Carcere di Opera, Mirto Milani soprano con Riccardo Muti al piano

È accaduto nel corso di una serata concerto nella casa di reclusione dove l’uomo è detenuto per l’omicidio di Laura Ziliani. Tra il pubblico anche il cantante Achille Lauro
Mirto Milani durante il processo
Mirto Milani durante il processo
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La musica lirica è sempre stata la sua passione. E oggi è l’unico aspetto che lo rende vivo in quella dimensione in cui si trova dalla mattina del 25 settembre 2021: il carcere. Prima accusato e ora condannato in via definitiva per l’omicidio di Laura Ziliani, l’ex vigilessa di Temù uccisa con le figlie della donna, Paola e Silvia Zani.

Mirto Milani soprano al fianco di Riccardo Muti al piano. L’immagine è quella che viene restituita dalla serata nella casa di reclusione di Milano Opera, dove Muti ha diretto l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, che ha suonato con i colorati strumenti del mare, realizzati con il legno di barconi dei migranti.  Ed è partita la standing ovation per il coro dei detenuti al termine del loro «Va', pensiero».

Lezione con il maestro

Muti nel carcere a Opera - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Muti nel carcere a Opera - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Muti ha accompagnato Mirto Milani al piano poi lo ha consolato abbracciandolo. «Questo è un luogo da cui ciò che è stato causa negativa, attraverso la musica e altre cose si può tramutare e si sta tramutando in fatto assolutamente positivo», ha detto il maestro 84enne che domani, lunedì, partirà per una tournée negli Usa.

«Ho trovato molta più emotività, creatività e profonda spiritualità qui che fuori dal carcere», ha detto alla fine Muti.

Dopo i concerti a Lampedusa e Ravenna nel 2024 ieri Riccardo Muti e la Cherubini hanno portato solidarietà e speranza a Opera. Tra le mani degli orchestrali gli strumenti, tra cui un nuovissimo clavicembalo, realizzati con il legno di barconi. Il primo violino venne benedetto da Papa Francesco nel 2022, ha ricordato Arnoldo Mosca Mondadori, presidente della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, che offre opportunità di lavoro e rieducazione ai detenuti con i maestri liutai.

Il violino realizzato con i resti dei barconi dei migranti dai detenuti del carcere di Opera
Il violino realizzato con i resti dei barconi dei migranti dai detenuti del carcere di Opera

Nel teatro del carcere, ristrutturato proprio per questo evento, il programma della serata si è chiuso con la lettura di poesie o testimonianze scritte dai detenuti, prima del pezzo finale, il Va', pensiero. Protagonista il coro La Nave di San Vittore, formato anche da detenuti che hanno cantato abbracciati tra loro e commossi.

Achille Lauro

«Certo il carcere è un luogo chiuso, difficile, ma anche qui si può ritrovare se stessi soprattutto attraverso l'arte». Lo ha detto il cantante Achille Lauro, che ieri sera ha assistito al concerto. «Eventi come questi sono sicuramente un'occasione di rinascita per personale», ha aggiunto che alla fine ha stretto la mano a tutti i detenuti che si sono avvicinati per salutarlo. Prima di andare via Lauro ha voluto incontrare Riccardo Muti nel camerino improvvisato in uno dei locali della casa di reclusione. Tra i due anche un simpatico scambio di battute sulla musica di ieri e di oggi.

Gli ospiti

Tra gli ospiti il sottosegretario alla cultura Gianmarco Mazzi, Giovanni Bazoli, presidente emerito Intesa Sanpaolo, che ha sostenuto l'evento con Confcommercio, Andrea Rebaglio della Fondazione Cariplo, Maria Milano Franco D'Aragona, provveditore carceri lombarde, Elena Buscemi, presidente consiglio comunale di Milano, monsignor Davide Milani, don Antonio Mazzi e il cantante Achille Lauro.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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