Diciotto Comuni e una mobilità che per anni, secondo il presidente della Comunità montana Massimo Ottelli, la Valtrompia ha «subito anziché governato». Ora l’ente prova a cambiare scala: il Documento unico di programmazione (Dup) prevede uno studio dell’intero sistema vallivo e Ottelli indica un orizzonte di dieci-quindici anni nel quale raccordo e trasporto pubblico rapido dovranno procedere insieme. Con una prima indicazione destinata ad avere conseguenze anche sulla pianificazione urbanistica: preservare almeno fino a Villa Carcina un corridoio compatibile con il futuro passaggio di un sistema di trasporto rapido di massa.
Funzioni
«Se facciamo solo la strada, senza un’alternativa forte per le persone, tra dieci anni avremo solo spostato la coda più a nord» afferma Ottelli. Il raccordo avrebbe il compito di intercettare merci e traffico di attraversamento, alleggerendo l’asse urbano della Valle. Per chi ogni giorno si sposta verso Brescia, invece, il presidente indica un collegamento su sede protetta: la metropolitana di valle oppure un sistema Bus rapid transit (Brt), basato su autobus veloci che viaggiano su un percorso prevalentemente riservato.
Due infrastrutture con funzioni differenti che, nei piani della Comunità montana, dovrebbero affiancarsi. «Oggi la metropolitana di valle è una prospettiva strategica, non ancora un progetto. Ma guai a noi se la archiviamo. Proprio per questo - aggiunge - i futuri strumenti urbanistici dovranno considerare la compatibilità e la riserva di corridoio per il trasporto rapido di massa, almeno fino a Villa Carcina».
A completare il sistema ci sarebbero il trasporto pubblico locale e la mobilità dolce per gli spostamenti più brevi tra un Comune e l’altro. Il Dup mette sul tavolo uno studio complessivo che dovrà coordinare questi interventi e trasformarli in un Piano della mobilità della Valle, riferimento anche per i Piani di governo del territorio (Pgt) dei 18 Comuni.
Strategie
La scelta di avviare ora il lavoro, secondo Ottelli, è legata a quanto sta già accadendo: il raccordo è in una fase decisiva, Brescia sta ridisegnando il trasporto pubblico locale e sono disponibili risorse regionali e nazionali. «L’idea è passare da una Valle attraversata a una Valle connessa. Una città lineare di 110mila abitanti, non diciotto paesi in fila».

Il cambio di scala riguarderebbe anche interventi più vicini alla mobilità quotidiana. Ottelli cita una ciclabile continua da Brescia a Collio, superando l’attuale frammentazione dei percorsi ai confini comunali, insieme a orari del trasporto pubblico coordinati e a un biglietto unico. La Comunità montana punta quindi a riunire i Comuni attorno allo stesso piano e a presentarsi con una posizione condivisa nei confronti di Regione e Provincia. «La mobilità è il banco di prova perfetto per dimostrare che la Valle unita vale più della somma dei suoi Comuni».
Tre snodi di interscambio
Nelle indicazioni contenute nel Documento unico di programmazione (Dup) della Comunità montana e approfondite dal presidente Massimo Ottelli trovano spazio anche tre nodi di interscambio distribuiti lungo l’asse della Valtrompia, pensati per lasciare l’auto e proseguire con il trasporto pubblico.
Il primo punto è già individuato (e realizzato): il nuovo multipiano del Prealpino. «È la nostra porta sud, il punto dove la città incontra la Valle», spiega Ottelli. L’obiettivo è farne il primo grande nodo di interscambio vallivo, dal quale proseguire con il trasporto pubblico veloce verso nord.
Al Prealpino dovrebbero aggiungersi altri due punti: uno in posizione baricentrica tra Sarezzo e Villa Carcina, a servizio del cuore manifatturiero, e uno più a nord per Lumezzane e l’Alta Valle. L’idea va oltre il tradizionale parcheggio scambiatore: Ottelli parla di vere «stazioni di mobilità», nelle quali far convivere trasporto pubblico locale, ciclostazioni, punti di ricarica elettrica e altri servizi. Tre punti chiamati a collegare l’auto privata con la futura rete di trasporto rapido lungo la Valle.



