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Stefano Mancuso e Giovanni Storti al Grande con i misteri delle piante

Lo scienziato e l’attore racconteranno agli studenti la complessità dell’ecosistema, in uno spettacolo con la regia di Arturo Brachetti: «Lunga vita agli alberi»
Giovanni Storti e Stefano Mancuso - © Laila Pozzo
Giovanni Storti e Stefano Mancuso - © Laila Pozzo
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Come vivono davvero gli alberi? E quanto sono importanti per la vita? Per parlare di scienza non serve per forza partire da formule, grafici o definizioni. Si può fare anche dal palcoscenico, partendo dal racconto, dal corpo. Da una voce che spiega e da un’altra che interpreta. È da qui che prende avvio a Brescia #nonsoloscienza 2026, il progetto che punta ad avvicinare studenti e studentesse delle scuole secondarie alle materie scientifiche attraverso linguaggi non convenzionali. L’anno scorso a entusiasmare il pubblico del Grande fu Massimo Polidoro. L’esordio stavolta è affidato a uno spettacolo che mette al centro il mondo vegetale e lo fa incontrare con il teatro e la comicità, chiamando in causa uno dei temi più concreti e insieme più trascurati del nostro tempo: il ruolo degli alberi nella vita del pianeta.

«Lunga vita agli alberi»

Martedì 13 gennaio alle 10.30, nella Sala Grande del Teatro Grande, andrà in scena «Lunga vita agli alberi», uno spettacolo pensato per un pubblico giovane, ma costruito su contenuti scientifici rigorosi. Sul palco, a guidare il viaggio, saranno Giovanni Storti e il professor Stefano Mancuso. Un attore e uno scienziato. Due registri diversi chiamati a dialogare per raccontare ciò che spesso resta invisibile: la complessità delle piante, la loro organizzazione, la loro funzione negli equilibri dell’ecosistema.

Lo spettacolo – con la regia di Arturo Brachetti – è strutturato in tre tappe, tante quante sono le parti principali di una pianta: radici, fusto e chioma. È da qui che prende forma il percorso narrativo, che accompagna il pubblico dentro i misteri del mondo vegetale. Le radici come origine e rete nascosta, il fusto come sostegno e trasporto, la chioma come spazio di scambio con l’ambiente. Ogni sezione diventa occasione per mostrare come gli alberi non siano semplici elementi del paesaggio, ma organismi complessi, fondamentali non solo per la vita umana, ma per l’intero sistema Terra.

Lo spettacolo alterna momenti di leggerezza a passaggi più riflessivi. L’obiettivo dichiarato è quello di stimolare attenzione e domande, scuotere il pubblico, portarlo a interrogarsi sulla necessità di un cambiamento ormai non più rinviabile per la salvaguardia del pianeta. Il tema ambientale entra così in scena non come slogan, ma come conseguenza diretta di ciò che si osserva: il funzionamento delle piante, la loro interazione con l’ambiente, il posto che occupano negli equilibri naturali.

#Nonsoloscienza

«Lunga vita agli alberi» segna l’avvio dell’edizione 2026 di #nonsoloscienza, progetto promosso dalla Fondazione del Teatro Grande di Brescia insieme alla Fondazione della Comunità Bresciana. L’iniziativa è rivolta a ragazze e ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado di Brescia e provincia e propone attività gratuite pensate per avvicinare le giovani generazioni alle materie scientifiche attraverso approcci innovativi.

Il progetto è realizzato in collaborazione con la Cooperativa Il Calabrone. La partecipazione alle attività è gratuita. Le scuole interessate possono iscriversi scrivendo all’indirizzo nonsoloscienza@ilcalabrone.org, indicando il nome dell’istituto, la classe, il numero degli studenti coinvolti e i riferimenti della persona referente delle classi che intendono aderire.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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