Strada facendo

I riti del Capodanno bresciano

Saluteremo l’anno nuovo senza clamori inutili, nel segno della tradizione
Un Capodanno a Brescia
Un Capodanno a Brescia
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Nel Bresciano il Capodanno non è soltanto una soglia simbolica del calendario, ma un momento in cui il tempo sembra rallentare per lasciare spazio a gesti antichi, sapori riconoscibili e riti che parlano di comunità. Nella nostra laboriosa provincia, tra pianura, laghi e valli, l’arrivo dell’anno nuovo conserva un carattere domestico e insieme collettivo, fatto di tavole imbandite è un forte legame con la terra.

Il cuore delle celebrazioni resta la cena di San Silvestro, che nelle case bresciane mantiene una solennità quasi rituale. Il cotechino con le lenticchie, simbolo di abbondanza e prosperità, non è una semplice concessione alla tradizione nazionale, ma un piatto che dialoga con la cultura contadina locale, dove il maiale rappresentava una riserva preziosa e nulla andava sprecato. Accanto, non mancano preparazioni più tipiche del territorio: polenta fumante, spesso accompagnata da stracotti o brasati, e formaggi delle valli, dal Bagòss, patrimonio valsabbino, ai sapori più delicati della Valtrompia e della Valcamonica.

Allo scoccare della mezzanotte si brinda, accompagnando l’alzata collettiva di calici ai pensieri equamente rivolti all’anno che se ne va e alla prospettiva del nuovo, idealmente da riempire di positivi contenuti. Tra le abitudini ormai relegate al passato, ricordiamo come in alcune famiglie, soprattutto nei centri più piccoli, si salutava simbolicamente il passato, talvolta gettando via oggetti vecchi o inutili, gesto che richiama antiche credenze di rinnovamento e purificazione. Non si trattava di eccessi spettacolari, ma di piccoli atti carichi di significato, compiuti spesso in silenzio.

Il Capodanno bresciano è anche profondamente legato al fuoco. Dai falò improvvisati nelle corti rurali ai fuochi d’artificio che illuminano il cielo sopra il Garda o la città di Brescia, la fiamma diventa segno di continuità e di speranza. In montagna, soprattutto nelle valli, il fuoco ha a lungo rappresentato un presidio contro il freddo e l’ignoto, e il suo valore simbolico si è trasmesso sino ad oggi, trasformandosi in spettacolo ma conservando un’aura arcaica. Il primo giorno dell’anno, per consuetudine, è dedicato alla famiglia e al riposo.

Le passeggiate dopo pranzo, spesso lungo i percorsi collinari o sulle rive dei laghi, sono un modo per riconciliarsi con il paesaggio e iniziare l’anno con un passo lento, quasi meditativo. È in questi momenti che il nostro ultimo dell’anno rivela la sua vera natura: non tanto una notte di eccessi, quanto un passaggio condiviso, vissuto con sobrietà e concretezza, come si addice a una terra che ha sempre fatto della misura e del lavoro le sue virtù principali. Con semplicità, tra un brindisi e una polenta, il Bresciano saluta l’anno nuovo senza clamori inutili, ma con la consapevolezza che le tradizioni, anche quando si trasformano, continuano a raccontare chi siamo e da dove veniamo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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