Giorno dopo giorno, ora dopo ora. Il cammino che ha portato alla trasformazione della Pallacanestro Brescia in Maxima Roma prende ufficialmente forma a fine maggio, nel pieno della semifinale play off. Anzi prima, a rileggere oggi tutto quanto è accaduto. E allora facciamo scorrere la pellicola, partendo dal primo fotogramma, oggi ahinoi qualcosa in più di un messaggio.
Martedì 19 maggio – L’uscita
Quarti di finale dei play off, Brescia batte Trieste al PalaLeonessa e porta la serie sulll’1-1. La Germani è più forte, ma tutto è ancora in bilico.
Nonostante ciò l’ad e proprietario Mauro Ferrari esce con una dichiarazione forte: «Sono contento del risultato ma questa squadra, questo gruppo e questo staff, non hanno più alcunché da dimostrare a nessuno. Sono molto amareggiato – prosegue Ferrari – per l’affluenza al palazzetto, francamente molto bassa».

E prosegue: «Forse qui si danno i play off per scontati, quando non lo sono affatto. Non dimentichiamoci mai chi siamo, da dove veniamo e cosa rappresentiamo. L’impressione è che non sia stata letta e capita l’impresa di questa società. In nessuna altra piazza più o meno simile alla nostra si sarebbero registrati dati di questo tipo. Evidentemente - ribadisce, amaro, Ferrari - ho una percezione disallineata rispetto alla risposta della città verso ciò che abbiamo compiuto».
Sabato 30 maggio – Botta e risposta
Gara-1 della semifinale scudetto con l’Olimpia dell’ex Peppe Poeta, giocata al PalaLeonessa, è andata in scena venerdì sera a Milano, nel giorno in cui diventa ufficiale la nascita a Roma del progetto di Doncic e soci sulle ceneri di Cremona. La Gazzetta dello sport parla poco del match, molto di più di un’offerta di sei milioni di euro da parte del patron di Trieste Paul Matiasic per acquisire i diritti di Brescia e portarli nella Capitale e fondare una «Roma 2», avendo preso i diritti del Pala Eur.

Il giorno stesso ecco il comunicato della Pallacanestro Brescia con la frase che resterà poi in mente ai tifosi per giorni: «Pallacanestro Brescia resta a Brescia». «In cinque anni abbiamo costruito qualcosa di straordinario per Brescia - si legge, e il riferimento è all’arco temporale in cui, a capo della società, c’è stato Mauro Ferrari, amministratore delegato di Germani Spa -, qualcosa che merita di essere ricordato e valorizzato. Non dimentichiamoci mai da dove veniamo e chi siamo. Siamo a gara-2 della semifinale scudetto per il terzo anno consecutivo, con tre diversi giovani allenatori che hanno guidato questo percorso di crescita. Oggi abbiamo bisogno soprattutto di serenità, quella serenità che i nostri uomini, prima ancora che i nostri giocatori, non hanno mai smarrito. L’allenamento odierno ne è stata l’ennesima conferma. Pallacanestro Brescia resta a Brescia.
In vista della prossima stagione abbiamo già messo sotto contratto due giocatori con passaporto italiano (il riferimento è a Veronesi e Wheatle, ndr) e siamo in piena trattativa con un terzo giocatore di passaporto estero. Al termine dei play off, il Consiglio di Amministrazione di Pallacanestro Brescia si riunirà per valutare la prossima stagione. Ora, però, è il momento di guardare al presente e domani (oggi, ndr) tutti a tifare al PalaLeonessa A2A. Godiamoci ciò che questi ragazzi hanno conquistato sul campo durante tutto l’anno, con impegno, sacrificio e orgoglio».
Domenica 31 maggio – «Roma? No, grazie»

La Germani porta la serie con Milano sill’1-1 grazie ad una vittoria strepitosa, in quella che con gli avvenimenti successivi resterà l’ultima partita, e l’ultimo successo, della storia di Della Valle e soci, addirittura della Germani Pallacanestro Brescia.
Mauro Ferrari dribbla la richiesta di chiarimenti sulla situazione, gli Irriducibili espongono uno striscione che recita «Roma? No grazie». Ma nemmeno il successo spazza via le nubi che aleggiano ed è inevitabile che la semifinale contro Milano, già impari di suo, sia inficiata da tutto ciò che accade fuori dal campo.
Lunedì 1 giugno – I tavoli della politica
Pallacanestro Brescia deve preparare gara-3, ma la situazione poco chiara sul futuro approda sui tavoli della politica. Il gruppo Brescia Civica predispone un’interpellanza urgente su quanto sta accadendo, la sindaca Laura Castelletti (presente al PalaLeonessa per i match con l’Olimpia) risponde: «Incontrerò Ferrari nei prossimi giorni». Si prova a tenere la testa solo sul giocato, ma è impossibile.
Venerdì 5 giugno – Stagione finita

Milano vince gara-4, conquista la finale scudetto e finisce ufficialmente la stagione della Germani. Chi è al Forum fatica a capire se sia un arrivederci o un addio e non è una bella cosa.
Sabato 6 giugno – Speranza
Trapelano segnali confortanti sul fatto che, nonostante Matiasic aleggi sul titolo della Pallacanestro Brescia, il futuro sia ancora biancoblù e in serie A.
Lunedì 8 giugno – Festa a metà

