Oltre il podio: la rivoluzione paralimpica tra sport, inclusione e futuro

Gli studenti della Facoltà di Lingue dell’UniCatt di Brescia hanno potuto vivere un’esperienza concreta nel mondo dell’informazione grazie al Laboratorio di giornalismo
Le prime tre italiane classificate nei 100 metri alle Paralimpiadi di Tokyo - Foto Facebook Federazione Italiana di Atletica Leggera/archivio Mantovani/FISPES
Le prime tre italiane classificate nei 100 metri alle Paralimpiadi di Tokyo - Foto Facebook Federazione Italiana di Atletica Leggera/archivio Mantovani/FISPES
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Si è conclusa la quinta edizione del Laboratorio di giornalismo della Facoltà di Lingue dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – sede di Brescia, un percorso formativo che unisce didattica universitaria e pratica professionale, offrendo agli studenti un’esperienza concreta nel mondo dell’informazione.

Il laboratorio è coordinato dalla docente Marina Villa con il supporto del collega Paolo Carelli, con la collaborazione di Giornale di Brescia e Teletutto, e la consulenza del giornalista Fabio Gafforini, figure che affiancano gli studenti nel lavoro di ricerca, scrittura e produzione di contenuti giornalistici.

Al centro di questa edizione tre temi di grande attualità e rilevanza sociale: il Giubileo della Speranza raccontato dallo sguardo dei giovani, il rapporto tra overtourism e turismo esperienziale, con un focus sul caso Brescia, e lo sport oltre il podio, in un percorso di avvicinamento alle Paralimpiadi, tra inclusione, storie e nuovi linguaggi.

Un laboratorio che si conferma spazio di confronto, sperimentazione e crescita, capace di mettere in dialogo università, territorio e professione giornalistica, formando nuove voci consapevoli e attente alla complessità del presente.

Olimpiadi di Milano-Cortina

Di Alice Capelli, Federica Perusi, Stefano Ramunno, Gabriele Abrami, Beatrice Filippini, Daniele Mucci, Giacomo Vignetti

Il 6 febbraio 2026, data che segna l’inizio delle Olimpiadi invernali a Milano-Cortina, un evento tanto atteso quanto discusso che verrà seguito esattamente un mese dopo dalle Paralimpiadi; nel frattempo, a Brescia si stanno ancora festeggiando gli atleti che a Parigi hanno conquistato il podio, menzione speciale i ben tre ori nel solo Comune di Roncadelle.

Un altro dato interessante è il fatto che, finalmente, si è visto un grande interesse anche per le Paralimpiadi. Ciò lo dimostra la ricerca condotta da Nielsen Sports per conto del Comitato Paralimpico Internazionale (CPI): i Giochi Paralimpici di Parigi 2024 hanno registrato il numero più alto di sempre di piattaforme e Paesi che hanno trasmesso l’evento, il record di ore di diretta per gli spettatori, per il pubblico presente alle Cerimonie di Apertura e Chiusura e per la quantità di ricerche web che hanno superato il miliardo.

Bisogna notare però che questo risultato non è ad oggi ancora comparabile con la visibilità e la copertura che viene data alle Olimpiadi: basta evidenziare come nell’estate del 2024 sono state trasmesse quasi 500 notizie riguardanti le Olimpiadi rispetto alle 54 sulle Paralimpiadi. Nonostante ci sia ancora un distacco in termini di visibilità tra i due eventi, questi dati fanno ben sperare per l’edizione del 2026.

Paralimpiadi invernali

E per quanto riguarda le paralimpiadi invernali del 2026, quali sono le discipline previste? Le discipline paralimpiche che potremo seguire sono sei: biathlon, curling in carrozzina, para ice hockey, sci alpino paralimpico, sci di fondo paralimpico, snowboard paralimpico; un numero nettamente ridotto rispetto alle sedici presenti nel programma olimpico.

