Overtourism: il turismo che soffoca le città

Si è conclusa la quinta edizione del Laboratorio di giornalismo della Facoltà di Lingue dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – sede di Brescia, un percorso formativo che unisce didattica universitaria e pratica professionale, offrendo agli studenti un’esperienza concreta nel mondo dell’informazione.
Il laboratorio è coordinato dalla docente Marina Villa con il supporto del collega Paolo Carelli, con la collaborazione di Giornale di Brescia e Teletutto, e la consulenza del giornalista Fabio Gafforini, figure che affiancano gli studenti nel lavoro di ricerca, scrittura e produzione di contenuti giornalistici.
Al centro di questa edizione tre temi di grande attualità e rilevanza sociale: il Giubileo della Speranza raccontato dallo sguardo dei giovani, il rapporto tra overtourism e turismo esperienziale, con un focus sul caso Brescia, e lo sport oltre il podio, in un percorso di avvicinamento alle Paralimpiadi, tra inclusione, storie e nuovi linguaggi.
Un laboratorio che si conferma spazio di confronto, sperimentazione e crescita, capace di mettere in dialogo università, territorio e professione giornalistica, formando nuove voci consapevoli e attente alla complessità del presente.
L’overtourism
Di da Silvia Bardelloni, Simona Betti, Eleonora Burlotti, Alyson Gangemi, Ina Jalba, Sofia Lazzari, Alice Maccabiani, Beatrice Rumi, Alice Vermi
Il termine overtourism è ormai sulla bocca di tutti, ma cosa si nasconde dietro a questo fenomeno? È il turismo che invade luoghi storici e di grande valore creando disagi e danni all’ambiente e alla vita quotidiana dei residenti. Sirmione, la «Perla del Garda», è stata presa d’assalto dai turisti durante il ponte del Primo maggio, che ha registrato un’affluenza record con 14.656 visitatori (escludendo residenti e lavoratori), secondo i dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confcommercio Brescia. Un aumento significativo: +16% rispetto al 25 aprile e addirittura +58% rispetto alla domenica di Pasqua.
Il flusso è rimasto elevato anche nei giorni successivi, con 13.499 persone il 2 maggio e 12.758 il giorno seguente. Numeri che, se da un lato testimoniano il grande richiamo turistico della località, dall’altro mettono a dura prova la tenuta del centro storico, delle infrastrutture e dei servizi locali. Questo fatto dimostra quanto la ripresa post Covid del turismo sia stata sorprendentemente veloce in tutta la provincia di Brescia: l’effetto revenge tourism, il desiderio di recuperare il tempo perduto, ha accelerato i flussi turistici.
Le cause
Le cause dell’overtourism sono principalmente strutturali: le ferie limitate a pochi periodi dell’anno e la comodità dei voli low cost. Inoltre, il fenomeno «effetto Instagram» ha amplificato il rapporto tra turismo e social media, influenzando i turisti a visitare maggiormente luoghi stereotipati sui social. Conseguenza di ciò è la mercificazione di diverse mete turistiche, che solleva interrogativi su quale sia il confine tra valorizzazione e «svendita» del patrimonio culturale e naturale.
Tutti i fattori appena elencati dimostrano la necessità del turismo italiano di adottare un modello sostenibile, che bilanci gli aspetti economici, ambientali e sociali, garantendo così un futuro più equilibrato per le destinazioni e le comunità locali, che hanno provveduto ad introdurre misure correttive per contrastare l’overtourism. L'Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR) propone soluzioni come la promozione di luoghi meno conosciuti e la destagionalizzazione dei flussi.
Un altro passo importante è sensibilizzare i turisti, educandoli ad adottare comportamenti più rispettosi dell’ambiente e delle culture locali: l’esperta Roberta Garibaldi, professoressa aggregata di Economia e gestione delle imprese turistiche all’Università degli Studi di Bergamo e presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, sottolinea nelle sue pubblicazioni la necessità di riequilibrare i flussi, promuovendo esperienze legate alla natura e alla gastronomia.
L'adozione di politiche di turismo sostenibile e l’investimento in infrastrutture eco-sostenibili potrebbero ridurre la pressione sulle città più popolari e garantire una redistribuzione più equa della ricchezza.
