Cronaca

Strage, Stimamiglio: «In piazza c’erano solo i veronesi»

L’ex collaboratore di giustizia lo ha detto nel corso del processo a carico di Roberto Zorzi. «L’ordigno messo nel cestino da Paolo Marchetti»
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Le parole di Stimamiglio in aula
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«Sono stati presenti solo i veronesi con l’apporto logistico dei bresciani, ma erano solo veronesi quelli che erano in piazza».

Lo ha detto Gianpaolo Stimamiglio, ex ordinovista veneto ed ex collaboratore di giustizia nel corso del processo davanti alla Corte d’Assise di Brescia per la strage di Piazza della Loggia in cui è imputato Roberto Zorzi, oggi cittadino americano e accusato di essere uno degli esecutori materiali dell’attentato neofascista del 28 maggio 1974.

Stimamiglio ha riferito di aver appreso della presenza della cellula veronese in piazza Loggia da uno dei suoi quattro componenti: Claudio Bizzarri. Ha poi aggiunto che ad ordinare la presenza dei quattro ordinivisti veronesi a Brescia quella mattina fu Roberto Besutti, paracadutista mantovano ritenuto dal testimone al vertice di Ordine Nuovo del Nordest e di conseguenza anche di altre sigle orientate all’estremismo di destra.

Gianpaolo Stimamiglio in passato aveva riferito agli inquirenti di un colloquio con Marco Toffaloni, l’ex minore condannato dal tribunale minorile per lo scoppio della bomba in piazza a Brescia del 1974 e che parlando con lui avrebbe ammesso il proprio ruolo nell’attentato.

«Per la strage di Brescia l’input lo aveva dato Besutti e quindi c’erano solo i veronesi» ha detto Stimamiglio rispondendo alle domande del pubblico ministero Caty Bressanelli e del presidente della corte d’assise di Brescia Roberto Spanó. 

Le parole

Stimamiglio è andato oltre. «A mettere la bomba nel cestino di piazza della Loggia sarebbe stato Paolo Marchetti» ha detto quello che è considerato dei testimoni chiave dell’inchiesta sulla fase esecutiva della strage del 28 maggio 1974. Paolo Marchetti è un ex ordinivista veronese, nonché secondo marito della sorella di Stimamiglio, Rita Stimamiglio.

Il testimone ha detto anche che Marchetti - che non è imputato nel processo, ma sarà sentito in qualità di testimone nonostante da tempo presenti certificati medici per una malattia che gli impedirebbe di presentarsi in tribunale- quella mattina era in piazza con altri tre ordinovisti veronesi: Marco Toffaloni (allora minorenne e condannato nel 2025 a trent’anni in primo grado), Claudio Bizzarri e un terzo del quale Stimamiglio non è stato in grado di fornire il nome e, rispondendo alla domanda del presidente Roberto Spanò, nemmeno quindi di dire se fosse Roberto Zorzi, il neofascista scaligero oggi a processo.

Nel corso della sua collaborazione con gli inquirenti bresciani, iniziata nel 2010, Stimamiglio non aveva mai fatto il nome di Marchetti e Bizzarri quali compontenti del nucleo incaricato da Ordine Nuovo di compiere l’attentato. A domanda del presidente Spanò sulle ragioni del suo silenzio su questa circostanza, Stimamiglio ha risposto dicendo di avere avuto paura per la sua incolumità.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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