La differenza tra i due eventi è dovuta a diversi fattori, tra cui la complessità delle discipline, l'accessibilità per gli atleti con disabilità e la storia dello sviluppo degli sport paralimpici: alcuni sport olimpici, per esempio il bob o il pattinaggio di figura, presentano sfide tecniche e di sicurezza che rendono difficile la loro inclusione nelle Paralimpiadi. Inoltre, il numero di atleti paralimpici praticanti sport invernali è inferiore rispetto a quelli estivi, il che influisce sulla varietà delle discipline presenti nei Giochi.

Sport in crescita

Negli anni, il numero di sport paralimpici è cresciuto, e c'è sempre la possibilità che nuove discipline vengano aggiunte in futuro, in base alla loro popolarità e alla fattibilità di adattamento per gli atleti con disabilità. Per mantenere alto l’interesse intorno alla manifestazione, il comitato paralimpico ha introdotto diverse novità, tra le quali: il «One year to go», la vendita dei biglietti, un nuovo team di Ambassador e diversi eventi pubblicitari in tutta Italia.

Il primo consiste nel countdown ufficiale a partire da un anno dalla manifestazione scattato il 6 marzo 2025, a cui seguono le diverse iniziative pubblicitarie sostenute da sponsor del calibro di Coca Cola, Randstad, Salomon e Omega, per citarne alcuni.

Per quel che riguarda gli eventi pubblicitari è stata organizzata, ad esempio, la presentazione di «I‘mPossible» il toolkit educativo di IPC per gli studenti. Il progetto è stato realizzato grazie al supporto di Procter & Gamble (P&G), che lo ha inserito nell’iniziativa «Campioni ogni giorno», volta a sostenere in Italia con azioni concrete l’accesso allo sport ai ragazzi con disabilità.

Altra novità, come detto in precedenza, è la nuova squadra di ambassador per la manifestazione, tra cui troviamo: Martina Caironi, Giuseppe Romele, Giada Rossi, Andrea Macrì, Lorenzo Bernard, Maria de Filippi, Simone Barlaam, Bebe Vio e molti altri.

Novità per il 2026

Un ulteriore aspetto fondamentale per la promozione degli sport paralimpici invernali è il rafforzamento dei percorsi formativi per allenatori, atleti e maestri di sci, oltre alla creazione di nuove figure professionali nel campo del turismo sportivo: questi obiettivi vengono perseguiti attraverso il progetto «Adaptive Winter Sport», promosso dal Programma Education Gen26.

Infine, la vendita dei biglietti iniziata lo scorso febbraio in occasione del «One year to go» che ha già portato a risultati straordinari, come gli oltre 660.000 biglietti venduti, non solo in Italia ma anche in paesi come: Germania, Stati Uniti, Svizzera, Canada, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito. Di questi argomenti abbiamo discusso con Federico Bicelli, nuotatore paralimpico e Alberto Zaroli, Disability and Inclusion Manager dell’Associazione Italiana Arbitri.

Crescente visibilità

Nel corso degli anni le Paralimpiadi hanno visto una crescita esponenziale sia in termini di partecipazione che di visibilità. Soprattutto al termine di Parigi 2024, i giochi paralimpici sono stati capaci di attrarre sempre più attenzione e interesse rispetto alle scorse edizioni. Le rappresentative sono sempre più numerose, con un aumento del numero di partecipanti ai giochi: per esempio, la squadra paralimpica italiana ha contato ben 141 atleti.

La sempre crescente visibilità delle paralimpiadi è fondamentale per far conoscere il movimento, per ispirare i giovani con disabilità e per dare un esempio di come la disabilità possa essere vista come una possibilità. La trasmissione in chiaro sulle tv nazionali, il ruolo dei social e di campioni paralimpici hanno contribuito a far crescere la popolarità dello sport paralimpico.

Federico Bicelli

Ne abbiamo discusso con uno dei protagonisti della nazionale paralimpica italiana di nuoto, Federico Bicelli, bresciano di Borgosatollo, vincitore dell’oro nei 400 stile libero S7 a Parigi 2024. Federico ha parlato di vari momenti fondamentali della sua vita: come ha iniziato, cosa ha provato quando ha vinto un oro paralimpico, soffermandosi sulla visibilità che sta ricevendo in questo momento lo sport paralimpico in Italia e nel mondo.

