Calcio

Tutte le tappe che hanno portato alla nascita del nuovo Brescia

Le battaglie legali di Cellino, il tavolo in Loggia, l’imprenditoria bresciana in campo al fianco di Giuseppe Pasini: ecco cos’è accaduto dal 4 giugno a oggi
Giuseppe Pasini guida il progetto di ripartenza del Brescia - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Giuseppe Pasini guida il progetto di ripartenza del Brescia - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
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Oggi si scrive la storia: a Palazzo Loggia, alle 18, verrà alzato il velo sul nuovo Brescia di Giuseppe Pasini. Come si è arrivati alla nascita di una nuova realtà in grado di rappresentare la città nel calcio professionistico? Il nostro racconto parte dal 4 giugno (qui il riassunto di quant’era avvenuto in precedenza), quando Massimo Cellino aveva ancora la possibilità di onorare i pagamenti per l’iscrizione in C, e parallelamente portava avanti una trattativa per la cessione del club con una cordata di imprenditori.

Giugno

Mercoledì 4
L’entusiasmo tende a raffreddarsi, si va in cerca di un «accordo ponte» con il gruppo di investitori che consenta al Brescia di rispettare le scadenze. Ma diventa una partita a scacchi tra Massimo Cellino e i possibili acquirenti. Fissata intanto a martedì 10 giugno l’udienza di secondo grado davanti alla Corte Federale d’appello contro la penalizzazione di 8 punti.

Giovedì 5
Una giornata surreale: i dirigenti aspettano che sul conto del Brescia calcio arrivino i soldi per i pagamenti, cosa che non accade. La società, la storia biancazzurra fatta di 114 anni, è a un passo dal baratro.

Venerdì 6
Nessun ripensamento: Massimo Cellino ha deciso di non pagare le scadenze, vanificando così le possibilità dell’iscrizione del Brescia calcio a un campionato professionistico e di fatto cancellando 114 anni di storia. La palla passa quindi al tribunale, ma per far fronte all’incredulità e allo stupore di una piazza delusa e arrabbiata (i tifosi della Nord si trovano allo stadio per illustrare la situazione), la stessa palla finisce anche nelle mani del Comune. La sindaca Laura Castelletti convoca così un tavolo di confronto tra i presidenti e i patron di FeralpiSalò, Lumezzane e Ospitaletto, ovvero le tre formazioni iscritte al prossimo campionato di serie C. Appuntamento in Loggia lunedì 9 alle 19.

  • I tifosi del Brescia davanti al Rigamonti
    I tifosi del Brescia davanti al Rigamonti - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
  • I tifosi del Brescia davanti al Rigamonti
    I tifosi del Brescia davanti al Rigamonti - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
  • I tifosi del Brescia davanti al Rigamonti
    I tifosi del Brescia davanti al Rigamonti - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
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    I tifosi del Brescia davanti al Rigamonti - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it

Sabato 7
Il bresciano è uno che non si piange addosso, ma pensa piuttosto a come rialzarsi. Da una parte si cerca di capire cosa accadrà in seno al Brescia calcio, dall’altra parte si prende come segnale positivo il fatto che i rappresentanti delle tre società bresciane di serie C abbiano accettato l’invito della Loggia: tutti saranno presenti lunedì sera.

Domenica 8
Trapelano le prime indiscrezioni sull’incontro di lunedì: dovrebbe essere Giuseppe Pasini (inteso più come imprenditore e non come presidente della FeralpiSalò) l’uomo su cui puntare, con il benestare e comunque la «pacca sulla spalla» di Lumezzane e Ospitaletto.

Lunedì 9
Va in scena in Loggia il tanto atteso incontro: ci sono la sindaca Castelletti e gli assessori Garza e Cantoni, Pasini per la FeralpiSalò, Camozzi e Caracciolo per il Lumezzane, Taini e Musso per l’Ospitaletto. Gli attori restano al tavolo per un’ora e mezza, fuori sotto il porticato ci sono i giornalisti, ma anche i tifosi del gruppo Brescia 1911, che dicono no a qualsiasi discorso che si chiami fusione.

