Concessioni idroelettriche scadute, la Valcamonica spinge per le gare

Per la Vallecamonica, da sempre, il tema dell’acqua, dell’idroelettrico e dell’energia è centrale. Note sono le battaglie per la gestione del ciclo idrico-Ato, per le centraline e, non ultima, quella per lo sfruttamento delle risorse. Ma da più di quindici anni ci si sta preparando per la madre di tutte le battaglie, ovvero quella per il rinnovo delle concessioni delle grandi derivazioni idroelettriche: in Lombardia sono una ventina, di cui una grossa fetta ricadono in Vallecamonica. Se ne discute da tempo, sia a livello nazionale sia regionale che locale.

Le tre concessioni scadute
La Valle, senza ombra di dubbio, vorrebbe venissero indette - finalmente - le gare, almeno per le tre concessioni di Edison scadute da quindici e dieci anni. Da evitare come una sciagura sarebbe invece un’ulteriore proroga, che non «farebbe bene ai territori. Siamo senza dubbio vicini all’assessore regionale Massimo Sertori - afferma il presidente della Comunità montana Corrado Tomasi -, per noi la formula ideale è la gara, perché garantisce maggiore competitività. Ma ancora più importante è che i proventi abbiano una ricaduta positiva sul territorio. Per noi la cosa peggiore sarebbe un’ulteriore proroga, che purtroppo è la strada scelta finora. Ma pare - Tomasi ne è convinto - che oggi la Regione sia risoluta a indire le gare per le prime tre centrali Edison, nonostante le enormi pressioni. Siamo solidali con Sertori, senza ombra di dubbio».
Pressioni dagli industriali
Il quadro, anche a livello nazionale, resta complesso, con da un lato il ministro dell’Economia che sembrerebbe voler tenere il punto sulle gare, mentre dall’altro sono forti le pressioni da parte del mondo industriale. La normativa, ancora oggi, prevede l’avvio delle procedure per la messa in gara cinque anni prima della scadenza. Anche i territori ricchi di acqua, come la Vallecamonica, potrebbero far sentire la loro voce.
«L’ideale - sottolinea Tomasi - sarebbe diventare partner di qualcuno, se il bando ci desse la possibilità di farlo. Ma le gare devono ancora essere scritte ed è necessario conoscere le regole. Nel bando saranno inserite anche le misure compensative ambientali. Questa volta per le tre centrali vorremmo appostare i fondi su un progetto in Valsaviore, per il collegamento ciclabile con il Trentino». Ora l’attenzione è però tutta concentrata sui canoni, dopo che in Regione, nel corso delle sedute di bilancio, è passato un ordine del giorno per portare il trasferimento delle risorse alla Vallecamonica dall’80 al cento per cento, come avviene in Valtellina: una novità che varrebbe un milione di euro aggiuntivo.
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