Familiari vittime, 'Corinaldo come Crans-Montana, Stato non ci abbandoni'

CORINALDO, 12 GEN - Le famiglie delle sei vittime della strage della Lanterna Azzurra di Corinaldo (Ancona) hanno inviato una lettera alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, chiedendo che lo Stato non le lasci sole, così come promesso dal governo per i familiari delle vittime italiane della recente tragedia di Crans-Montana in Svizzera. "A noi sette anni fa è successa la stessa cosa - scrivono i familiari di cinque adolescenti e di una madre di 39 anni deceduti nel dicembre 2018 - e nessuno può capire il dolore di perdere un figlio in un locale che doveva essere sicuro". Nella lettera, i parenti esprimono apprezzamento per la vicinanza mostrata dalla presidente del Consiglio verso le vittime in Svizzera, ma denunciano un senso di abbandono istituzionale protrattosi per anni. Le famiglie sottolineano le "evidenti similitudini" tra i due drammi: "Anche a Corinaldo troppe persone non hanno fatto il proprio lavoro: il locale non aveva l'agibilità ed era accatastato come magazzino agricolo, ma aveva superato i controlli". L'appello arriva a pochi mesi dal giudizio d'appello sulla sicurezza del locale: "Chiediamo un sostegno morale e materiale - conclude la lettera - affinché tragedie simili non debbano ripetersi mai più".
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