Boom turistico sul Garda
Il lago di Garda ha visto esplodere il numero di visitatori, dal 1990 al 2023, passando da 5 a 24 milioni di presenze annuali. Una crescita quasi quintuplicata che, se da un lato testimonia l'attrattività del territorio, dall’altro solleva gravi preoccupazioni sulla sostenibilità del fenomeno.
L’equilibrio tra le esigenze dei residenti e la pressione turistica si fa sempre più fragile: il collasso della mobilità, l’aumento vertiginoso dei rifiuti, la lievitazione dei prezzi, la cementificazione e la perdita di identità locale sono solo alcune delle criticità emerse.

A peggiorare il quadro, la diffusione incontrollata degli affitti brevi sta erodendo l’offerta abitativa per chi vive stabilmente sul territorio, rendendo sempre più̀ difficile trovare una casa a prezzi accessibili. Infatti, la crescita delle strutture turistiche ha messo in crisi il mercato immobiliare e ha penalizzato le strutture ricettive tradizionali come alberghi e bed and breakfast, che stanno scomparendo a favore delle case vacanze.
In seguito a un’intervista fatta al professor Giovanni Gregorini, direttore del Dipartimento di Scienze Storiche e Filologiche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e dell’Osservatorio per il Turismo sul Lago di Garda, centro di ricerca permanente che si occupa di sviluppare iniziative, analisi territoriali e proposte operative in ambito turistico, è emerso che, già nel 2022, il valore dei turisti (5.650 migliaia) era più elevato dei massimi raggiunti nel 2019 (5.607 migliaia).
La crescita è poi proseguita nel corso del 2023, anno in cui si è raggiunto un nuovo picco (6.114 migliaia), con un incremento del 9,1% rispetto ai livelli del 2019.
Anche sul lago d’Iseo è allarme overtourism
Con quasi un milione di presenze nel 2023, il lago d’Iseo ha vissuto il suo anno d’oro. I dati dell’Osservatorio Turismo di Regione Lombardia parlano chiaro: 959.641 presenze nei 23 comuni del Sebino, con un incremento del 9% rispetto al 2022. A trainare la crescita sono stati soprattutto i turisti stranieri, che hanno rappresentato il 64% del totale.
Tuttavia, al boom turistico non è seguito un adeguamento dei servizi: «Le presenze sono esplose, ma la pulizia, la viabilità e i servizi nei comuni rivieraschi come Sulzano, Sale Marasino e Montisola restano inadeguati» – questo è quanto affermato da Dario Balotta, presidente di Legambiente Basso Sebino.
L’estate del 2024 è stata travolta da un afflusso di presenze turistiche senza precedenti, con parcheggi selvaggi, auto in sosta sulle banchine e all’interno di proprietà private, e strade intasate. E mentre aumentano i B&B e i costi dei parcheggi, latitano infrastrutture come le docce pubbliche e le piste ciclabili sicure, con tratti pericolosi come quello tra Iseo e Sale Marasino.
Le amministrazioni locali sono ora chiamate a una sfida delicata: trovare un equilibrio tra l’attrattività turistica del Sebino e la qualità della vita dei suoi residenti, prima che il successo diventi insostenibile.
Successo ad alta quota
Con oltre 100 chilometri di piste, la storica «non stop» da 11 chilometri e la salita al ghiacciaio Presena, Ponte di Legno –Passo del Tonale si conferma tra le mete invernali più amate d’Italia. Un successo che si misura nei numeri: oltre 180.000 presenze registrate solo durante le vacanze di Natale 2023.
Eppure, dietro il boom turistico si nasconde una sfida crescente: quella della sostenibilità. Se da un lato la località si distingue per gli investimenti in energie rinnovabili e un modello di gestione «green», dall’altro l’aumento costante dei visitatori mette sotto pressione infrastrutture e servizi.
Ponte di Legno-Tonale mira a bilanciare la crescente popolarità con la necessità di tutelare l’autenticità e la qualità dell’esperienza, così da trovare il giusto equilibrio tra crescita economica, tutela dell’ambiente e qualità della vita dei residenti.

Si trova così a un bivio cruciale: continuare a puntare su un turismo accessibile e redditizio o limitare gli accessi per salvaguardare la sostenibilità e proteggere il suo fragile ecosistema. Meglio puntare su grandi numeri o su un modello più sostenibile e rispettoso dell’ambiente?