Federico Bicelli
Federico Bicelli

«Penso che ci sia stato un aumento in crescendo neanche io sapevo cosa fossero davvero le Paralimpiadi. Era un mondo piccolo, quasi invisibile». La consapevolezza è arrivata col tempo, assieme alla crescita del livello competitivo. «All'inizio lo sport paralimpico era visto semplicemente come qualcosa per persone con disabilità oggi è totalmente diverso, se vuoi vincere un oro, devi fare qualcosa di più di un normodotato. Il livello è altissimo».

Anche l’attenzione mediatica è aumentata, specialmente dopo Parigi. «Con Parigi ho avuto un'attenzione che non credo avrei ricevuto nemmeno se avessi vinto un oro a Tokyo. Ancora oggi mi cercano per partecipare a eventi. Questo fa capire che lo sport paralimpico viene visto e considerato». Con uno sguardo al futuro… le prossime Paralimpiadi si svolgeranno a Los Angeles.«A Los Angeles sarà diverso, più faticoso. Vedremo se il movimento crescerà o si stabilizzerà. Dobbiamo continuare così».

Inclusività

Possiamo considerare come data di nascita delle Paralimpiadi il 1960, quando a Roma venne data la possibilità ad atleti con disabilità, provenienti da 21 nazioni, di partecipare a gare professionistiche in immediata successione alle Olimpiadi tradizionali.

Questo cambio di prospettiva ha dato inizio a una maggiore sensibilizzazione sul tema dell’inclusività nello sport: con il passare degli anni si è permesso a sempre più giovani ed adulti, con disabilità mentali o fisiche, di svolgere la loro attività o sport preferiti, emulando le gesta dei loro idoli sportivi.

Abbiamo approfondito questo tema con Alberto Zaroli, Disability and Inclusion Manager ed ex vice presidente dell’Associazione italiana arbitri. Ha contribuito alla fondazione della Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale, che da anni permette a migliaia di ragazzi amanti del calcio di gareggiare in un vero e proprio campionato.

«Stare insieme a questi ragazzi ci fa capire che tutto ciò non è solo uno sport, ma si tratta di questioni sociali e di benessere interiore: dovunque troviamo un ambiente dove la gente sorride, ce ne andiamo più felici noi stessi; tutto ciò ci avvicina al vero valore dello sport», spiega Zaroli. L’Associazione Italiana Arbitri ha messo in primo piano la promozione di questo campionato, cercando di avvicinare il numero maggiore di giocatori e spettatori.

Competizione ai massimi livelli

«L'idea da cui si è partiti era quella di far sì che le piccole società si gemellassero con squadre professionistiche come il Milan, l'Inter, il Monza o il Brescia, le quali concedono la possibilità di usare il loro nome e maglie: vestire una maglia di una squadra così importante è un acceleratore di entusiasmo per i ragazzi».

Al contrario di cosa si potrebbe pensare, questo campionato è tutt’altro che un evento di beneficenza, perché la competizione è ai massimi livelli. «Il discorso di De Coubertin che cita che “l'importante non è vincere, ma partecipare” è falso in questo caso: è sì importante partecipare, ma con spirito vincente. Tutti vogliono fare sport per vincere e anche questi ragazzi vogliono vincere».

Grande attesa

Dalla prospettiva degli arbitri, i direttori di gara devono svolgere un lavoro esemplare per gestire al meglio tutte le diversità presenti in campo. «La prima cosa che diciamo ai nostri arbitri è che non devono fare cose diverse da quelle che farebbero su campi normali: (...) quello che devono fare è far rispettare il regolamento, perché le regole sono importanti, ed essendo un campionato vero, l’arbitro deve essere vero a sua volta».

Visto il grande successo e l’inaspettato stimolo che le Paralimpiadi di Parigi hanno suscitato nel pubblico giovanile, ci si augura un grande seguito anche per le Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Resta chiaro che il cammino è appena cominciato e la strada verso il traguardo, ovvero poter dare la stessa visibilità dello sport olimpico a quello paralimpico è ancora lunga. L'impegno, la passione e la determinazione dei nostri atleti non hanno eguali.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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