Trasporto scolastico, «settimana corta per risolvere i problemi»
Una «prima volta» e una proposta unitaria. Presidi e sindaci della Bassa si sono riuniti ieri attorno a un tavolo per comunicare all’Agenzia del trasporto pubblico locale, rappresentata al meeting dal direttore Massimo Lazzarini, le principali questioni che interessano la mobilità della pianura. Un evento inedito, mai svoltosi prima in questa forma congiunta, promosso dall’Hub della conoscenza che ha ospitato il meeting a villa Seccamani a Leno. Dalla voce di dirigenti scolastici e amministratori sono emersi i problemi del trasporto pubblico, ma a sorpresa è comparsa anche una proposta che ha unito la maggioranza dei presidi: l’introduzione della settimana corta.
Le criticità
La riunione è avvenuta a pochi giorni dalla pubblicazione, sul «Giornale di Brescia» del 2 settembre, dei dati di uno studio del Politecnico di Milano sul trasporto locale della Bassa, commissionato all’Ateneo dall’Hub: il report, che si è concentrato su 12 istituti scolastici, ha sottolineato i limiti di una rete troppo orientata verso il capoluogo e carente nella copertura di tratte tra comuni limitrofi. Oltre alla pubblicazione dei risultati, l’Hub ha promosso il confronto tra i diretti interessati.
A villa Seccamani c’erano in tutto una trentina di partecipanti tra sindaci, assessori e dirigenti scolastici. C’era anche il vicepresidente della Provincia di Brescia, Fabio Rolfi, delegato al Tpl. Se gli amministratori hanno rimarcato la carenza di risorse, i presidi hanno ricordato quanto una scarsa copertura di mezzi pubblici possa incidere sulla didattica. «La motivazione per cui spesso gli studenti non partecipano alle attività pomeridiane extracurriculari è che nessuno li accompagna a casa – ha detto la preside dell’istituto Don Milani di Montichiari, Claudia Covri –. Dopo le 14 da noi non passa più un pullman».
La settimana corta
Ma il primo confronto tra presidi, amministratori e Agenzia del Tpl è andato oltre l’esposizione di ciò che non funziona. Dai dirigenti è arrivata l’idea di passare a un orario scolastico di cinque giorni, senza il sabato. Un’opzione che implicherebbe due rientri pomeridiani e perciò una ridefinizione delle linee dei mezzi pubblici: «È uno strumento utile su cui noi presidi abbiamo deciso di aprire un confronto – ha sintetizzato il dirigente del liceo Capirola di Leno-Ghedi, Gianmarco Martelloni –. La settimana di sei giorni è ormai antistorica e non è più adottata in molti paesi. Ma la settimana corta è un modello che funziona se c’è l’accordo di tutti e soprattutto devono esserci i trasporti, senza cui non possiamo introdurla».
All’incontro hanno partecipato anche il preside del Cossali di Orzinuovi, Luca Alessandri, dell’Iis Pascal di Verolanuova e Manerbio, Paola Bonazzoli, il dirigente dell’istituto omnicomprensivo Bonsignori di Remedello, Michele Iammarino, quello del Cerebotani di Lonato, Tecla Gaio, e il dirigente di sede del cfp Centro Bonsignori, Fausto Piardi. «Anche noi siamo favorevoli alla settimana corta – ha detto quest’ultimo –, ma abbiamo studenti che arrivano da altre province, per cui sarebbe necessario parlare di area vasta e coinvolgere altre province e agenzie del Tpl».

Fare rete
Per questo e per altri obiettivi occorre lavorare insieme. Lo hanno chiesto in molti e lo ha ricordato il direttore dell’Hub della conoscenza, Giuliano Noci, rimarcando la necessità di passare a una «gestione associata» tra i comuni. La ricerca commissionata dall’Hub interessa un’area di circa 30 paesi, 12 istituti e un bacino di quasi 6000 studenti e oltre 200mila abitanti. Ma al di là delle dimensioni del territorio, la novità è il metodo: «La qualità del Tpl genera attrattività, ma il tema può essere affrontato solo con un coordinamento tra sindaci e dirigenti scolastici – ha spiegato Noci –. L’Hub ha l’obbligo morale di evidenziare le criticità: vogliamo scongiurare che tra dieci anni ci sia la desertificazione della pianura bresciana. Ora manderemo all’Agenzia del Tpl lo studio assieme a una sintesi dell’incontro, con la richiesta di un confronto. Poi ci troveremo di nuovo a un tavolo collegiale per individuare le priorità».
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