Crans-Montana, il fuoco e gli smartphone: la lezione di quei video

I filmati dei giovani che, a pochi metri dal fuoco che divora avidamente il tetto del locale di Crans-Montana, continuano a ballare e a scattare selfie, hanno destato emozioni disparate. Per qualcuno allo sdegno per l’atto in sé se n’è aggiunto altro, non meno vibrante, legato alla diffusione di quei video.
Das vielleicht schlimmste Video zur Tragödie in Crans-Montana. Die Gefahr wird gar nicht erkannt. Statt sofort zu evakuieren wird weiter getanzt und das Feuer an der Decke gefilmt.pic.twitter.com/MosczFbMTv
— Künstliche Intelligenz (@1234Fit) January 2, 2026
Das Video ist kein Fake, es ist auch in einer Reportage von The Sun zu…
C’è chi taccia i mezzi d’informazione di «pornografia del dolore». Qui il punto è un altro. Un collega di Repubblica, Franco Vanni, sostiene l’opposto: quelle immagini vanno mostrate a tutti, specialmente ai più giovani. L’osservazione è opportuna: in quei frammenti di tragedia c’è la raffigurazione plastica di come la febbrile ricerca del contenuto destinato ai social possa avere derive impensabili, addirittura soffocare l’istinto di sopravvivenza.
Quando tutto è subordinato all’ostentazione virtuale (nel filmato è un pullulare di smartphone che registrano), si rischia di perdere il contatto con la realtà. È la lezione che racchiudono quei trenta secondi di filmato. Ecco perché è sacrosanto che tutti ne abbiano contezza. Che tutti comprendano un ordine di priorità elementare: mettersi in salvo in situazioni di pericolo imminente e mortale conta ben più del «content» da confezionare per TikTok o Instagram.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
