Cronaca

Un miliardo e mezzo di opere in attesa: il Broletto scrive le priorità

Nasce l’Osservatorio provinciale infrastrutture e mobilità: occhi sui lavori in corso, ma soprattutto su programmazione e ricerca dei fondi
Il ponte lungo la Sp 573 Ogliese a Palazzolo
Il ponte lungo la Sp 573 Ogliese a Palazzolo
AA

È più «urgente» realizzare la terza corsia della Tangenziale sud oppure il prolungamento della metropolitana? Dietro questa risposta non c’è solo una differenza di «tracciati», ma anche un’idea diversa di (sviluppo) futuro. Per capire perché il Broletto abbia deciso di istituire un Osservatorio provinciale infrastrutture e mobilità si può partire proprio da questo esempio: l’idea non è aggiungere un ulteriore tavolo di lavoro, ma mettere ordine in una competizione tra grandi opere che, se non governata, rischia di trasformarsi in una guerra di priorità e di lasciare il territorio con un pugno di mosche in mano.

Oltre un miliardo e mezzo

Il peso economico delle decisioni che «ballano» è consistente: al momento, il dossier parziale dei desiderata racconta di una Brescia che brama opere per oltre un miliardo e mezzo. Perché oggi sul terreno – tra cantieri in corso o prossimi a mettersi in moto – ci sono 200 milioni di euro di investimenti (110 concentrati nelle opere più mastodontiche), ma le richieste del territorio valgono – appunto – molto di più. Tenendo sempre ben presente la variabile tempo: tra il momento in cui un’infrastruttura viene immaginata e quello in cui il primo cantiere apre (tra recupero fondi, bandi, ricorsi e imprevisti) può consumarsi anche un decennio.

Sinergie

È dentro questa cornice che ieri – con la firma del Protocollo d’intesa – è nato l’Osservatorio voluto dal consigliere delegato Paolo Fontana. Tre le funzioni dichiarate: condividere dati aggiornati su infrastrutture e flussi di traffico, monitorare in modo sistematico lo stato dei cantieri, coordinare la programmazione futura. Ma l’Osservatorio è stato istituito anche per evitare che ogni valle, ogni distretto produttivo, ogni amministrazione giochi la propria partita da solista.

Senza una posizione condivisa, quando si bussa alle porte della Regione o dei Ministeri, Brescia rischia ogni volta di pesare meno di quanto potrebbe. Fontana lo dice con parole misurate: «Per ottenere grandi risorse serve un sistema che marci nella stessa direzione». Tradotto: senza una gerarchia chiara delle priorità, nessuna grande opera partirà davvero.

Si parte dallo stato dell’arte, che non è affatto poco. I numeri aiutano ad inquadrare la dimensione: la Provincia di Brescia gestisce quasi 1.500 chilometri di strade e oltre 300 ponti, una delle reti più estese e articolate d’Italia. Aree industriali ad alta intensità di traffico (chi ogni giorno s’inceppa lungo la Gardesana, tra clacson trattenuti e code pazienti, lo sa bene), valli con criticità strutturali, poli turistici con picchi stagionali. Governare tutto questo significa scegliere.

Cantiere per cantiere

Sp 237 del Caffaro, i cantieri lungo la tratta da Vestone nord a Idro sud
Sp 237 del Caffaro, i cantieri lungo la tratta da Vestone nord a Idro sud

Il cantiere simbolo è la variante alla Sp 237 del Caffaro, tra Vestone Nord e Idro Sud: 62 milioni di euro. Nell’ottobre 2025 è stata disposta la consegna parziale del primo stralcio, con due rotatorie nel Comune di Vestone e il ponte sul Chiese: il primo lotto si concluderà in autunno; la chiusura complessiva dell’intervento è prevista tra gennaio e febbraio 2028. Per la Valle Sabbia è l’opera più attesa. È poi in corso la riqualificazione del ponte lungo la Sp 573 Ogliese a Palazzolo: 22 milioni finanziati dal Ministero. I lavori sono iniziati nel febbraio 2025; sono in fase di realizzazione i piloni di supporto degli impalcati; il varo è previsto per l’autunno e la conclusione per febbraio 2028.

A Isorella è programmata la variante alla Sp 24: 10 milioni finanziati dalla Regione, progetto esecutivo in deposito a maggio, avvio lavori previsto per novembre. A Roncadelle, lungo la Sp 235 di Orzinuovi, l’investimento è di 6,75 milioni (Regione e Provincia): stipula del contratto il 16 maggio, inizio lavori a settembre. L’obiettivo è deviare il traffico di attraversamento dai centri abitati. Sulla Sp 2 tra Urago d’Oglio e Orzinuovi prosegue l’adeguamento della carreggiata per oltre 6 milioni di euro: i lavori, avviati a gennaio, sono sospesi per la stesura di una variante; la ripresa è fissata per lunedì 20 aprile, conclusione stimata a luglio.

A giugno 2026 è prevista l’apertura dello svincolo di Rovizza, completamento della tangenziale di Peschiera sulla ex Ss 11: investimento da 2,4 milioni. Sono programmati interventi per 4 milioni sulla Sp 50 Tavernole - Nozza nei comuni di Marmentino, Tavernole, Pertica Alta e Vestone. E, ancora: a Pian Camuno, sulla Sp 1 Pisogne - Darfo Boario Terme, entro fine aprile partirà la manutenzione straordinaria del ponte grazie a 1,4 milioni di euro. Nel Comune di Lonato sono previsti interventi per 3,55 milioni tra Sp 668, Sp 24 e Sp 25, lavori che scoccheranno entro la fine di aprile. Accanto ai cantieri più in vista c’è il lavoro strutturale sui ponti provinciali: 477 manufatti censiti, oltre 110 interventi programmati o in corso, una pianificazione tra il 2020 e il 2029 da 72,5 milioni sviluppata con l’Università.

Una proiezione grafica del futuro ponte di Palazzolo
Una proiezione grafica del futuro ponte di Palazzolo

La sfida

Il secondo obiettivo dell’Osservatorio – quello che rappresenta la sfida politica vera – guarda oltre l’esistente. Ed è su questa lista che serve innescare la corsa ad accaparrarsi i fondi. Tra le opere in «pre-analisi» figurano (appunto) la terza corsia della tangenziale sud di Brescia (196,780 milioni); il raccordo tra Corda Molle (A21) e Autostrada della Valtrompia (476.122.192 euro), la Barghe-Vestone (312.167.934 euro); la Capriolo-Paratico (147.537.650); la deviante di San Zeno (33,5 milioni); la ciclovia di Santa Giulia (21,3 milioni).

Solo con questi interventi di completamento il conto arriva a ben un miliardo e 178 milioni di euro. E nell’elenco mancano, ad esempio, tutti gli importi per gli auspicati prolungamenti del metrò di cui si è dibattuto negli ultimi mesi. L’obiettivo è cristallino: stabilire cosa viene prima. In questo senso le infrastrutture non sono mai solo asfalto e cemento, bensì direzione di marcia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...