La montagna non è (solo) uno sfondo per le foto

Gli interventi del Soccorso Alpino sono aumentati del 20%: spesso le persone partono senza la giusta preparazione
Il Rifugio Garibaldi nel parco dell'Adamello
Il Rifugio Garibaldi nel parco dell'Adamello
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Il Soccorso Alpino, a livello nazionale, ha rilevato nella prima parte dell’estate un aumento del 20% degli interventi in montagna. In gran parte per portare al sicuro persone partite senza la giusta preparazione, l’adeguata attrezzatura e senza aver controllato le previsioni meteo.

Nella nostra epoca condizionata dall’immagine si punta tutto sull’«effetto wow» di uno scatto senza tenere conto di quello che le immagini, per la loro natura, non possono dire ma che chi affronta la montagna deve sapere. Per arrivare davanti ad una cima oppure ai piedi di un ghiacciaio serve preparazione, attrezzatura ma anche umiltà. Quella che serve per accettare che aver fatto il viaggio non significa la certezza di ottenere il panorama a cui si puntava. Sulla via ci si può (anzi deve) rendere conto quando non si è abbastanza allenati, quando il tempo sta cambiando, quando servono strumenti che non abbiamo con noi e avere il coraggio, si, di tornare indietro avendo rinunciato ad un selfie da postare ma avendo imparato una lezione.

La montagna è maestra di vita anche per questo. Spinge a superare i propri limiti ma insegna anche a rispettarli. Perché mettere in pericolo chi deve effettuare un soccorso non è ancora un reato, ma una colpa grave sì.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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