PinAc di Rezzato, un museo unico con al centro i bambini

Un museo internazionale, definito dai promotori unico nel suo genere in Italia e in Europa, che raccoglie oltre 8.300 disegni da 83 Paesi
Bambini durante un laboratorio alla PinAC
Bambini durante un laboratorio alla PinAC
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A Rezzato, porta orientale della città capoluogo, è attivo un museo internazionale, definito dai promotori unico nel suo genere in Italia e in Europa, che raccoglie oltre 8.300 disegni da 83 Paesi, e promuove il diritto all'espressione e all'arte per tutti i bambini e gli adulti interessati, collaborando con artisti, pedagogisti, filosofi, insegnanti ed educatori.

Chi è Aldo Cibaldi

Il riferimento è alla Pinacoteca Internazionale dell'Età Evolutiva Aldo Cibaldi, in sintesi PinAC, ovvero, la Casa dei disegni dei bambini e delle bambine di tutto il mondo, collezione di opere fondata negli anni Cinquanta da Aldo Cibaldi, uno tra i poeti dialettali bresciani di maggiore rilievo. Nella sua intensa esistenza si occupò di critica d'arte, disegno infantile e letteratura giovanile.

Nato a Cellatica ma con salde radici a Bovegno, Valtrompia, borgo al quale fu sempre legatissimo e nel quale ricoprì i ruoli pubblici di consigliere comunale e assessore, si laureò in Lettere a Torino e successivamente in Filosofia e Pedagogia. Fu amico del grande poeta Angelo Canossi, altra figura legatissima al paese dell'Alta Valtrompia. Insegnò a Zara in Dalmazia, riuscendo con difficoltà a rientrare nel 1943, mentre infuriava la guerra.

La Scuola editrice di Brescia pubblicò nel 1967 la sua Storia della letteratura per l'infanzia e l'adolescenza, più volte ristampata, apprezzata e premiata dall'Ateneo di Brescia. Cibaldi ricoprì il ruolo di direttore didattico del circolo di Rezzato, dove fondò e diresse la PinAC. Per le sue opere in dialetto bresciano, nel 1947 vinse il Premio Angelo Canossi e nel 1952 il Premio G. Rosa.

La mostra

Proprio in questi giorni la Fondazione PinAC, nella sede di via Disciplina 60 a Rezzato, propone l'ennesima Mostra, «Storie da vivere. Un foglio bianco però a colori», con il coordinamento di Martina Torri e il supporto di: Sara Baricelli, Camilla Gualina, Alessandro Mondini, Agata Rossi. L'esposizione restituisce l'esito conclusivo del progetto «Se amore guarda. Il patrimonio culturale attorno a me», realizzato in collaborazione con la Società Cooperativa Sociale Co.Ge.S.S. Ets, il C.a.g. di Rezzato e l'associazione Amici della Cascina Riscatto Odv.

La mostra nasce da un ampio percorso di laboratori artistici e partecipativi dedicati ai temi del patrimonio, della storia e della memoria, che ha coinvolto adolescenti, adulti e anziani provenienti da contesti ed esperienze differenti. Guidati dalle artiste e dagli artisti della Fondazione PinAC, i partecipanti hanno esplorato il patrimonio culturale come spazio di relazione e narrazione, dando forma a esiti espressivi eterogenei e profondamente personali.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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