Da tempo la Germani coglie, in campionato, risultati che la proietterebbero direttamente in una delle principali competizioni europee. Tolta l’Eurolega, parliamo di Eurocup e Champions League. Ieri scadevano i termini per provare a fare richiesta di partecipazione alla Champions League (il cui livello cestistico, da qualche tempo, è paragonabile a quello dell’Eurocup, che – a sua volta – è la sorella minore dell’Eurolega).
La Pallacanestro Brescia avrebbe provato ieri, sul «gong», ossia all’ultimo giorno disponibile per fare richiesta di partecipazione, di bussare alle porte della Champions League. All’inizio della prossima settimana l’organizzazione della manifestazione targata Fiba dovrebbe stilare l’elenco delle formazioni che prenderanno parte all’edizione 2026-2027.
Prospettive
Cosa cambia, per Brescia. O, meglio, cosa cambierebbe? In teoria, non poco. In primo luogo, la proprietà – negli ultimi anni – ha sempre espresso una certa avversione all’idea di giocare in Europa: tanti costi, poco pubblico in settimana, maggiore rischio di stanchezza e infortuni, rendimento in campionato spesso compromesso. In effetti, è praticamente sempre accaduto così quando la Germani ha partecipato all’Eurocup. L’ultima volta è stata nel 2022-2023: stagione europea in chiaroscuro, niente play off (ma vittoria della Coppa Italia).
Lato mercato, invece, la partecipazione alla Champions (o a una qualsiasi Coppa) faciliterebbe non poco le operazioni in entrata. È infatti noto che ogni giocatore vuole la vetrina europea. Se la ottiene, è pronto ad abbassare le richieste economiche. Cosa non accaduta negli ultimi tre anni: a Brescia sono arrivati giocatori forti, pagati tanto, senza che sul piatto ci fosse l’esposizione europea. Non resta che attendere, con la consapevolezza che la Pallacanestro Brescia ha chiuso la regular season da seconda e l’annata da semifinalista scudetto. Credenziali che, unite alla storicità della piazza, la metterebbero, se non in prima fila, in buona posizione.




