La chirurgia e la medicina estetica sono diventate un fenomeno sempre più diffuso: nel 2024, a livello mondiale, sono stati effettuati oltre 37 milioni di interventi. Ma insieme ai numeri sta cambiando anche il modo di concepire il ritocco, sempre meno legato alla trasformazione radicale e sempre più orientato verso interventi graduali e continui. È da questa evoluzione che parte «Filler. Il nuovo volto della chirurgia estetica» di Silvia Martelli (Editore Il Sole 24 Ore; pp.111), in edicola con il Giornale di Brescia da sabato 19 settembre a 12,90 euro, più il prezzo del quotidiano.
La trama
Il libro esplora la progressiva normalizzazione della chirurgia e della medicina estetica e gli interrogativi che questo cambiamento porta con sé. Al centro c’è il rapporto tra l’immagine riflessa nello specchio e quella che ciascuno sente più vicina a sé, ma anche il confine tra il desiderio di stare meglio con il proprio corpo e la rincorsa a un ideale difficile da raggiungere.
Attraverso le voci di pazienti, medici e psicologi, Silvia Martelli indaga le ragioni che spingono sempre più persone a ricorrere ai trattamenti estetici e i loro risvolti biologici e psicologici. Il ritocco diventa così il punto di partenza per interrogarsi sul modo in cui stanno cambiando la percezione del corpo, il rapporto con il tempo e il concetto stesso di bellezza.
L’inchiesta allarga quindi lo sguardo oltre l’aspetto puramente estetico, mettendo al centro una domanda più profonda: non soltanto che cosa oggi sia possibile modificare del proprio aspetto, ma soprattutto perché si senta il bisogno di farlo.
Chi è Silvia Martelli
È una giornalista multimediale del Sole 24 Ore, dove si occupa principalmente di esteri per Lab24. In passato, ha seguito le elezioni presidenziali americane per la BBC e il Congresso, la Casa Bianca e la Corte Suprema per diverse testate statunitensi, tra cui USA Today, UPI e MarketWatch. Ha lavorato per il programma televisivo Vice News Tonight e ha scritto di esteri per La Repubblica. Ha realizzato anche un’inchiesta per il Centro Pulitzer sulla crisi alimentare nel Regno Unito. Silvia ha vissuto a Londra, Washington, Chicago, Stoccolma e Cardiff. Nel cuore, però, ha sempre la sua amata Toscana.



