Pallacanestro Brescia: tappa dopo tappa, come siamo arrivati fin qui

Le prime uscite dell’ad Mauro Ferrari nei play off con Trieste, il «caso Matiatic» che deflagra nella semifinale con Milano fino ai timori e al passaggio di consegne con il titolo che prende la strada di Roma. Ecco i passaggi
Gianluca Magro

Gianluca Magro

Caposervizio

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Pallacanestro Brescia va a Roma

Giorno dopo giorno, ora dopo ora. Il cammino che ha portato alla trasformazione della Pallacanestro Brescia in Maxima Roma prende ufficialmente forma a fine maggio, nel pieno della semifinale play off. Anzi prima, a rileggere oggi tutto quanto è accaduto. E allora facciamo scorrere la pellicola, partendo dal primo fotogramma, oggi ahinoi qualcosa in più di un messaggio.

Martedì 19 maggio – L’uscita

Quarti di finale dei play off, Brescia batte Trieste al PalaLeonessa e porta la serie sulll’1-1. La Germani è più forte, ma tutto è ancora in bilico.
Nonostante ciò l’ad e proprietario Mauro Ferrari esce con una dichiarazione forte: «Sono contento del risultato ma questa squadra, questo gruppo e questo staff, non hanno più alcunché da dimostrare a nessuno. Sono molto amareggiato – prosegue Ferrari – per l’affluenza al palazzetto, francamente molto bassa».

PalaLeonessa: non si sa ancora se potrà mantenere le luci accese per la Pallacanestro Brescia -  Foto Newreporter Checchi © www.giornaledibrescia.it
PalaLeonessa: non si sa ancora se potrà mantenere le luci accese per la Pallacanestro Brescia - Foto Newreporter Checchi © www.giornaledibrescia.it

E prosegue: «Forse qui si danno i play off per scontati, quando non lo sono affatto. Non dimentichiamoci mai chi siamo, da dove veniamo e cosa rappresentiamo. L’impressione è che non sia stata letta e capita l’impresa di questa società. In nessuna altra piazza più o meno simile alla nostra si sarebbero registrati dati di questo tipo. Evidentemente - ribadisce, amaro, Ferrari - ho una percezione disallineata rispetto alla risposta della città verso ciò che abbiamo compiuto».

Sabato 30 maggio – Botta e risposta

Gara-1 della semifinale scudetto con l’Olimpia dell’ex Peppe Poeta, giocata al PalaLeonessa, è andata in scena venerdì sera a Milano, nel giorno in cui diventa ufficiale la nascita a Roma del progetto di Doncic e soci sulle ceneri di Cremona. La Gazzetta dello sport parla poco del match, molto di più di un’offerta di sei milioni di euro da parte del patron di Trieste Paul Matiasic per acquisire i diritti di Brescia e portarli nella Capitale e fondare una «Roma 2», avendo preso i diritti del Pala Eur.

Paul Matiasic, ex patron di Trieste e ora numero uno della Maxima Roma - Foto Lega Basket serie A - © www.giornaledibrescia.it
Paul Matiasic, ex patron di Trieste e ora numero uno della Maxima Roma - Foto Lega Basket serie A - © www.giornaledibrescia.it

Il giorno stesso ecco il comunicato della Pallacanestro Brescia con la frase che resterà poi in mente ai tifosi per giorni: «Pallacanestro Brescia resta a Brescia». «In cinque anni abbiamo costruito qualcosa di straordinario per Brescia - si legge, e il riferimento è all’arco temporale in cui, a capo della società, c’è stato Mauro Ferrari, amministratore delegato di Germani Spa -, qualcosa che merita di essere ricordato e valorizzato. Non dimentichiamoci mai da dove veniamo e chi siamo. Siamo a gara-2 della semifinale scudetto per il terzo anno consecutivo, con tre diversi giovani allenatori che hanno guidato questo percorso di crescita. Oggi abbiamo bisogno soprattutto di serenità, quella serenità che i nostri uomini, prima ancora che i nostri giocatori, non hanno mai smarrito. L’allenamento odierno ne è stata l’ennesima conferma. Pallacanestro Brescia resta a Brescia.

In vista della prossima stagione abbiamo già messo sotto contratto due giocatori con passaporto italiano (il riferimento è a Veronesi e Wheatle, ndr) e siamo in piena trattativa con un terzo giocatore di passaporto estero. Al termine dei play off, il Consiglio di Amministrazione di Pallacanestro Brescia si riunirà per valutare la prossima stagione. Ora, però, è il momento di guardare al presente e domani (oggi, ndr) tutti a tifare al PalaLeonessa A2A. Godiamoci ciò che questi ragazzi hanno conquistato sul campo durante tutto l’anno, con impegno, sacrificio e orgoglio».