Come previsto è Giuseppe Pasini l’uomo su cui puntare: «Si è reso disponibile a valutare la situazione» le parole della sindaca Castelletti, confermate dallo stesso patron della FeralpiSalò. Il Lumezzane vuole proseguire il progetto avviato in Valgobbia, l’Ospitaletto declina l’offerta non avendo le forze per quella che si prospetta come un’impresa. Tutti comunque disponibili a mettersi al fianco di Pasini.

Giuseppe Pasini in Loggia durante il confronto - © www.giornaledibrescia.it
Giuseppe Pasini in Loggia durante il confronto - © www.giornaledibrescia.it

Martedì 10
Adesso bisogna capire quali saranno i passi di Pasini, per quella che nel caso sarebbe entità molto diversa e non legata alla FeralpiSalò. La sensazione è che il numero uno di Feralpi voglia accanto a sé altri imprenditori, per formare quella cordata di cui tanto si è parlato e sognato negli anni.

Mercoledì 11
Torna protagonista Massimo Cellino. La Guardia di Finanza in mattinata fa visita agli uffici del Brescia calcio in via Ferramola per una perquisizione. Nell’inchiesta dei pm Benedetta Callea e Iacopo Berardi risultano indagati anche Massimo Cellino e lo stesso Brescia calcio, oltre al commercialista Marco Gamba, il professionista che aveva seguito il club nell’acquisito di crediti di imposta – risultati inesistenti – utilizzati per pagare i contributi di febbraio e aprile.

Operazione costata al Brescia la penalizzazione di otto punti e la retrocessione in serie C. «La cessione dei crediti d’imposta a favore del Brescia Calcio veniva effettuata in maniera irregolare, non essendo stato sottoscritto un contratto nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata». È quanto ipotizza la Procura di Brescia con i pm Benedetta Callea e Iacopo Berardi, titolari dell’inchiesta per riciclaggio e commercializzazione di crediti inesistenti.

Giovedì 12
L’assemblea che saluta il cambio al vertice di Confindustria Brescia (da Gussalli Beretta e Streparava) diventa un enorme edorsement per Giuseppe Pasini e per il suo Progetto Brescia. Arrivano attestati di stima, parole di incoraggiamento, ma anche la promessa di esserci per dare una mano.

Venerdì 13
Si inizia a parlare concretamente dello stadio, della concessione da risolvere con quella che diventerà la vecchia proprietà, di quanto il Rigamonti sia uno snodo fondamentale per la riuscita di tutta l’operazione.

Lo stadio Mario Rigamonti - Foto New Reporter Zanardelli © www.giornaledibrescia.it
Lo stadio Mario Rigamonti - Foto New Reporter Zanardelli © www.giornaledibrescia.it

Mercoledì 18
Primi contatti in Loggia proprio sul Rigamonti per capire la situazione. In rappresentanza del Brescia c’è l’avvocato Bonavitacola. Il ministro Abodi intercettato a Roma durante la Mille Miglia dice: «Sarei felice se si ripartisse da Pasini».

Giovedì 19
Massimo Cellino presenta domanda di iscrizione del Brescia al campionato di serie C. Domanda già in partenza incompleta, visto che mancano i pagamenti non effettuati il 6 giugno. Una mossa più politica che sportiva. Assist al Ravenna, che verrà riammesso al campionato professionistico a danni del Caldiero Terme.

Martedì 24
Scadono i termini per l’iscrizione alla serie C, c’è la conferma del «deposito» da parte del Brescia calcio, ma anche la certezza che come ritenuto da giorni sia del tutto inutile ai fini sportivi. La documentazione infatti è incompleta.

