Mauro Ferrari ha o potrebbe aver veduto, Mauro Ferrari potrebbe avere un asso nella manica. Tradotto: la Pallacanestro Brescia è di Matiasic, che ha salutato Trieste e porta la matricola del club biancoblù a Roma, per creare una nuova squadra; non è però detto che Brescia non riesca a esistere ancora, e a esistere in serie A, il prossimo anno.
Come? Con quell’asso nella manica, i cui contorni restano al momento sostanzialmente indecifrabili, ma la cui esistenza sarebbe da tenere per buona o comunque possibile, considerando le rassicurazioni che egli stesso avrebbe dato a figure a lui vicine, anche nell’ambito delle istituzioni. Parlerà a breve (oggi, domani?) e non ci sarebbe da preoccuparsi.
Caos
Ricostruire i fatti di queste ore è da cefalea e proviamo ad andare con ordine. Oggi, giovedì, alle 15, dovrebbe tenersi un Consiglio federale straordinario. Il tema dovrebbe essere proprio quello del passaggio Brescia-Roma.
Nel pomeriggio di ieri Matiasic ha salutato ufficialmente la piazza giuliana. «Gli ultimi mesi sono stati molto complessi per quanto riguarda i rapporti con la città - scrive -: è importante sottolineare che la mia comunicazione riservata, per quanto difficile da mantenere e mal interpretata come mancanza di volontà di dialogo, è stata fondamentale per garantire l’integrità competitiva della Lega e per finalizzare il passaggio di proprietà. La mia promessa nei vostri confronti non ha mai vacillato: uno scenario senza la storica Pallacanestro Trieste non è mai stato un’opzione. Ho ricevuto rassicurazioni da più parti, sia pubbliche che private, sul fatto che la Pallacanestro Trieste rimarrà al centro della loro attenzione. Il club avrà bisogno di ricevere un significativo supporto locale, ma a oggi la dirigenza ha gli strumenti per mettersi al lavoro per la prossima stagione. Auguro a Trieste i massimi successi sportivi e un prospero sviluppo aziendale, con la consapevolezza di aver posto solide basi per il futuro».

Insomma, lo statunitense saluta tutti e va a Roma con Brescia, coronando il proprio disegno. Le sue quote triestine sono state vendute a un fondo americano. Conseguenza diretta: la pallacanestro sparisce dalla nostra città. Almeno per adesso (gli scenari di futura ripartenza sarebbero tutti plausibili, senza Ferrari, con altri soggetti, da categorie più basse).
La piazza bresciana
La piazza bresciana è in subbuglio. Cerca ufficialità e risposte che non arrivano. Gli Irriducibili pretendono chiarezza: «Fuori la verità - scrivono i tifosi -. Brescia merita rispetto. I bresciani meritano rispetto. "La Pallacanestro Brescia resta a Brescia", avevamo letto. E adesso?». Il riferimento è al famoso comunicato in realtà non limpidissimo che era uscito durante i play off. A domanda diretta di disambiguarlo, Ferrari (resta a Brescia, in questa categoria?) Ferrari aveva scelto di non rispondere.
Dal Comune nessuna esternazione ufficiale, fin qui. Anche se l’opposizione chiede un intervento. «Il silenzio della sindaca e della Giunta è politicamente inaccettabile», scrive Brescia Civica (il cui capogruppo è Massimiliano Battagliola). Forza Italia Brescia, per voce del segretario cittadino Flavio Bonardi, chiede con urgenza «di convocare un incontro immediato con il presidente della Germani Mauro Ferrari, al fine di fare piena chiarezza su quanto sta emergendo in queste ore sugli organi di stampa».
Ferrari stesso, ieri, ma ancora in mattinata, ai collaboratori più stretti avrebbe inoltre confidato che l’operazione era giunta a un momento decisivo, ma non ci sarebbe stata ancora la firma.
Scenari e ipotesi
Poi, sempre alle persone più vicine, anche le rassicurazioni. Che riportano al famoso asso nella manica. Quale? Un’indicazione potrebbe arrivare dalla Sardegna. Dalla Dinamo Sassari, per la precisione, squadra retrocessa sul campo al termine dell’ultima regular season. Voci provenienti dall’Isola parlano del fatto che il club sarebbe stato messo in pre-allerta per un eventuale ripescaggio. Circostanza che farebbe pensare a un allargamento della serie A a 18 squadre (che andrebbe comunque approvato dai club della Lega e che troverebbe sicuramente l’opposizione delle due squadre di Eurolega, già oberate di impegni).

Con un massimo campionato a 18 potrebbe riaprirsi una spazio per la Germani? Forse. Ma in che modo? Attraverso quale matricola e con che diritto? Suona tutto strano, ma nulla - in questa vicenda - appare lineare.
Ed è emblematico il silenzio della Champions League, che - in teoria - ieri avrebbe dovuto comunicare l’elenco delle partecipanti alla stagione 2026-2027. Ma non lo ha fatto. Sia Brescia sia Trieste avevano formulato richiesta di prendervi parte. Il silenzio della competizione targata Fiba risulta proprio concordante all’attesa che c’è in Italia sulla partita Trieste-Roma-Brescia.
Per eventuali passaggi di titoli il tempo è scarsissimo. Si è vociferato di quello di Montecatini, valido per la A2. È arrivata, in zero secondi, la smentita del presidente Lulli: «Nessuno mi ha contattato da altre società, ma aggiungo che, se anche lo avessero fatto, avrei risposto no in modo secco e deciso». Sullo sfondo le ipotesi di Ruvo e Torino.
Discorso diverso per la serie B (Nazionale e Interregionale). Per iscriversi a queste categorie c’è tempo fino al 7 luglio.

A proposito. Pallacanestro Brescia ha fin qui significato PalaLeonessa (inaugurato solo otto anni fa e brandizzato A2A), un settore giovanile numeroso, un’academy con tante affiliate e, per il futuro, dovrebbe significare anche la nascita di una formazione femminile Under 13. Tra i club nell’orbita biancoblù c’è anche Ospitaletto, dove giocano - in doppio tesseramento - gli Under 19 della Germani. La squadra milita in C, ma potrebbe venire ripescata in B Interregionale, e si sa che il club biancoblù ha caldeggiato a «Ospi» questa possibilità, per garantire un palcoscenico più competitivo ai propri giovani.
Insomma, il fiato resta sospeso. La piazza insorge. Ferrari non parla pubblicamente, anche se - pare - dovrebbe farlo in tempi brevi. Chi gli è più vicino riceve rassicurazioni. Matiasic va a Roma. Brescia, forse, ha un asso nella manica.



