Nuovo Brescia, chi sono gli imprenditori pronti ad aiutare Pasini

Ogni giorno svela un dettaglio nuovo, scopre un tassello in più. Ieri è caduto il velo sul pool di imprenditori pronti a sostenere Giuseppe Pasini nel suo progetto. Ha trovato conferma la candidatura doppia di Aldo e Carlo Bonomi (alla riunione c’era il secondo), alla guida del Gruppo Bonomi, realtà leader nel settore industriale dell’idraulica e del riscaldamento. Le sedi produttive sono concentrate soprattutto nel Bresciano (a Gussago quella principale), in Brasile (per la produzione di attuatori pneumatici), ma è presente anche in Germania, Inghilterra, Russia, India, Nord America e Cina con sedi commerciali.

A metà giugno, a margine della Mille Miglia, Aldo Bonomi si era detto fiducioso sull’evenienza che il Brescia ritrovasse «una forza per la rinascita», grazie alla «capacità di Pasini e di altri imprenditori». Quanto alla possibilità di esportare il modello del vecchio Lumezzane, di cui è stato presidente dal 1994 al 2002, si era mostrato più scettico: «Gli interessi sono diversi e la visibilità è diversa. Facciamo una comunità un po’ a parte, è difficile replicarlo. Credo che si possa fare qualcosa di simile, ma non identico».
Dac e Cavagna

L’altro nome preventivato era quello di Daniele Scuola, Ceo del Gruppo Dac, main sponsor del Brescia di Cellino nell’ultima stagione in B. L’azienda, fondata nel 1972 dal padre Giuseppe a Flero, opera nel settore della distribuzione alimentare a livello internazionale. I settori di riferimento sono quelli della ristorazione commerciale e collettiva, dell’hotellerie e del catering.
Si prepara a scendere in campo anche Davide Cavagna, amministratore delegato di Cavagna Group, leader mondiale nella produzione di apparecchiature e componenti per il controllo dei gas compressi. È composto da otto società che operano in Italia e altre sette distribuite in tutto il mondo. Vende in 160 oltre Paesi avvalendosi di una rete di distribuzione capillare. Si tratta dell’azienda incaricata recentemente di realizzare le torce olimpiche e paralimpiche dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026.
Gli altri
Nella shortlist c’è pure Ettore Prandini. Cinquantaduenne, è presidente nazionale di Coldiretti dal 2018. Il mandato è stato rinnovato all’unanimità dall’Assemblea dei delegati nel 2023. Ricopre anche le cariche di presidente nazionale di Uecoop e dell’Osservatorio sulla criminalità nell’Agricoltura e sul sistema agroalimentare. Il sesto nome è quello di Tommaso Ghirardi, ex proprietario di Carpenedolo e Parma, attuale vicepresidente de La Leonessa Spa, azienda produttrice di cuscinetti industriali. Il carpenedolese è legato da un rapporto di amicizia con Prandini e Scuola, e come loro studia le soluzioni per entrare nella nuova compagine societaria.
Quanto pesano
Questo il quadro che si profila. La sola Dac, nel 2023 (ultimo dato disponibile), ha chiuso con un monte ricavi che ha sfiorato il miliardo di euro (904,8 milioni, per l’esattezza). Il Gruppo Bonomi ha fatturato 336,1 milioni. La Spa del Gruppo Cavagna, nello stesso anno, ha totalizzato 115,8 milioni di ricavi, quasi la metà (il 44%) provenienti dall’estero.
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