Massimo Cellino, foto d'archivio - Foto New Reporter Papetti  © www.giornaledibrescia.it
Massimo Cellino, foto d'archivio - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it

Giovedì 26
Da una parte Beppe Pasini incontra la famiglia Bonomi e pare ci siano i presupposti per un appoggio, dall’altra rappresentanti della Loggia e del Brescia calcio (l’avvocato Bonavitacola) fanno un summit al Rigamonti sullo stato dell’arte dello stadio. Parte una nuova diffida per una manutenzione (dovuta fino al 30 giugno) non effettuata, ma la società di Cellino inizia a puntare i piedi sulle migliorie fatte. Il nodo è la concessione del Rigamonti al Brescia calcio e alle due rate semestrali di locazione non versate da Cellino. Per una cifra, mora compresa, intorno ai 218mila euro. La scadenza per il pagamento è sabato a mezzanotte.

Sabato 28
Colpo di scena. Massimo Cellino versa sul conto corrente del Comune circa 109mila euro, pari di fatto a una delle due rate semestrali non versate. Secondo la Loggia non sarebbe sufficiente per evitare la diffida, in partenza lunedì mattina, secondo il Brescia calcio invece la bloccherebbe perché si parlerebbe di due rate non pagate, mentre una adesso è stata versata. Resta che quella di Cellino pare una mossa per portare Pasini al tavolo delle trattative e trovare un accordo sulle migliorie apportate dall’imprenditore sardo. Resta un requisito per l’utilizzo dell’impianto, ovvero che a giocarci sia una squadra professionistica. Su ciò quindi si baserebbe la strada per approdare a Mompiano col nuovo Progetto Brescia.

Lunedì 30
Nessuna novità sui conti correnti del Comune. Massimo Cellino non ha versato la seconda rata relativa al canone di locazione dello stadio Rigamonti e la Loggia ha così risolto il contratto. La richiesta è quella che lo stadio venga restituito al Comune il 2 luglio, quando emissari dell’Amministrazione si presenteranno alle 17 a Mompiano.
Trapela infine che mercoledì è in calendario un incontro tra Pasini, Mazzoncini di A2A e la sindaca Laura Castelletti.

Luglio

Mercoledì 2
Tutto come previsto. Alle 17 fuori dallo stadio Rigamonti ci sono soltanto gli emissari del Comune, ma non i rappresentanti del Brescia calcio. Si sceglie una via soft prima di far intervenire il fabbro e cambiare la serratura. Dare un nuovo appuntamento a Massimo Cellino o ai rappresentanti della società di via Ferramola per venerdì 4 alle 17. Cellino però promette battaglia sull’impianto di Mompiano e lo fa tramite Pec nella quale c’è una diffida a procedere con la revoca, in quanto non ci sarebbe stata alcuna negoziazione riguardo le migliorie apportate allo stadio.

La Giunta però prosegue dritto come se nulla fosse, perché sostiene come non vi sia alcuna certificazione ufficiale che documenti quanto Cellino rivendica. Ergo non è possibile nessuna contrattazione. E parte anche l’iter per l’assegnazione allo stadio alla nuova creatura di Giuseppe Pasini.
Di primissima mattina in Loggia va in scena il tavolo Pasini-Mazzoncini-Castelletti, ovvero futuro Brescia, A2A e Comune. La multiutility dà il via libera alla possibilità di essere nella «squadra» che andrà a crearsi.

Giovedì 3
Più o meno metà mattina quando la Federazione sancisce ufficialmente la morte sportiva del Brescia calcio targato Massimo Cellino, che però si porta con sé anche 114 anni di storia. A questo punto però può partire ufficialmente l’operazione Pasini, che ha tempo fino al 15 luglio per il cambio di denominazione e sede delle partite interne della FeralpiSalò.

Ufficiale anche l’intenzione di una proposta di contratto al capitano Dimitri Bisoli, rispettando i parametri della serie C ma con l’impegno, di Pasini, di un piccolo sforzo verso colui che è riconosciuto come bandiera biancazzurra. Il centrocampista però rifiuta: la proposta è di un triennale a 250mila euro a stagione, il Cesena alle stesse condizioni ne mette sul piatto 300. Bisoli lascia una casa adottiva, Brescia, per tornare alla casa vera e propria. Ma è un filo col passato, forse l’unico vero, che si spezza definitivamente.

