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Lettere al Direttore
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La recente lettera di don Massimo Toninelli, relativa alla Clinica San Camillo, non chiama direttamente in causa Fondazione Poliambulanza, e non richiederebbe pertanto, a rigore, una nostra risposta. Ci permettiamo tuttavia di scriverle perché, a fronte di incalzanti ed ineludibili domande, formulate peraltro con acuta e sincera sensibilità etica ed ecclesiale, ci parrebbe irresponsabile ancorché scortese non intervenire. Anzitutto desideriamo rinnovare un vivissimo e convinto ringraziamento alle Figlie di San Camillo, la cui appassionata, qualificata e generosa dedizione alla assistenza sanitaria, morale e spirituale dei bresciani, per quasi un secolo, è ben nota ed unanimemente riconosciuta. Chi, come noi, opera giorno e notte in ospedale, ben sa quanto valga siffatta tradizione: non costituisce un patrimonio che si acquista, bensì un patrimonio che si riceve. Lo affermiamo con la consapevolezza di chi assume una gravosa responsabilità. Alla comunità religiosa delle Figlie di San Camillo intendiamo rinnovare anzitutto il nostro doveroso, accogliente, ospitale ascolto. Per quanto attiene ai collaboratori dipendenti, di cui don Massimo opportunamente si preoccupa, possiamo confermare di aver reiteratamente interloquito con le Organizzazioni Sindacali: tutti i dipendenti della Clinica San Camillo saranno assunti da Fondazione Poliambulanza, come pure le loro competenze professionali verranno adeguatamente e pienamente valorizzate, mentre si prefigura la prospettiva, accolta peraltro con favore, di estendere anche a tutti loro la contrattazione integrativa aziendale. Proseguiremo, ovviamente e doverosamente, questa proficua ed efficace interlocuzione con il personale, come da tempo stiamo facendo. Ci sia consentita, tuttavia, una considerazione ben più ampia e realisticamente prospettica, proprio perché la vicenda di via Turati non rappresenta un caso isolato e sarebbe riduttivo interpretarla come tale. Le istituzioni sanitarie di ispirazione cattolica, come è ben noto, attraversano una stagione ed una temperie particolarmente impegnativa, per ragioni anzitutto strutturali ancor prima che gestionali. Come evidenziato efficacemente dal recente rapporto Mediobanca, relativo ai maggiori operatori privati della Sanità italiana, la qualificante identità orientata alla mission di ispirazione cattolica, sollecita indubitabilmente l’erogazione di prestazioni anche a marginalità ridotta o nulla, come pure lo svolgimento di attività assistenziali di interesse collettivo e non remunerativo, contribuendo all’ampliamento dell’offerta di cura nei contesti territoriali di riferimento. In realtà i costi ineluttabilmente si implementano, mentre le tariffe, con cui il Servizio sanitario remunera le prestazioni, corrispondono in larga parte a quelle definite oltre dieci anni orsono. A siffatta preoccupante pressione tutta la sanità privata va corrispondendovi mediante processi di aggregazione, al fine di conseguire dimensioni che consentano economie di scala e capacità di investimento. Si tratta di una strada legittima, e in molti casi necessaria. Ma il tema che a noi sta particolarmente a cuore è un altro, vale a dire che anche le istituzioni sanitarie cattoliche sappiano percorrerla, operando sinergicamente e collaborando fattivamente tra loro, anziché affrontare da sole una sfida che oggi, da sole, pare sempre più difficile reggere. Fondazione Poliambulanza, che da sempre si ispira al geniale carisma di carità di Santa Maria Crocifissa Di Rosa, lo sperimenta ogni giorno: eroghiamo prestazioni oltre i limiti di budget assegnati, che nessuno ci rimborsa ed il cui costo reale assorbiamo integralmente. Come il nostro Bilancio Sociale rappresenta in tutta evidenza, tali costi corrispondono a 4,5 milioni di euro nel 2024 ed a circa 9 milioni nel 2025. Tale raddoppio in un solo anno segnala, meglio di qualsiasi ragionamento o commento, quanto il bisogno di cura ecceda ormai le risorse disponibili, e quanto costi, per chi non intende assolutamente sottrarsi alle proprie responsabilità e mission, continuare a corrispondere alle crescenti domande di cura e di assistenza. Non possiamo, infine, non evocare la domanda, appunto ineludibile e decisiva, formulata con franchezza da don Massimo Toninelli: che ne sarà del carisma? La risposta, doverosa e cogente, non può certo darsi mediante questa lettera: la forniranno i fatti, ed auspichiamo di essere valutati ed addirittura giudicati in base ai fatti stessi. Fondazione Poliambulanza si configura, come è ben noto, quale istituzione sanitaria non profit di ispirazione e connotazione cattolica, nata dall’aggregazione virtuosa di opere sanitarie cristiane, al fine preminente e decisivo di custodire e tutelare nell’ambito non profit, come pure nell’ambito della sanità cattolica, una realtà che avrebbe potuto prendere ben altre strade. «Più cuore in quelle mani» non costituisce per noi una citazione retorica o di circostanza: rappresenta la misura sulla quale accettiamo ben volentieri di essere valutati da don Massimo e dai bresciani. Mario Taccolini Presidente di Fondazione Poliambulanza Caro presidente, grazie a lei per le risposte e pure a don Toninelli, per aver posto con schiettezza le domande. Se Brescia è un posto sano lo si deve anche a questo, al coraggio che non manca quando c’è da chiedere e al senso di responsabilità di chi è chiamato a replicare, essendo la trasparenza un ottimo antidoto contro eventuali errori, soprattutto quelli commessi in buona fede. In questo caso fa piacere si sgombri il campo dai sospetti, evidenziando come non ci siano state forzature, a fronte invece della capacità del mondo cattolico bresciano che si occupa di sanità di darsi una mano vicendevole. Una circostanza non scontata, considerato come vanno le cose dalle altre parti. Per quanto infine riguarda la domanda «ineludibile e decisiva», cioè cosa ne sarà del carisma, apprezziamo molto che piuttosto di appellarsi alle dichiarazioni d’intenti si chieda una valutazione sui fatti. Consapevoli il nostro ruolo è rimanere terzi e vigilare, ci sia consentito aggiungere che è così che ci aspettiamo rispondano le organizzazioni autorevoli, salde nei loro principi, forti delle loro convinzioni.
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