A Brescia
Il 31 dicembre 2021 il Comune di Brescia contava circa 195.906 residenti, mentre oggi, come riportato dall’Istat, ne conta 199.260. Popolazione che include sia cittadini italiani sia una consistente componente di origine straniera, a testimonianza della crescente multiculturalità del territorio.
Pur non rientrando tra le grandi metropoli italiane, Brescia si conferma come una realtà urbana solida, con una base demografica stabile. Negli ultimi anni, il crescente afflusso turistico nella provincia ha rappresentato un'importante risorsa economica. Tuttavia, questa tendenza positiva comporta anche nuove sfide, legate alla sostenibilità e alla qualità della vita per chi in città risiede quotidianamente.
Nel 2023, la città ha registrato una media mensile di 546.065 visitatori: in pratica, ogni mese il numero di turisti supera di quasi tre volte quello dei residenti. Questo fenomeno comporta certamente benefici economici, ma solleva interrogativi sulla sostenibilità e sulle capacità dei servizi urbani di reggere tale afflusso.
Come registrato dall’«Osservatorio Turismo e Attrattività Regionale della Regione Lombardia» il 2023 è stato un anno di successo per Brescia, che ha accolto ben 6,5 milioni di turisti, marcando un incremento di oltre 2 milioni dall’anno precedente: ogni mese la città ha visto in media quasi 550 mila visitatori, con ottobre in testa alla classifica.
L’anno scorso, invece, Brescia ha registrato 4,37 milioni di turisti nel suo centro storico, con un incredibile aumento del 108% rispetto al 2022. Questo fenomeno è stato alimentato in gran parte dalla nomina di Brescia come Capitale Italiana della Cultura 2023, vantando monumenti storici come il Castello di Brescia e il Museo di Santa Giulia, oltre agli eventi culturali che arricchiscono l’offerta turistica.
Posizione strategica
Inoltre, Brescia città rappresenta un punto di sosta per coloro che si dirigono verso le località turistiche del lago di Garda, offrendo un panorama storico e aumentando ulteriormente il numero di pernottamenti. Come testimonia Manuel Gabriele, direttore di Brescia Turismo, questa scelta garantisce ai turisti di poter visitare in giornata il centro città, lasciando la macchina in hotel e non dovendosi preoccupare del parcheggio, per poi spostarsi nelle zone lacustri, risolvendo il problema dei mezzi di trasporto.
Infatti, la città si conferma una meta ideale per soggiorni brevi e prolungati: nel 2024, nei primi tre trimestri dell’anno, sono stati registrati 753.379 pernottamenti, con un incremento del 7% rispetto al 2023. Complessivamente, nel corso di tutto l’anno, se ne contano 12.329.296 milioni, di cui oltre il 70% rappresentato da stranieri provenienti principalmente da Germania, Paesi Bassi e Regno Unito.
Turismo sostenibile
Di fronte all’aumento costante dei flussi turistici, la città di Brescia sta adottando nuove strategie per gestire in modo più equilibrato l’afflusso di visitatori. L’obiettivo è promuovere un turismo sostenibile, capace di valorizzare non solo i luoghi iconici e più frequentati, ma anche le mete meno conosciute del territorio, spesso escluse dai percorsi tradizionali.
Questa visione punta a ridurre la pressione sulle aree più affollate e a distribuire meglio i flussi turistici, contribuendo così a preservare la qualità dell’esperienza per i visitatori e la vivibilità per i residenti. Parallelamente, le autorità locali stanno incentivando forme di turismo responsabile, che promuovano il rispetto per l’ambiente, per il patrimonio storico-artistico e per le tradizioni culturali locali.
Come affermato da Manuel Gabriele, Brescia deve aprirsi alla possibilità di diventare destinazione city break, affiancando alla sua identità culturale un’offerta di esperienze più ampie e coinvolgenti, in linea con le richieste delle categorie economiche e del turismo esperienziale.
La nuova era del turismo
Non solo turismo di massa; per combattere l’overtourism le destinazioni puntano su nuove forme di viaggio: chi non ha mai desiderato fare un’esperienza turistica ancor più emozionante, che rimarrà per sempre impressa nei propri ricordi e sia capace di cogliere soprattutto gli aspetti meno gettonati di un determinato territorio?