Dimitri Bisoli, ormai ex capitano del Brescia - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Dimitri Bisoli, ormai ex capitano del Brescia - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

Venerdì 4
Sono le 17.15 quando un fabbro fa saltare il lucchetto del cancello al varco 1 dello stadio Rigamonti. Il Comune torna così in possesso dell’impianto di Mompiano, constatandone anche l’incuria soprattutto per ciò che riguarda il terreno di gioco. Una mossa a cui Massimo Cellino risponde con un ricorso al Tar. Intanto prende strada l’ipotesi che il nuovo Brescia possa nascere ufficialmente il 17 luglio, giorno in cui nel 1911 venne fondato il Foot Ball Club Brescia.

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Rotto il lucchetto del Rigamonti

Lunedì 7
Prima vittoria del Comune nei confronti di Massimo Cellino sulla questione Rigamonti. Il Tar infatti respinge l’istanza cautelare avanzata dai legali dell’imprenditore sardo per annullare la revoca dell’utilizzo dell’impianto di Mompiano. Il tutto perché tra le varie motivazioni, viene scritto che «ci deve essere un affidamento a società iscritta ad un campionato professionistico».

Martedì 8
A margine della presentazione di un progetto al Trap Concaverde, Franco Gussalli Beretta annuncia come la sua famiglia non farà parte del Progetto Brescia. «Pasini è comunque la persona giusta per intraprendere questo cammino e non sarà certo lasciato solo. La nostra famiglia, o almeno la generazione mia e di mio fratello, ha altri interessi e il calcio non è uno di questi».

Mercoledì 9
Arriva un momento spartiacque per il passaggio di consegne. FeralpiSalò indice per sabato 12 luglio l’assemblea dei soci che, come punto 1 all’ordine del giorno, ha il cambio di denominazione sociale e il trasferimento della sede. Ovvero il giorno in cui si passerà dalla FeralpiSalò all’US Brescia, ormai nome dato per assodato dai vari rumors.

Giovedì 10
Escono le prime indiscrezioni su quale sarà la squadra di Giuseppe Pasini nel nuovo Brescia. Ovvero si iniziano a sapere i nomi di alcuni imprenditori al suo fianco. E allora ecco Carlo e Aldo Bonomi, Daniele Scuola, Ettore Prandini, Tommaso Ghirardi, Davide Cavagna. All’incontro in Feralpi ci sono anche altri personaggi dell’imprenditoria bresciana: Roberto Saccone, Orlando Niboli, Mario Gnutti, Daniele Peli, Santo e Giampiero Franchini. Qualcuno entrerà nel Cda, altri saranno sponsor, ma si capisce come la rete attorno a Pasini sia fitta.

La riunione avviene nel pomeriggio, mentre alle 12 sono scaduti i termini per la manifestazione di interesse indetta dal Comune sull’utilizzo dello stadio Rigamonti. Come previsto sul tavolo della Loggia c’è una sola lettera, quella della FeralpiSalò, a cui l’impianto verrà dato per assegnazione diretta. Fino al 15 poi, ci sarà tempo per il cambio di denominazione rispetto alla squadra che vi disputerà le gare casalinghe.

Sabato 12
Nella sede della Feralpi a Lonato, alle 10 in punto, va in scena l’assemblea dei soci della FeralpiSalò. Una cinquantina in tutto, che all’unanimità tra qualche lacrima e un po’ di commozione, votano per il cambio di denominazione e di sede. Muore sportivamente parlando la FeralpiSalò, nasce l’US Brescia, anche se il nome non viene ufficialmente comunicato perché si aspetta l’ok definitivo della Federazione. La sede temporaneamente sarà lo stadio Rigamonti. Gli incartamenti con quanto deciso vengono inviati a Figc e Comune per gli adempimenti necessari.

La sede della FeralpiSalò - © www.giornaledibrescia.it
La sede della FeralpiSalò - © www.giornaledibrescia.it

Domenica 13
Non è ufficiale, ma di fatto certo: il nuovo Brescia verrà presentato giovedì 17 luglio alle 18 in Loggia nel salone Vanvitelliano.

