Intossicazione da monossido, come proteggersi? Le regole di sicurezza

Dopo i recenti e gravissimi casi di intossicazione da monossido di carbonio, Ats Brescia ha diffuso un richiamo alla popolazione. Un invito esplicito a non abbassare la guardia, soprattutto nei mesi invernali, quando l’uso costante di impianti di riscaldamento e apparecchi a combustione aumenta in modo significativo il rischio di esposizione.
Cos’è e come agisce il monossido
Il monossido di carbonio è uno dei gas più insidiosi che si possano accumulare in un ambiente chiuso. È tossico e infiammabile, ma soprattutto non ha odore, colore o sapore. Non irrita le vie respiratorie e non provoca reazioni immediate. Può saturare l’aria senza dare alcun segnale percepibile, entrando nell’organismo in modo silenzioso. Proprio questa invisibilità lo rende particolarmente pericoloso: può essere respirato a lungo senza che una persona se ne renda conto, fino a raggiungere concentrazioni in grado di provocare gravi danni e, nei casi peggiori, la morte.
Ats Brescia sottolinea che il gas deriva da processi di combustione. Le fonti più comuni si trovano dentro le abitazioni o negli spazi annessi: caldaie, scaldabagni, stufe a legna o a gas, caminetti, bracieri, radiatori portatili a gas o a kerosene. Il rischio aumenta quando questi dispositivi non sono installati correttamente, non vengono sottoposti a manutenzione regolare, risultano difettosi o funzionano in ambienti privi di un’adeguata aspirazione. Centrale, in questo quadro, è la capacità di espellere all’esterno i prodotti della combustione. Quando questo non avviene, il monossido di carbonio resta negli ambienti interni e può accumularsi rapidamente. Anche i veicoli con motore a benzina rappresentano una fonte importante: lasciarli accesi in spazi chiusi o poco ventilati espone a un pericolo concreto.
Il periodo più critico è quello invernale. Le finestre restano chiuse più a lungo, gli impianti di riscaldamento lavorano per molte ore consecutive e si ricorre più spesso a stufe e dispositivi ausiliari. In questo contesto, anche un guasto minimo o un’ostruzione della canna fumaria possono trasformarsi in una minaccia per la salute.
I sintomi
L’intossicazione da monossido di carbonio non si manifesta con segnali univoci. Ats Brescia indica sintomi che possono apparire gradualmente e che spesso vengono confusi con malesseri comuni: mal di testa, nausea, vomito, senso di debolezza, difficoltà respiratorie, aumento della frequenza cardiaca, problemi di coordinazione, confusione mentale. Il quadro può peggiorare rapidamente, soprattutto se l’esposizione continua.
Particolarmente pericolosa è l’inalazione durante il sonno. Dormire in un ambiente contaminato significa non percepire alcun segnale di allarme e può portare al decesso prima ancora che compaiano sintomi evidenti.
Prevenzione e azione
Per questo l’agenzia sanitaria richiama con forza l’attenzione sulla prevenzione. Gli impianti di riscaldamento devono essere installati da ditte abilitate e accompagnati dalla dichiarazione di conformità. Devono essere sottoposti a controlli e manutenzione regolari da parte di personale specializzato. Camini e canne fumarie non devono essere ostruiti e necessitano di pulizie periodiche per garantire il corretto deflusso dei fumi. Le apparecchiature in grado di rilevare la presenza di monossido di carbonio possono rappresentare un supporto utile, ma non sostituiscono né la manutenzione né una ventilazione adeguata degli ambienti. Tutti gli apparecchi a gas devono funzionare correttamente ed essere utilizzati nel rispetto delle indicazioni del costruttore. Veicoli e dispositivi a benzina non devono mai restare in funzione in spazi chiusi.
Accanto alle buone pratiche, Ats Brescia mette in guardia da comportamenti ancora diffusi. Sistemi di cottura o riscaldamento progettati per l’aria aperta, come i fornellini da campeggio, non devono essere usati in ambienti chiusi. Forni, fornelli e lampade a gas non sono strumenti per riscaldare un’abitazione. Bracieri a carbone o legna non devono entrare in casa. Gli apparecchi a gas portatili non devono restare accesi mentre si dorme, proprio per l’elevato rischio legato all’inalazione notturna.
In presenza del sospetto di avvelenamento da monossido di carbonio, l’indicazione è immediata: rivolgersi senza indugio al Pronto Soccorso. Il tempo è un fattore determinante.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
