Non è un ritocco che peserà sensibilmente sui bilanci delle famiglie, ma la Tari a Concesio nel 2026 non resterà del tutto ferma. Per le utenze domestiche la variazione sarà compresa fra lo 0,8 e l’1%: nelle simulazioni diffuse dal Comune significa 91 centesimi all’anno per una persona sola in un alloggio medio di 102 metri quadrati, fino a 2,99 euro per i nuclei con oltre cinque componenti.
Il Piano economico finanziario della tassa rifiuti, approvato con le nuove tariffe, porta dunque un lieve ritocco delle bollette, pur restando ben al di sotto dell’inflazione indicata dall’Amministrazione attorno al 3%. I numeri raccontano una situazione articolata. La Tari complessiva passa infatti da circa 1 milione e 938mila euro del 2025 a 1 milione e 976mila nel 2026: quasi 38mila euro in più, poco meno del 2%. Il Piano economico finanziario sale invece da 1,938 a poco più di 2 milioni.
Cambia il calcolo
A cambiare non è soltanto l’importo generale ma soprattutto il modo in cui viene ripartito fra le componenti della tariffa. La quota variabile, quella più direttamente legata al servizio e alla produzione di rifiuti, passa da circa 866mila euro a 1 milione e 245mila. Quella fissa, invece, scende da poco più di 1 milione e 71mila euro a 730mila. In percentuale la prima arriva così al 60% del prelievo e la seconda si ferma al 40%, ribaltando il rapporto dell’anno precedente, quando il peso era rispettivamente del 44 e del 56%. Un passaggio tecnico, deciso dal gestore Aprica nella costruzione delle tariffe, che ha un effetto concreto: il baricentro della tassa si sposta dalla dimensione dell’immobile verso il servizio finanziato dalla raccolta e dallo smaltimento.
L’impatto
Per le famiglie, almeno sulle superfici medie considerate nelle simulazioni, l’effetto resta limitato. Una coppia in una casa di 124 metri quadrati passerà da 160,61 a 162,14 euro, tre componenti in 131 metri quadrati da 199,04 a 201 euro, mentre quattro persone in 141 metri quadrati da 252,08 a 254,47 euro. Per cinque componenti, su una superficie media di 138 metri quadrati, l’importo va da 288,10 a 290,59 euro. Le simulazioni comprendono anche le componenti aggiuntive e il tributo provinciale.
Soddisfazione
«Più che parlare di percentuali bisogna guardare agli euro: per le utenze da uno o due componenti la differenza annua sarà attorno a un euro, fino a tre euro per i nuclei oltre le cinque persone» osserva l’assessore al Bilancio Matteo Micheli. Sul fronte delle attività economiche, i grafici allegati al Piano indicano analoghe variazioni, in genere comprese fra lo 0,9 e l’1,4% nelle categorie per le quali è prevista una tariffa.
Nessuna stangata, dunque, ma neppure un congelamento assoluto. Il sindaco Agostino Damiolini rivendica il lavoro svolto per contenere ritocchi che, nelle prime elaborazioni della primavera, avrebbero superato il 3%. E guarda ai risultati della raccolta porta a porta: «Una gestione efficiente porterà a riduzioni di tariffe: siamo ottimisti che già dall’anno prossimo si possano vedere i primi segnali sulla bolletta».