Domenica 31 maggio – «Roma? No, grazie»

Lo striscione dei tifosi di Brescia contro l'ipotesi del trasferimento a Roma - Foto Newreporter Checchi © www.giornaledibrescia.it
Lo striscione dei tifosi di Brescia contro l'ipotesi del trasferimento a Roma - Foto Newreporter Checchi © www.giornaledibrescia.it

La Germani porta la serie con Milano sill’1-1 grazie ad una vittoria strepitosa, in quella che con gli avvenimenti successivi resterà l’ultima partita, e l’ultimo successo, della storia di Della Valle e soci, addirittura della Germani Pallacanestro Brescia.

Mauro Ferrari dribbla la richiesta di chiarimenti sulla situazione, gli Irriducibili espongono uno striscione che recita «Roma? No grazie». Ma nemmeno il successo spazza via le nubi che aleggiano ed è inevitabile che la semifinale contro Milano, già impari di suo, sia inficiata da tutto ciò che accade fuori dal campo.

Lunedì 1 giugno – I tavoli della politica

Pallacanestro Brescia deve preparare gara-3, ma la situazione poco chiara sul futuro approda sui tavoli della politica. Il gruppo Brescia Civica predispone un’interpellanza urgente su quanto sta accadendo, la sindaca Laura Castelletti (presente al PalaLeonessa per i match con l’Olimpia) risponde: «Incontrerò Ferrari nei prossimi giorni». Si prova a tenere la testa solo sul giocato, ma è impossibile.

Venerdì 5 giugno – Stagione finita

Gli applausi dei giocatori della Germani ai tifosi bresciani dopo la sconfitta con Milano che decreta la fine della stagione -  Foto Ciamillo/Castoria © www.giornaledibrescia.it
Gli applausi dei giocatori della Germani ai tifosi bresciani dopo la sconfitta con Milano che decreta la fine della stagione - Foto Ciamillo/Castoria © www.giornaledibrescia.it

Milano vince gara-4, conquista la finale scudetto e finisce ufficialmente la stagione della Germani. Chi è al Forum fatica a capire se sia un arrivederci o un addio e non è una bella cosa.

Sabato 6 giugno – Speranza

Trapelano segnali confortanti sul fatto che, nonostante Matiasic aleggi sul titolo della Pallacanestro Brescia, il futuro sia ancora biancoblù e in serie A.

Lunedì 8 giugno – Festa a metà

Il giorno dei saluti al PalaLeonessa - Foto Newreporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Il giorno dei saluti al PalaLeonessa - Foto Newreporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

Migliaia di tifosi arrivano al PalaLeonessa per la tradizionale festa di fine stagione. Questa però ha un sapore diverso: molti giocatori sono all’addio, gli spifferi triestini agitano ancora la piazza. Mauro Ferrari non si presenta, sul palco salgono la presidentessa Graziella Bragaglio, giocatori e coach Cotelli, che conferma come stia lavorando per la prossima stagione.

Giovedì 11 giugno – Il nuovo acquisto

John Brown III ha già vestito nel 2022 la maglia della Pallacanestro Brescia - Foto Newreporter Checchi © www.giornaledibrescia.it
John Brown III ha già vestito nel 2022 la maglia della Pallacanestro Brescia - Foto Newreporter Checchi © www.giornaledibrescia.it

Durante la trasmissione Basket Time a Teletutto, la presidentessa Bragaglio su indicazione diretta di Ferrari annuncia l’arrivo, o meglio il ritorno, di John Brown III a Brescia. Ed è percepito come segnale positivo.

Venerdì 12 giugno –Faccia a faccia

Va in scena l’incontro tra la sindaca Laura Castelletti e l’ad di Pallacanestro Brescia Mauro Ferrari: «Abbiamo parlato del futuro del basket a Brescia - le parole della prima cittadina -, ho trovato Ferrari molto motivato».

Mercoledì 17 giugno – Cda azzerato

Graziella Bragaglio e Mauro Ferrari al PalaLeonessa - Foto Newreporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Graziella Bragaglio e Mauro Ferrari al PalaLeonessa - Foto Newreporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

Si azzera il Cda della Germani Pallacanestro Brescia, di fatto finisce un’era. Ad annunciarlo di prima mattina con un post sui social la presidentessa, ormai ex, Graziella Bragaglio: «Lasciato un segno, ho dato la vita per qualcosa di eterno». Il proprietario Mauro Ferrari ha chiesto ai membri del Cda di fare un passo indietro nominando un nuovo board più ristretto. Resta la sua famiglia al comando.

