Cronaca

Overtourism a Sirmione, un tavolo di lavoro per le possibili soluzioni

Ascoltati in Consiglio albergatori e residenti, che chiedono studi e interventi di consulenti
Francesca Roman
Sovraffollamento a Sirmione - © www.giornaledibrescia.it
Sovraffollamento a Sirmione - © www.giornaledibrescia.it

Sovraffollamento, traffico, disservizi, sicurezza, decoro. L’overtourism a Sirmione è tornato sui banchi del Consiglio comunale, in quella tanto attesa seduta aperta, richiesta dalle minoranze dopo l’«apocalisse» del 2 maggio scorso, quando per diverse ore il centro storico è andato completamente in tilt. A prendere la parola, lunedì sera, sono stati i rappresentanti delle associazioni di categoria, insieme ad alcuni esperti, chiamati dai gruppi consiliari per proporre riflessioni e possibili soluzioni. Per le considerazioni politiche dell’Amministrazione, invece, bisognerà attendere le 18.30 di oggi, perché per problemi tecnici allo streaming il Consiglio è stato sospeso.

Sovraffollamento

«Il sovraffollamento pedonale in centro storico è una criticità oggettiva – esordisce Marco Merlo, presidente del Consorzio albergatori e ristoratori – che comporta lamentele nei clienti e difficoltà nel reclutare fornitori e dipendenti». «Per i clienti è sempre più complicato raggiungerci – aggiunge Simone Cremaschi, in rappresentanza dei commercianti – e anche i nostri dipendenti faticano ad arrivare al lavoro. Non siamo contro il turismo, ma chiediamo uno studio sulla capacità di carico».

La congestione delle strade è stata al centro dell’intervento di Cinzia Ambrosi, rappresentante dei trasportatori: «Ritardi e lunghe attese non ci consentono di lavorare in tranquillità, ma soprattutto di offrire un servizio adeguato». «Noi amiamo il nostro paese – commenta Sergio Ceresa, presidente dell’Associazione Residenti del centro storico – e vogliamo continuare a viverci, per questo chiediamo l’apertura di un tavolo di lavoro permanente e l’intervento di consulenti che abbiano già affrontato un problema simile».

«Peggio di Venezia»

A tal proposito, il gruppo «SìAmo Sirmione» ha schierato Andrea Casadei, esperto in gestione dei flussi. «Sirmione è messa peggio di Venezia – esordisce –: il centro storico conta 1 residente ogni 4 turisti, e per invertire questa tendenza serve una visione strategica sul lungo periodo: codificare la capacità di carico all’interno di un piano urbanistico, ripensare la residenzialità, introdurre strumenti per il controllo degli accessi e avviare azioni pilota replicabili». Sulla sicurezza si è concentrato infine l’intervento di Michele Prandi, vigile del fuoco e membro del gruppo «Insieme per Sirmione».

«Quando un territorio è sovraccarico – afferma – ogni disservizio diventa un potenziale pericolo. Le politiche turistiche devono basarsi sulla sicurezza, con limiti, prenotazioni e accessi in base alla morfologia del territorio».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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