Migliaia di tifosi arrivano al PalaLeonessa per la tradizionale festa di fine stagione. Questa però ha un sapore diverso: molti giocatori sono all’addio, gli spifferi triestini agitano ancora la piazza. Mauro Ferrari non si presenta, sul palco salgono la presidentessa Graziella Bragaglio, giocatori e coach Cotelli, che conferma come stia lavorando per la prossima stagione.
Giovedì 11 giugno – Il nuovo acquisto

Durante la trasmissione Basket Time a Teletutto, la presidentessa Bragaglio su indicazione diretta di Ferrari annuncia l’arrivo, o meglio il ritorno, di John Brown III a Brescia. Ed è percepito come segnale positivo.
Venerdì 12 giugno –Faccia a faccia
Va in scena l’incontro tra la sindaca Laura Castelletti e l’ad di Pallacanestro Brescia Mauro Ferrari: «Abbiamo parlato del futuro del basket a Brescia - le parole della prima cittadina -, ho trovato Ferrari molto motivato».
Mercoledì 17 giugno – Cda azzerato

Si azzera il Cda della Germani Pallacanestro Brescia, di fatto finisce un’era. Ad annunciarlo di prima mattina con un post sui social la presidentessa, ormai ex, Graziella Bragaglio: «Lasciato un segno, ho dato la vita per qualcosa di eterno». Il proprietario Mauro Ferrari ha chiesto ai membri del Cda di fare un passo indietro nominando un nuovo board più ristretto. Resta la sua famiglia al comando.
Venerdì 19 giugno – Idea europea
A sorpresa, eccome se a sorpresa per una società ormai lontana dall’idea di giocare in Europa (tanto è vero che coach Cotelli ha il mandato di cercare giocatori solo per il campionato), la Pallacanestro Brescia avanza richiesta alla partecipazione della prossima Champions League. Lo fa sul gong, allo scadere del tempo per presentare le carte, il che fa pensare e non poco che stia tornando prepotentemente la possibilità di una vendita del titolo a Matiasic pronto a portarlo a Roma. E Brescia? Inizia una serie di voci, ma soprattutto nella tifoseria torna quel fastidioso mal di stomaco.
Domenica 21 giugno –Incroci
Tutto gira intorno alla Germani, anche il fatto che la Virtus Roma perda lo spareggio promozione per la serie A2 con Vigevano e resti in B nazionale. Era una delle possibili chiavi per il giro Brescia-Trieste-Ferrari-Matiasic e appunto Roma.
Martedì 23 giugno – La paura

Tornano ad essere ore di grande apprensione a Brescia, perché il cerchio sembra stringersi sul fatto che Matiasic abbia davvero preso il titolo di Brescia per trasferirlo nella Capitale. La sensazione che si spengano le luci al PalaLeonessa è forte.
Mercoledì 24 giugno – L’affondo di Matiasic
Paul Matiasic si sfila ufficialmente dalla Pallacanestro Trieste (che trova un nuovo asset dirigenziale e nomina il nuovo presidente) e punta dritto su Roma, con tappa prima a Brescia per prendere i diritti della società biancoblù. Sono ore di grandissima confusione: si va dall’addio certo del basket in città, alla possibilità che Mauro Ferrari abbia un asso nella manica da estrarre al momento opportuno, che la serie A possa essere allargata a 18 squadre.
Giovedì 25 giugno – Niente Champions
La Fiba respinge la richiesta della Pallacanestro Brescia di partecipare alla prossima Champions League (ci saranno Varese e Reggio Emilia) e sembra un sassolino nell’ingranaggio orchestrato da Matiasic. Ma in serata si viene a sapere che sarebbe stata avanzata una richiesta, come Roma «nascente», di partecipare all’Eurocup, vista una wild card a disposizione e Monaco che potrebbe uscire.

Nel frattempo il gruppo degli Irriducuibili appende striscioni di contestazione in tangenziale e sulle vetrate della sede di Pallacanestro Brescia a San Zeno.
Venerdì 26 giugno – Il giorno «X»
All’Eurocup viene ammessa la Maxima Roma, che non può essere altro che la creatura di Matiasic pronta a nascere sulle ceneri di Brescia. Emerge intanto l’indiscrezione che la trattativa Ferrari-Matiasic sia nata a inizio anno. L’ad della Pallacanestro Brescia però continua a lanciare messaggi sul fatto di avere quel famoso «asso nella manica» da giocarsi per mantenere la Germani in serie A e indice una conferenza stampa per domani, sabato.
A metà pomeriggio la Fip conferma il passaggio di Brescia a Roma. Questo il comunicato ufficiale: «Il Consiglio federale, riunitosi oggi in via straordinaria e in modalità web conference, ha esaminato la documentazione prodotta dalla società Pallacanestro Brescia per trasferire la propria sede da Brescia a Roma.Il Consiglio federale ha ritenuto l’istanza provvista dei requisiti di meritevolezza, subordinandone l’accoglimento al rispetto degli obblighi e delle scadenze previste dal manuale delle licenze per la partecipazione al campionato di Serie A 2026/2027. La Federazione ribadisce di aver sempre agito in sinergia con la LBA, nel rispetto delle norme vigenti. Il rispetto del sentimento dei tifosi non può mai venir meno, essendo il fulcro di ogni attività sportiva, il motore del movimento, ma, allo stesso modo, è necessario rispettare le scelte di ogni imprenditore a cui non è possibile impedire di operare a tutela dei propri legittimi interessi».



