Se l’importante alla fine è la salute

Esperienze che ti fanno riflettere
Alberto Sordi nel film «Il medico della mutua»
Alberto Sordi nel film «Il medico della mutua»
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Il film «Il medico della mutua» inizia con Alberto Sordi/Guido Tersilli che viene trasportato in ambulanza. Durante il tragitto verso l’ospedale riflette sulla sua vita, sul periodo precedente al collasso. Avrò visto quel film decine di volte, è un meraviglioso (e giustamente spietato) ritratto della società incredibilmente sempre attuale. Eppure mai mi ero reso conto di quanto fosse potente quell’incipit. L’ho scoperto mio malgrado nei giorni scorsi.

Dopo una cena eccessivamente impegnativa, nella notte ho dovuto chiamare il soccorso. Non mi era (fortunatamente) mai successo. Ma passati i cinquanta si deve evidentemente essere pronti a tutto. Ebbene, mentre viaggiavo legato, sopraffatto da dolori mai provati prima, ho pensato a lungo. In quei minuti che mi sono sembrati infiniti ho visto passare i decenni, i successi e le cadute, le aspirazioni rimaste tali, le soddisfazioni che con parsimonia si sono accatastate sulle mie spalle.

Avrei potuto fare di più? Sono stato sempre premiato per il mio impegno? Chissà. Oggi avrei potuto essere uno scrittore famoso. O un grande ortolano. E invece? Devo accontentarmi o ritenermi insoddisfatto? E se la vita fosse essere felici di ciò che si ha? O la felicità si ottiene solo tagliando traguardi appaganti? Evidentemente quel pesce era davvero inopportuno.

Tutto si è risolto velocemente al meglio, così ho potuto archiviare anche tutte quelle noiose riflessioni. Perché alla fine più passano i decenni e più ti rendi conto che l’importante è la salute.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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