Cronaca

Trasporto pubblico: nuove corse, fermate e l’idea bus a chiamata

Una nuova geografia delle linee, snodi strategici, il censimento: cosa prevede l’accordo tra Broletto, Tpl e Comunità montane
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Mobilità nelle valli, l'accordo siglato in Broletto
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C’è un punto, nelle discussioni infinite sulle aree interne, in cui le parole smettono di bastare. Dove non servono più i convegni, gli slogan sulla montagna che vive, i patti per i territori. C’è un punto in cui o si porta il servizio, oppure si perde il cittadino. È da questa consapevolezza che nasce il nuovo accordo siglato tra il Broletto, l’Agenzia del Trasporto pubblico locale e le Comunità Montane di Valle Trompia e Valle Sabbia. Un’intesa che coinvolge dieci Comuni e che, al netto della sua sigla istituzionale, rappresenta un passo pratico per riportare centralità ai territori montani attraverso una delle infrastrutture insieme più invisibili e decisive: il trasporto pubblico.

Le esigenze dei territori

«Questo accordo nasce dall’ascolto dei territori e dalla volontà di mettere a sistema le risorse disponibili per offrire un trasporto pubblico più vicino ai cittadini» sintetizza il presidente della Provincia, Emanuele Moraschini, che parla di un momento importante in cui «si inizia a ragionare su un progetto più organico» per i territori. Fare rete, insiste, è «sempre la soluzione migliore per risolvere i problemi».

La rete, stavolta, si muove lungo i tragitti quotidiani di chi vive le due valli, con interventi che riguardano collegamenti tra comuni, accessi scolastici, nodi di interscambio e l’adeguamento delle fermate. Si parla di corse aggiuntive, di nuova geografia delle fermate messe in sicurezza, di attraversamenti più funzionali, di stazioni da ripensare per evitare che un cambio bus si trasformi in un’odissea. È su questi dettagli che si gioca la tenuta di un territorio.

Cosa cambia e da quando

Non è la prima volta che si interviene, ma la portata dell’accordo è nuova, anche secondo il vicepresidente del Broletto con delega al Tpl, Fabio Rolfi: «È un’intesa più strutturata e allargata, con una visione politica ed economica concertata. Durerà fino a fine 2026 ed è prorogabile: vogliamo dare risposte a esigenze vere, portate dagli amministratori locali». L’elemento guida, dice, è «rafforzare i collegamenti nelle valli», perché «servizi carenti rischiano di compromettere l’accesso alle scuole, ai presidi sanitari, ai luoghi del lavoro».

Da sinistra: Freddi, Apollonio, Moraschini, Flocchini, Zanini e Gentilini © www.giornaledibrescia.it
Da sinistra: Freddi, Apollonio, Moraschini, Flocchini, Zanini e Gentilini © www.giornaledibrescia.it

Da cosa si parte, però, concretamente? È già stato avviato il censimento delle fermate esistenti nelle due valli per scattare un’istantanea sullo stato dell’arte (dalla sicurezza alla funzionalità), una mappatura che terminerà a giugno. Nel frattempo, le prime azioni scorrono parallele. La linea LN031, ad esempio, che collega Gardone Val Trompia a Vestone, allo scoccare del cambio orario di dicembre, consentirà di avere lungo tutto l’arco della giornata (dalle 5 alle 19) una corsa ogni due ore, in coincidenza con i centri di interscambio con le linee di base. Questo servirà ad agevolare gli spostamenti tra le due valli e, quindi, quelli di una platea di 24mila utenti.

La linea scolastica LN023 tra Tavernole, Marmentino e Pertica Alta (Noffo) è già stata potenziata in modo mirato per garantire il diritto allo studio anche nei giorni «di mezzo», un servizio fondamentale per gli studenti di Marmentino. A Vobarno, l’obiettivo è far passare il servizio ordinario anche davanti all’Istituto Perlasca (frequentato da ben 700 ragazzi e ragazze), senza costringere gli studenti a corse speciali, frammentate e scomode.