Venerdì 19 giugno – Idea europea

A sorpresa, eccome se a sorpresa per una società ormai lontana dall’idea di giocare in Europa (tanto è vero che coach Cotelli ha il mandato di cercare giocatori solo per il campionato), la Pallacanestro Brescia avanza richiesta alla partecipazione della prossima Champions League. Lo fa sul gong, allo scadere del tempo per presentare le carte, il che fa pensare e non poco che stia tornando prepotentemente la possibilità di una vendita del titolo a Matiasic pronto a portarlo a Roma. E Brescia? Inizia una serie di voci, ma soprattutto nella tifoseria torna quel fastidioso mal di stomaco.

Domenica 21 giugno –Incroci

Tutto gira intorno alla Germani, anche il fatto che la Virtus Roma perda lo spareggio promozione per la serie A2 con Vigevano e resti in B nazionale. Era una delle possibili chiavi per il giro Brescia-Trieste-Ferrari-Matiasic e appunto Roma.

Martedì 23 giugno – La paura

Ancora insieme? Il capitano Della Valle e l’ad Mauro Ferrari - Foto Newreporter Checchi © www.giornaledibrescia.it
Ancora insieme? Il capitano Della Valle e l’ad Mauro Ferrari - Foto Newreporter Checchi © www.giornaledibrescia.it

Tornano ad essere ore di grande apprensione a Brescia, perché il cerchio sembra stringersi sul fatto che Matiasic abbia davvero preso il titolo di Brescia per trasferirlo nella Capitale. La sensazione che si spengano le luci al PalaLeonessa è forte.

Mercoledì 24 giugno – L’affondo di Matiasic

Paul Matiasic si sfila ufficialmente dalla Pallacanestro Trieste (che trova un nuovo asset dirigenziale e nomina il nuovo presidente) e punta dritto su Roma, con tappa prima a Brescia per prendere i diritti della società biancoblù. Sono ore di grandissima confusione: si va dall’addio certo del basket in città, alla possibilità che Mauro Ferrari abbia un asso nella manica da estrarre al momento opportuno, che la serie A possa essere allargata a 18 squadre.

Giovedì 25 giugno – Niente Champions

La Fiba respinge la richiesta della Pallacanestro Brescia di partecipare alla prossima Champions League (ci saranno Varese e Reggio Emilia) e sembra un sassolino nell’ingranaggio orchestrato da Matiasic. Ma in serata si viene a sapere che sarebbe stata avanzata una richiesta, come Roma «nascente», di partecipare all’Eurocup, vista una wild card a disposizione e Monaco che potrebbe uscire.

Lo striscione messo dagli Irriducibili sulla vetrata della sede a San Zeno - © www.giornaledibrescia.it
Lo striscione messo dagli Irriducibili sulla vetrata della sede a San Zeno - © www.giornaledibrescia.it

Nel frattempo il gruppo degli Irriducuibili appende striscioni di contestazione in tangenziale e sulle vetrate della sede di Pallacanestro Brescia a San Zeno.

Venerdì 26 giugno – Il giorno «X»

All’Eurocup viene ammessa la Maxima Roma, che non può essere altro che la creatura di Matiasic pronta a nascere sulle ceneri di Brescia. Emerge intanto l’indiscrezione che la trattativa Ferrari-Matiasic sia nata a inizio anno. L’ad della Pallacanestro Brescia però continua a lanciare messaggi sul fatto di avere quel famoso «asso nella manica» da giocarsi per mantenere la Germani in serie A e indice una conferenza stampa per domani, sabato.

A metà pomeriggio la Fip conferma il passaggio di Brescia a Roma. Questo il comunicato ufficiale: «Il Consiglio federale, riunitosi oggi in via straordinaria e in modalità web conference, ha esaminato la documentazione prodotta dalla società Pallacanestro Brescia per trasferire la propria sede da Brescia a Roma.Il Consiglio federale ha ritenuto l’istanza provvista dei requisiti di meritevolezza, subordinandone l’accoglimento al rispetto degli obblighi e delle scadenze previste dal manuale delle licenze per la partecipazione al campionato di Serie A 2026/2027. La Federazione ribadisce di aver sempre agito in sinergia con la LBA, nel rispetto delle norme vigenti. Il rispetto del sentimento dei tifosi non può mai venir meno, essendo il fulcro di ogni attività sportiva, il motore del movimento, ma, allo stesso modo, è necessario rispettare le scelte di ogni imprenditore a cui non è possibile impedire di operare a tutela dei propri legittimi interessi».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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