Flussi di traffico: ecco le tratte più congestionate (ma non in città)

I bresciani bloccati nel traffico per 57 ore ogni anno? Una marea di tempo che angoscia solo a dirlo, perché è certo vero che ormai siamo tutti sempre indaffarati (e spazientiti) e quindi anche pochi minuti senza procedere con l’auto, ma indubbiamente oltre due giorni fermi sulle strade è oggettivamente impressionante. Ma, ci sono molti ma. Perché la fotografia delle nostre strade scattata da Inrix Global ha scatenato una marea di commenti ed anche (com’era inevitabile) polemiche e precisazioni. Di più, secondo il report Brescia peggiora clamorosamente rispetto all’anno precedente, balzando al terzo posto nazionale dietro solo a Roma (76 ore) e Milano (67). Ripetiamo: una situazione davvero pesante, se fosse effettivamente così. Perché poi i dati bisogna andare a vederli nel dettaglio.
I dati
Una prima precisazione: quel dato, in ogni caso, è una media provinciale, che quindi fa sintesi di tutte le strade (comprese tangenziali e autostrade) che attraversano la nostra provincia. Ed infatti la prima presa di distanza è arrivata subito dalla Loggia, che (verificati i dati in loro possesso) replica tramite il vicesindaco (con delega alle politiche della mobilità) Federico Manzoni. La sintesi del suo pensiero lascia poco spazio ai dubbi: «Il Comune di Brescia contesta i dati sul traffico cittadino pubblicati alcuni giorni fa nel report Inrix Global».
Due le fonti di dati storicamente utilizzate dall’Amministrazione cittadina per analizzare i flussi di traffico: il TomTom Traffic Index e i punti di misura (spire) disseminati in città, e monitorati da Brescia Mobilità, di cui si ha una profondità storica del dato in oltre 200 punti di monitoraggio. Queste spire sono sia telecamere che sensori nell’asfalto. Ebbene: «Sia i dati provenienti dalle spire, sia quelli che sono rilevati dalla piattaforma TomTom non evidenziano una situazione in linea con quanto riportato nel report di Inrix Global» ribadisce Manzoni.
Ecco cos’è il «TomTom Traffic Index»: è un report annuale e un servizio interattivo che analizza e classifica i livelli di congestione del traffico oltre 500 di città in tutto il mondo, di cui 25 città italiane, tra queste Brescia. La metodologia si basa sull’analisi di un’enorme quantità di dati Gps anonimizzati, raccolti da milioni di dispositivi connessi (navigatori, smartphone, veicoli). Il livello di congestione viene calcolato confrontando i tempi di viaggio effettivi durante le ore di punta con i tempi di percorrenza in condizioni di traffico scorrevole (flusso libero). Tale differenza è espressa come percentuale di tempo extra impiegato nel viaggio. I risultati del report sono disponibili al pubblico e possono essere liberamente consultati sul sito ufficiale, dove è possibile esplorare la classifica e i dati specifici per ogni città, incluse quelle italiane. L’ultima classifica attualmente disponibile è relativa al 2024.

La classifica
Sottolinea la Loggia: «Per quanto riguarda l’analisi di area urbana (Full ranking 2024 Metro area), Brescia risulta al 501° posto su 501 città (la migliore), e ovviamente 25° su 25 città italiane. Quindi anche nel confronto con città rapportabili a Brescia come Verona, Padova, Modena, Parma, la nostra città risulta avere un traffico meno congestionato». «Facciamo un esempio concreto – spiega il vicesindaco Manzoni –, prendiamo il ring cittadino (via XX settembre, via XV aprile, via Spalto San Marco, via Turati, via Pusterla, via Leonardo Da Vinci, via Tartaglia, via Fratelli Ugoni, ndr), su queste strade il traffico negli ultimi decenni è calato costantemente diventando quindi sempre più fluido».
«La nostre politiche di mobilità sostenibile – prosegue Manzoni – hanno dato, e stanno dando, i frutti. La metropolitana e la ciclabilità sono strumenti concreti che portano benefici per tutti». Ovviamente vivendo in provincia un milione di persone, ed essendo la città il «polo» più attrattivo, il traffico in entrata (e in uscita) è molto significativo. Basti citare la crescita delle università negli ultimi decenni, la presenza dei principali ospedali, la presenza significativa di uffici, e molto altro.
Area metropolitana
«Va fatta un’ulteriore considerazione – prosegue Manzoni –, mentre nei decenni la città ha fatto passi avanti sulla mobilità, non così possiamo dire per la rete provinciale». Guardando peraltro la cartina realizzata grazie al TomTom Traffic Index si vede con grande evidenza che le strade più trafficate sono quelle della Valtrompia, la tanto attesa autostrada porterà sicuramente benefici.
Ma se il traffico provinciale esula chiaramente dalle competenze di Manzoni, c’è comunque una zona con cui la città si confronta, ed è l’area metropolitana. «Siamo tornati a incontrarci con la Giunta dei sindaci, che coinvolge i 14 comuni che confinano con Brescia (un bacino di circa 350mila persone, ndr) – conclude Manzoni –, è chiaro che è un percorso lungo, ma qualche passo avanti è già stato fatto, come per esempio il mobility manager condiviso».
Gli altri monitoraggi
Per quanto riguarda i dati delle spire stradali, l’andamento del traffico nell’ora di punta (considerate 7:30-8:30 e 17:30-18:30) in ingresso a Brescia di tutti i punti di misura è molto diverso rispetto a quanto rappresentato nell’Inrix Global: prendendo a esempio il traffico di ottobre 2025, questo è in riduzione sia rispetto al 2024 (-1,2%), che al 2019 (-6,4%). Anche l’andamento del traffico nell'ora di punta in uscita da Brescia in tutti i punti di misura rivela la stessa tendenza: il traffico di ottobre 2025 è in riduzione rispetto al 2024 di -2,5%, e anche rispetto al 2019 di -5,7%.
Per quanto riguarda la velocità commerciale di tutti gli archi stradali, la velocità riscontrata è la seguente: 29,54 km/h nel 2025, 29,46 km/h nel 2024. Tutti gli indicatori dunque evidenziano un dato in miglioramento, seppur lieve, del 2025 rispetto al 2024. Sicuramente non è riscontrabile un peggioramento del traffico come riportato dal rapporto Inrix 2025.
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