Infrastrutture: un anno per i progetti

Anche le infrastrutture si preparano a cambiare: si pensa a un nuovo nodo a Tormini (Roè Volciano), oggi inadeguato, e a un centro di scambio a Sarezzo, punto nevralgico per chi si muove tra la Valtrompia e Brescia e dove pure sono in agenda anche opere di viabilità. Qui il ridisegno sarà funzionale anche al futuro raccordo autostradale Ospitaletto-Lumezzane e comporterà un riassetto complessivo delle fermate. A Vestone, invece, nascerà una nuova autostazione, ripensata come vero hub di interscambio. Per queste progettazioni servirà circa un anno di lavoro.

Il tutto si muove su un budget condiviso: oltre 115mila euro tra progettazione, corse aggiuntive e contributi specifici, finanziati dalla Provincia e dalle due Comunità Montane. «Una sinergia e un modo pragmatico di operare» spiega ancora Rolfi, che rivendica la coerenza di un metodo in cui «si danno risposte specifiche a problemi specifici». E il problema, come ben sanno gli amministratori locali, è mantenere i servizi dove i numeri non fanno gola ai gestori, ma dove ogni corsa può fare la differenza tra rimanere o andarsene.

Lo ricorda il presidente della Comunità Montana della Valle Sabbia, Giovanmaria Flocchini: «Non siamo i territori dei grandi numeri, ma questi sono servizi essenziali, soprattutto per i ragazzi, che devono poter scegliere quale scuola frequentare senza farsi condizionare dai trasporti assenti». La tranvia per il Garda - dice - andrà avanti, ma nel frattempo servivano risposte alle esigenze di oggi». A sottolineare il valore del dialogo tra livelli istituzionali è anche il sindaco di Roè Volciano, Mario Apollonio: «C’è soddisfazione per la capacità degli enti sovracomunali di ascoltare le esigenze del territorio. Questa è la buona politica».

Gli studi sul tavolo

La vice della Comunità Montana della Valtrompia, Mirella Zanini, va dritta al punto: «Abbiamo trovato attenzione verso le comunità più emarginate. L’unico modo per non far abbandonare la montagna è offrire servizi. Altrimenti, non restano che le parole». E aggiunge: «Il servizio a chiamata sarebbe un supporto importantissimo, soprattutto per gli anziani».

Studenti prendono l'autobus, foto d'archivio - © www.giornaledibrescia.it
Studenti prendono l'autobus, foto d'archivio - © www.giornaledibrescia.it

Non è un caso che la richiesta di ripensare i servizi in ottica flessibile, aprendo anche alla possibilità del Tpl «a chiamata», come viene fatto a Sirmione,sia sempre più ricorrente. Non è parte dell’accordo siglato, ma è un’esigenza che cresce. L’Agenzia del Tpl, in effetti, ci sta lavorando. «È necessario pensare a modalità nuove - conferma il presidente Giancarlo Gentilini -. Ci scontreremo inevitabilmente con la questione delle risorse: un servizio a chiamata ha costi molto diversi rispetto al trasporto tradizionale. Ma in alcune zone decentrate può essere una soluzione innovativa. Non ci sono grandi masse di utenti, ma ci sono bisogni reali».

Per questo, dalla prossima estate, il servizio verrà strutturato per l’area di Tremosine-lago (come richiesto anche dal Comune). Per il Sebino, poi, ci sono già le risorse a bilancio, «ma è un lavoro che dovremo strutturare insieme all’Agenzia di Bergamo» ricorda Rolfi, mentre per la Valle Trompia un ’ipotesi è sul tavolo ma ancora in fase di studio.

La chiusura più incisiva la dà l’intervento simbolico del sindaco di Casto, Fulvio Freddi, che si è rivolto ai giovani presenti per ringraziare chi ha reso possibile il protocollo. «Vorrei far capire a questi ragazzi che noi grandi, ogni tanto, ci fermiamo e ragioniamo su come risolvere i problemi». Niente effetti speciali, nessuna promessa epocale. Piccoli passi. Perché a volte il cambiamento passa da una fermata posizionata nel posto giusto. Senza rumore. Ma dove serve.

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