Il turismo esperienziale è proprio questo: valorizzare la qualità del tempo trascorso in vacanza piuttosto che la quantità del soggiorno e si distingue per il ritorno della soggettività nella scelta delle destinazioni, dato che sono proprio i turisti a cercare esperienze personalizzate che soddisfino i loro bisogni specifici e li mettano in contatto con l'autenticità del luogo. Il tutto ha lo scopo principale di rendere la vacanza un’esperienza davvero indimenticabile e arricchente.
Gusti raffinati
Una ricerca condotta dal CeRTA, il Centro di ricerca sulla televisione e gli audiovisivi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in collaborazione con Publitalia ’80, dal titolo «Strade itineranti. Mappe, pratiche, percorsi del turismo esperienziale» ha evidenziato che, il 75% degli italiani ha svolto almeno un'esperienza immersiva nel corso del 2024.
E c’è da dire che vi è veramente una vasta scelta per soddisfare ogni gusto: dal turismo termale e quello enogastronomico, che hanno a cuore il relax dei turisti, al turismo spirituale, culturale e naturalistico, fino ad arrivare alle attività adatte per chi desidera provare il brivido dell’adrenalina, come il turismo sportivo, che include anche gli sport estremi.
Ma l’Italia cosa offre
Il plus delle esperienze nel Bel Paese sta nel focus sulla sostenibilità, proponendo molte attività in linea con gli obiettivi ambientali degli ultimi anni, nelle esperienze immersive vissute in prima persona. L’obiettivo è cercare di valorizzare quanto più possibile tutte le opportunità che il nostro territorio offre, cercare di destagionalizzare il turismo ed evitare problemi sempre più frequenti, quali l’overtourism.
L’Italia è certamente nota per la grande quantità di patrimoni storici e artistici che, insieme alle numerose risorse negli ambiti gastronomico, teatrale e naturalistico, compongono il vasto panorama di offerte rivolte al turismo esperienziale.
In un rapporto del 2023 redatto da ENIT, l’Agenzia Nazionale del Turismo, il 35% di coloro che visitano l’Italia cerca qualcosa di più di un semplice tour delle città, e questa percentuale è il frutto di un aumento del 25% rispetto al 2022. Le macro aree su cui si concentrano maggiormente i visitatori sono sette: cultura e territorio, benessere, enogastronomia, fiere e congressi, shopping, natura e spiritualità.
Questa tendenza si concentra in Toscana, Sicilia e Puglia e la fascia d’età predominante cui appartengono i turisti va dai 18 ai 34 anni, secondo un’indagine condotta dal Certa (Centro di ricerca sulla televisione e gli audiovisivi) dell’Università Cattolica di Milano.
Il fiore all’occhiello della Lombardia
Con la possibilità di visitare castelli e fortezze, siti Unesco, teatri, parchi, chiese e fiere, Brescia ha certamente molto da offrire sotto ogni punto di vista, con una previsione di crescita notevole nei prossimi anni nei settori più in voga. Da sempre, Brescia ha spiccato tra le tante città italiane per la sua storia, la sua cultura e la sua offerta a livello enogastronomico e artistico, che la rendono la meta perfetta per la ricerca di un’esperienza autentica.
Ai primi posti, troviamo senza alcun dubbio la Franciacorta e i laghi d’Iseo e del Garda: questi luoghi spiccano per le attività enogastronomiche, naturali e sportive offerte, con incrementi nei numeri dei turisti ogni anno.

Il patrimonio artistico e culturale presente nel centro della città, quali i numerosi resti romani (che fanno di Brescia la città del nord Italia con più reperti ritrovati), e al Museo di Santa Giulia sono senza dubbio degni di nota, con la possibilità, nel frattempo, di alloggiare in caratteristici boutique hotel, agriturismi e resort. Ma ci sono alcune mete della provincia che ad oggi ancora sfuggono all’occhio del turista.
La Valtrompia riscopre il turismo
La Valtrompia è situata a nord di Brescia, ed è un territorio talmente ricco di offerte da essere una vera e propria chicca nascosta della città. Con i suoi paesaggi mozzafiato, caratterizzati dal Monte Maniva e dal fiume Mella, la Valle era un tempo una zona legata alle estrazioni minerarie.
