Istituto per poter proseguire anche con la musica ma, peccato che la stessa «famiglia» come si dichiarano, che mi ha accolta, ora mi ha chiuso la porta perché secondo loro i ragazzi «speciali» non sono ammessi ai licei. Faccio presente che questa esclusione non è toccata solo a me, ma a tutti coloro che hanno bisogno di aiuto. Ci sono rimasta davvero male ma scrivo queste righe per dire a tutti i ragazzi che come me sono «speciali»: non fatevi abbattere da coloro che vi escludono e vi ritengono inferiori ma, perseguite i vostri obbiettivi con la voglia e la gioia di vivere. A voi dirigenti dell’istituto: escludendoci perdete l’occasione di migliorarvi. Grazie comunque, per avermi teso una mano e nella speranza che domani possiate cambiare atteggiamento, vi auguro una buona vita. Lettera firmata Carissima, complimenti per il coraggio e per aver firmato con nome e cognome: questa volta siamo noi a ometterlo, rispettando le regole di tutela dei minori. La storia che racconta è istruttiva e non necessita di molte parole. Sono i fatti che contano, per cui confidiamo che pur nelle difficoltà di disporre percorsi adeguati all’essere «speciali» ci si possa attrezzare affinché nessuno sia escluso da ciò che desidera. E se per il passato non ci si può far nulla e nel presente dubitiamo possa cambiare qualcosa, per il futuro essendo ancora una pagina bianca speriamo si possa scrivere una storia nuova. Magari chiedendo aiuto alle istituzioni o alla generosità dei privati, così da colmare le eventuali lacune e proporre un’offerta formativa completa.
Qualità, contenuti, relazioni, territorio. GdB+ il valore di esserci.
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