Tutti sono concordi sulla necessità di ripensare in chiave sostenibile il nostro rapporto con l’energia. Le distanze, e gli scontri, cominciano quando dalle parole si deve passare alla pratica, quando cioè si tratta di decidere come intervenire e, soprattutto, dove. È questo il caso che coinvolge Flero e Brescia e che vede al centro la realizzazione di tre Bess (acronimo di Battery energy storage system), impianti di accumulo elettrochimico pensati per immagazzinare energia quando la produzione supera la domanda, per poi restituirla alla rete in caso di necessità.
In poche parole si tratta di grandi batterie, sistemi destinati ad assumere un ruolo sempre più importante negli scenari energetici presenti e futuri, anche alla luce della crescente diffusione degli impianti da fonti rinnovabili (soprattutto fotovoltaico), caratterizzati da una produzione non sempre coincidente con i momenti di maggiore domanda.
Come detto, tre di questi, sui 17 totali per 2,37 GW di potenza per i quali è stata presentata richiesta a Terna – altri impianti sono previsti a Chiari, Torbole Casaglia, Travagliato, Lonato e Nave – sorgeranno in quel lembo di terra tra Brescia e Flero. Il perché è presto detto: qui è infatti collocata una sottostazione di Terna (in via Case Sparse, territorio di Flero), imprescindibile per i Bess e per la loro funzione di stoccaggio.
Flero
Il primo, quello che insiste sul territorio Flero, è stato presentato per l’autorizzazione al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, in quanto identificato come progetto di interesse pubblico nazionale. L’iter è ancora aperto. Come spiegato il 5 agosto in via informale al Consiglio comunale dai vertici di Redelfi spa, che opera tramite la società veicolo Rcf 017 srl, l’impianto sorgerà in via Case Sparse e dovrebbe occupare circa 15.000 metri quadrati di area agricola, sebbene la stessa azienda ne abbia acquisiti complessivamente circa 75.000 da un privato. L’investimento previsto è di circa 88 milioni di euro. Sul lato tecnico verrebbero posizionati 95 container per le batterie, per una potenza tra i 100 e 105 MW (capacità di accumulo di circa 400 MWh, corrispondente al consumo energetico domestico di Flero per 15 giorni), più 24 per la trasformazione.

Brescia
Per quanto concerne Brescia, invece, i due impianti sorgerebbero in altrettanti lotti, anch’essi di proprietà privata e contigui, tra il carcere di Verziano e l’abitato di via Pietra del Gallo. Il primo, presentato da Flero 94 Srl, avrebbe una potenza di 93 MW e sarebbe composto da 75 container con batterie agli ioni di litio; il secondo, di Flero Fl Srl, è pensato con una potenza di 99 MW. In questi casi l’iter approvativo fa capo a Regione Lombardia e come per Flero la procedura è ancora in itinere.
La Loggia
Su questi ultimi due progetti la Loggia ha già espresso parere negativo «poiché l'area di intervento ricade infatti nel perimetro del Parco locale di interesse sovracomunale (Plis) delle Colline – fa sapere l’Amministrazione comunale –. L'installazione di tali impianti industriali di accumulo non è riconducibile alle finalità di salvaguardia ambientale, valorizzazione agricola o fruizione pubblica proprie del Plis. In secondo luogo l'area è classificata come "Aree agricole di cintura" in cui sono ammesse esclusivamente le destinazioni d'uso legate alla conduzione del fondo. Le opere in progetto comporterebbero un consumo di suolo agricolo e un’impermeabilizzazione non coerenti con il mantenimento della vocazione rurale dell'area».
A chiarire ulteriormente la vicenda è l’assessora all’Urbanistica Michela Tiboni, che rimarca come «il parere sia stato condiviso da tutta la Giunta, allineata su queste tematiche. Noi abbiamo espresso la nostra contrarietà, però la decisione finale non è in capo a noi, essendo la Regione chiamata a esprimersi in via definitiva».
Buongiorno Flero e il sindaco Alberti
Ma anche a Flero non tutto fila liscio. Il gruppo di minoranza «Buongiorno Flero» ha infatti espresso forti dubbi sulla realizzazione dell’infrastruttura, «poiché il territorio non può essere considerato un semplice spazio disponibile. Non abbiamo una posizione pregiudiziale nei confronti della tecnologia Bess – sottolineano –, ma riteniamo che un intervento di questa portata debba essere conosciuto, discusso e valutato con la massima trasparenza, soprattutto quando coinvolge direttamente il territorio nel quale vivono migliaia di persone». Nello specifico i timori, e le conseguenti richieste di delucidazioni alla società, riguardano il consumo di suolo, l’impatto sulla viabilità, i potenziali problemi legati all’uso dell’acqua – nel progetto è prevista una vasca di laminazione di 65 metri per 15 – e i rischi connessi a eventuali incendi o altri incidenti.
Non si è però fatto attendere neppure il parere del sindaco di Flero Pietro Alberti: «Siamo stati informati e coinvolti quando alcune scelte erano, di fatto, già state compiute, con la società che si era già mossa per ottenere il terreno – spiega –. Parliamo di un intervento di interesse pubblico nazionale e siamo consapevoli che un’eventuale opposizione del Comune non sarebbe di per sé decisiva. Proprio per questo riteniamo che un percorso di maggiore collaborazione e condivisione fin dall’inizio avrebbe avuto senso». E aggiunge: «Due settimane fa abbiamo coinvolto anche le minoranze per informarle del progetto e come amministrazione abbiamo posto alcuni paletti. Il nostro parere al momento non è definitivo: chiediamo che vengano previste adeguate opere di mitigazione, a partire dal tema della viabilità».
Alberti sottolinea poi come «dopo Ferragosto l’obiettivo sia quello di costituire una commissione o una consulta ad hoc e, al termine del periodo estivo, organizzare incontri pubblici con la cittadinanza. E la società si è detta disponibile a partecipare e a confrontarsi direttamente con i residenti – le sue parole –. Il nostro intento è quello di tranquillizzare i cittadini e garantire la massima trasparenza: non vogliamo che questa vicenda venga strumentalizzata e, soprattutto, non c’è alcuna volontà di nascondere la polvere sotto il tappeto: vogliamo che ogni passaggio venga discusso e spiegato con chiarezza».