Ad oggi, il suo potenziale sta proprio nel mostrare così tante sfaccettature; ce n’è per tutti: chi preferisce fare sport sarà accontentato con piste da sci, ciaspolate, trekking e mountain bike; chi predilige il relax, potrà godersi il suo riposo in un’azienda agricola o in un agriturismo, a contatto con la natura del posto; per i più curiosi, si propone un viaggio affascinante nella storia della Valle presso i luoghi tipici delle estrazioni minerarie, musei e degustazioni gastronomiche.

Dimenticate l’idea di una Valle Trompia «solo» industriale. Oggi il territorio si reinventa come destinazione turistica autentica e sfaccettata, capace di offrire cultura, natura ed enogastronomia. A raccontarcelo è la responsabile dell’Ufficio Turismo della Comunità Montana, creato ex novo nel 2020 dopo anni di assenza.
«Ripartire da zero in una valle con poca vocazione turistica non è stato semplice», spiega, «ma abbiamo colto l’occasione per costruire un’identità nuova, più ampia e rappresentativa di tutto ciò che la Valle offre: dalla storica Via del Ferro al trekking, alla bike, fino all’enogastronomia».
Il rebranding
Il rebranding ha portato alla nascita del marchio Visit Valle Trompia, accompagnato nel 2022 da un sito turistico completo, ricco di contenuti e gratuito anche per i partner privati, grazie a un modello collaborativo. Il progetto è sostenuto economicamente dai 18 comuni della valle, ma si avvale di una rete di collaborazioni informali con imprese locali, professionisti, volontari e stagisti.
La promozione è fortemente digitale: newsletter mensile, Instagram e Facebook, presenza sul magazine locale e una stretta sinergia con Visit Brescia, grazie alla quale la valle partecipa a fiere internazionali e attira press trip e riprese televisive, tra cui una puntata Rai in arrivo e un video firmato Lonely Planet.
Tra le attrazioni più amate, le miniere di Sant’Aloisio, i musei della Via del Ferro e le experience outdoor: trekking, arrampicate, bike e degustazioni in agriturismo. «Ai nostri visitatori piacciono le esperienze genuine, a contatto con il territorio. Per questo cerchiamo di unire sport, natura e cultura in pacchetti brevi ma completi», racconta.
Le sfide
Le sfide non mancano: dalla destagionalizzazione del comprensorio del Maniva, oggi minacciato dai cambiamenti climatici, alla formazione sull’accoglienza turistica. «Il turista oggi è cambiato, cerca esperienze vere, ma anche un’accoglienza calorosa. È il momento giusto per riscoprire la nostra valle e raccontarla al mondo, ma con equilibrio, evitando il turismo di massa».
Le prospettive? Positive. Se i trend attuali si confermeranno, la crescita ci sarà. Graduale, sostenibile, consapevole. Proprio come la Valle Trompia che Visit Val Trompia sta contribuendo a costruire, passo dopo passo.
Un’esperienza da provare
Un piccolo questionario, grandi spunti di riflessione. Come gruppo del Turismo Esperienziale, abbiamo deciso di ascoltare direttamente la voce degli studenti per capire il loro livello di consapevolezza e interesse verso le proposte turistiche delle nostre valli.
Dai risultati è emerso che il trekking a cavallo è una delle attività più apprezzate e desiderate: un’esperienza a contatto con la natura che unisce avventura, relax e scoperta del territorio. L'esperienza è stata svolta in un contesto davvero speciale: il Ranch Vaghezza, immerso nella natura tra la Valtrompia e la Valsabbia, luogo simbolo di esperienze autentiche.
Oltre alla scelta preferita, il questionario ha evidenziato una crescente consapevolezza degli studenti rispetto al valore del turismo esperienziale: non più solo visita e osservazione, ma partecipazione attiva, emozione e memoria. Un approccio che valorizza le nostre valli non solo come mete turistiche, ma come luoghi da vivere intensamente.
Questa attività ci ha confermato quanto sia fondamentale coinvolgere i giovani nel racconto e nello sviluppo del territorio. Il turismo esperienziale non è solo una tendenza, ma un’opportunità concreta di crescita per tutta la comunità.
