Cronaca

Car sharing, lo stop dal 1° settembre accende la polemica politica

Fratelli d’Italia attacca l’Amministrazione di Brescia: «L’interruzione del servizio è un fallimento programmatico». La replica del vicesindaco Manzoni: «Noi parte lesa, la società E-Vai onori i propri impegni fino alla scadenza naturale del contratto»
Elisa Rossi

Elisa Rossi

Giornalista

Uno degli stalli del servizio di car sharing elettrico - © www.giornaledibrescia.it
Uno degli stalli del servizio di car sharing elettrico - © www.giornaledibrescia.it

La notizia dell’interruzione dal primo settembre del servizio di car sharing (letteralmente condivisione dell’auto, in pratica un servizio di trasporto pubblico locale che permette di noleggiare un’automobile anche per poche ore) E-Automia di Brescia Mobilità, affidata alla società E-Vai, è arrivato sulle colonne del nostro quotidiano il 31 luglio scorso. Da lì la notizia è rimbalzata di sito in sito e ha scaldato la politica bresciana, dopo aver lasciato di stucco gli abbonati (i dati ufficiali del servizio attivo da luglio 2022 con una flotta di 20 auto elettriche non sono mai stati forniti).

Accuse e dichiarazioni 

Alla vigilia di Ferragosto Fratelli d’Italia in Loggia aveva bollato la decisione come «l’ennesimo fallimento strategico e programmatico dell’amministrazione guidata dalla sindaca Laura Castelletti». Aggiungendo che la «cabina di regia della mobilità bresciana – guidata dal vicesindaco Federico Manzoni – dimostra giorno dopo giorno tutti i propri limiti».

La risposta del vicesindaco non si è fatta attendere: «Il Comune non solo non è responsabile di tale disservizio, ma è a tutti gli effetti parte lesa – ha scritto Manzoni in un comunicato –. E il disservizio non riguarda i soli cittadini bresciani ma tutti i lombardi, perché l’operatore che ha improvvisamente dato forfait è E-Vai, società del gruppo Fnm, controllato da Regione Lombardia, che ha annunciato poche settimane fa che dal 1° settembre terminerà il proprio servizio in tutto il territorio regionale».

Il vicensindaco Federico Manzoni
Il vicensindaco Federico Manzoni

«Trovare un’alternativa»

Il vicesindaco, però, nel comunicato non si limita a rimandare al mittente le accuse, ma promette di adoperarsi affinché si trovi un’alternativa: «L’Amministrazione ha dato mandato a Brescia Mobilità di contestare la scelta di E-Vai, di sollecitare la società del gruppo Fnm a onorare i propri impegni fino alla scadenza naturale del contratto e di attivare ogni meccanismo contrattuale ed extra contrattuale per tutelarsi dal danno da disservizio e di immagine che la sospensione anticipata del car sharing determinerà. Cosa che Brescia Mobilità ha puntualmente fatto».

E aggiunge che la Loggia ha chiesto «a Brescia Mobilità, nell’eventualità in cui E-Vai non dovesse tornare sui propri passi, di elaborare una proposta che consenta di mantenere comunque a Brescia un servizio di car sharing. Questo secondo scenario, tuttavia, non si improvvisa dall’oggi al domani: per concretizzarsi necessita evidentemente di un tempo ben maggiore di quello che l’improvvido e illegittimo forfait di E-Vai consente».

Fratelli d’Italia

«Dichiarando il Comune "parte lesa" appare come un comodo tentativo di scaricare il barile – ha risposto quindi il consigliere di FdI Giovanni Posio – per nascondere la totale assenza di una visione strategica». E, sottolineando la scelta di Bergamo di puntare su più operatori, critica la Loggia per essersi «affidata in toto ad un unico operatore».

Il consigliere comunale Giovanni Posio
Il consigliere comunale Giovanni Posio

«L’Amministrazione – conclude Posio – si attivi immediatamente con Brescia Mobilità per restituire a Brescia un servizio di car sharing all’altezza di una vera città europea».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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