Lunedi 14
Voci insistenti vogliono Massimo Cellino impegnato a trovare una soluzione per iscrivere il «suo» Brescia al campionato di Eccellenza, staccando il ramo sportivo da tutto ciò che è la vecchia società. Ha tempo fino a venerdì 18, ma dalla Lega Dilettanti fanno sapere come tutto ciò sia quasi impossibile. Per via dei debiti, di un campo che non c’è, di un’Amministrazione che dovrebbe avallare l’operazione. Mosse che non disturbano il Progetto Brescia di Pasini, ma quando c’è di mezzo Cellino ci si può aspettare qualsiasi sorpresa fino all’ultimo secondo…

Martedì 15
La nuova società esce allo scoperto con uno slogan: «L’unione fa la forza, Brescia scrive il futuro». Ufficiale l’appuntamento per giovedì 17 nel salone Vanvitelliano: alle 18 verrà alzato il velo sul nuovo progetto di Pasini. Intanto al Panathleticon è il secondo giorno di visite mediche: evidente l’emozione del tecnico Aimo Diana, cuore bresciano.

Si viene a sapere che tra coloro che saranno accanto al futuro presidente ci sarà anche il gruppo Brixia di Patriza Ondelli Zani già a sostegno di Pallacanestro Brescia, degli Internazionali Femminili di tennis, del progetto di calcio inclusivo Passirano Camignone (col marchio Fondazione melanoma Carolina Zani) e altre squadre di calcio minore e di rugby.

Mercoledì 16
Giornata intensa, intensissima. In casa US Brescia si mettono a posto gli ultimi dettagli per la presentazione, mentre all’ora di pranzo arriva il comunicato che annuncia la nascita della società Calcio Brescia 1911 Asd. Presidente è Alessandro Lucà, con un progetto che si pone diverso a quello di Pasini, contro il quale non c’è alcuna voglia di fare la guerra. L’idea è quella di preservare «la storia del Brescia calcio», con la speranza di poter ripartire dal campionato di Eccellenza.

Alessandro Lucà - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
Alessandro Lucà - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

La matricola è diversa sia rispetto a quella della nuova squadra che nascerà in città, sia a quella del Brescia Calcio di Massimo Cellino. E solo se non ci sarà un’iscrizione al campionato di Eccellenza da parte della società legata all’imprenditore sardo, allora a quel punto il Calcio Brescia 1911 Asd potrebbe bussare alle porte della Loggia per avere il via libera. Non facile, visto che la sindaca Laura Castelletti in un comunicato dei giorni scorsi ha fatto presente come l’Amministrazione si riconosca solo nel progetto di Pasini.

E tornando a Cellino, non molla la partita stadio: i suoi avvocati depositano un ricorso al Tar di Brescia per chiedere l’annullamento della revoca da parte dell’Amministrazione locale della concessione dello stadio Rigamonti al club e in generale contro tutte le determine recenti della Loggia in tema stadio. Tar che si era già espresso lunedì 7 luglio rigettando ogni istanza. Contestualmente viene depositata al tribunale civile dall’avvocato Giorgio Altieri una richiesta di sequestro giudiziario delle strutture mobili-amovibili dello stadio di Mompiano (tribune, sky box, generatori, attrezzature tecniche mobili, attrezzature ristorazione e arredamenti) che vengono considerate di proprietà del Brescia calcio di Massimo Cellino.

Nel frattempo emerge qualche frattura all’interno dello zoccolo duro della tifoseria del Brescia, la Curva Nord. Alcuni gruppi escono apertamente dicendo di non riconoscersi nel progetto di Pasini, Enzo Ghidesi uno dei leader storici invita tutti al dialogo e all’unità.

Giovedì 17
Il grande giorno è arrivato. Appuntamento alle 18 nel salone Vanvitelliano in Loggia per la presentazione della società. Si chiamerà Union Brescia srl, non US Brescia come ipotizzato, e nascerà nel giorno del compleanno del defunto Brescia Calcio 1911.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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