In Valsabbia
A nord-est della città, troviamo un’altra delle tre valli di Brescia: la Valsabbia. Attraversata dal fiume Chiese, la valle è un mix di montagne, boschi e paesaggi sconfinati. Il territorio è diviso in quattro parti, ciascuna delle quali possiede una peculiarità: zone prealpine, paesini artistici ricchi di storie e musei, zone segnate dal passato, paesaggi montani, santuari religiosi, verdi praterie.
Zona ancora poco in voga, la Valsabbia di sicuro non lascia insoddisfatti: è sufficiente immergersi in questo territorio per accorgersi del suo immenso potenziale e della quantità di offerte adatte ad ogni gusto e preferenza.
Un territorio da scoprire, una cultura da vivere, un’esperienza da ricordare. L’Ufficio Turismo della Comunità Montana della Valsabbia ha condiviso con entusiasmo in un’intervista l’anima autentica di una delle aree più suggestive della Lombardia.
Secondo l’Ufficio, il flusso turistico si concentra prevalentemente attorno al lago d’Idro e all’Alta Valle, ma sono le gemme nascoste della Bassa Valle a sorprendere per ricchezza e fascino. Un esempio emblematico è il Parco delle Fucine di Casto, un mix avvincente di avventura e storia, con sentieri per tutti i livelli, ponti tibetani e zipline immersi in una natura rigogliosa e intrisa di memoria industriale.

Non può mancare una visita alla maestosa Rocca d’Anfo, la più grande fortezza napoleonica d’Italia, che regala panorami mozzafiato e ospita eventi culturali, tra mostre e appuntamenti letterari. Per chi cerca l’autenticità, il borgo di Bagolino – recentemente inserito tra i Borghi più Belli d’Italia – offre un viaggio nei sapori con la degustazione del celebre Bagòss e un tuffo nelle tradizioni con il celebre Carnevale, evento irrinunciabile per chi vuole vivere il folklore locale.
«L’enogastronomia non è solo gusto, è racconto, identità, sostegno alle piccole realtà locali», ci spiegano. «Il turista cerca esperienze vere, contatti diretti con chi vive e custodisce il territorio. E noi vogliamo offrire proprio questo: un turismo autentico, dove la comunità si riconosce e si sente valorizzata».
Strategia e promozione
Non solo esperienze, ma anche strategia e promozione. La Valsabbia si affida a una comunicazione integrata: social media – con i profili Instagram e Facebook di @visitvallesabbia e @roccadanfo – il canale WhatsApp «Scopri la Valle Sabbia», i siti web ufficiali e, insieme a Visit Brescia, l’organizzazione di press trip, influencer tour e riprese televisive. E poi ancora fiere internazionali come BIT Milano, TTG Rimini e Ferienmesse di Vienna.
La visione è chiara: costruire un futuro turistico sostenibile, sinergico e coerente con l’identità del territorio. Le sfide? Coordinamento tra gli operatori locali, valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, infrastrutture adeguate ma rispettose, coinvolgimento attivo delle comunità.
Il potenziale è enorme: borghi storici, montagne per tutte le stagioni, un lago e un fiume perfetti per sport acquatici, fonti termali, paesaggi che parlano di bellezza e tradizione. Attualmente, i turisti tedeschi e olandesi rappresentano i principali visitatori stranieri, ma in crescita sono anche i flussi dalla Repubblica Ceca e dalla Polonia, oltre al solido mercato domestico.
Per l’estate 2025, l’Ufficio turistico annuncia nuovi eventi e iniziative in arrivo, tra cui un press trip con giornalisti internazionali e nuove riprese televisive per continuare a raccontare – dentro e fuori i confini – la bellezza vera e genuina della Valle Sabbia. Una terra che non vuole essere solo visitata, ma vissuta.
Le due facce della stessa medaglia
In conclusione, è chiaro che l’overtourism e il turismo esperienziale siano due facce della stessa medaglia, che siano due realtà sempre più presenti e che convivono in questo panorama molto diversificato. Trovare un compromesso è possibile, bisogna soltanto avere lo spirito e la volontà giusti per fare il cambiamento, anche nel proprio piccolo.
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