Provincia, 88 milioni per rendere sicure e moderne le scuole bresciane

Daniela Zorat
Quasi 50 interventi dal 2021 a oggi tra nuove sedi e ristrutturazioni. Utilizzati fondi del Pnrr e risorse proprie
Il nuovo volto del Gigli di Rovato
Il nuovo volto del Gigli di Rovato
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Domani prende ufficialmente il via il nuovo anno scolastico, anche se le date di rientro in aula variano da un istituto all’altro. Un avvio che, nel Bresciano, si accompagna a un importante bilancio: quello dei lavori promossi dalla Provincia per ammodernare e rendere più sicuri gli edifici scolastici del territorio.

«Non si tratta di spese, ma di investimenti per il futuro», sottolinea il presidente della Provincia, Emanuele Moraschini nel presentare gli interventi, suddivisi tra nuove costruzioni, ampliamenti, ristrutturazioni, adeguamenti sismici ed efficientamento energetico. Dal 2021 a oggi l’ente ha portato avanti i cantieri utilizzando 88 milioni di euro, 70 dei quali intercettando i fondi del Pnrr e di altro genere, che hanno consentito 49 azioni e sistemazioni in tutto il territorio: 42 finanziate proprio dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

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Edilizia scolastica, Damiolini nel tg di Teletutto

Gli interventi

Il patrimonio di edilizia scolastica della Provincia conta ben 170 immobili, di proprietà o in gestione. Gli ultimi interventi riguardano trenta opere, 28 delle quali ultimate, mentre due saranno completate entro la primavera del 2026 (Copernico e De Medici); nel novero rientrano poi anche le quattro palestre realizzate in compartecipazione con i Comuni in cui sono realizzate (Verolanuova, Manerbio, Brescia e Darfo) per una somma complessiva di 11.200.000 euro; e ci sono poi anche i Centri per l’impiego – sempre di competenza provinciale – per una spesa di 13.375.000 euro.

«Non vogliamo solo presentare un elenco di quanto la Provincia ha fatto in questi anni – ha precisato il consigliere con delega all’Edilizia scolastica Agostino Damiolini affiancato dal dirigente dell’Area tecnica, Giovan Maria Mazzoli –, ma evidenziare anche le diverse tipologie di tutti questi interventi che sono volti a garantire la massima sicurezza ai nostri studenti».

Le tipologie

Ecco allora le 10 nuove costruzioni o gli ampliamenti tra cui quelli che riguardano il liceo musicale Golgi a Darfo, l’Iis Einaudi a Chiari, l’Iis Gigli a Rovato o l’Iis Antonietti a Iseo. Nove gli interventi di miglioramento e adeguamento sismico tra cui quelli più consistenti riguardano l’Itis Cerebotani di Lonato, l’Ipssar De Medici di Gardone Riviera, il liceo Copernico in città o l’Iis Abba Ballini, sempre in città. «Vi sono casi di immobili che hanno poi caratteristiche storiche o architettoniche tali, tutelate anche dalla Sovrintendenza, in cui è poi difficile operare per ottenere miglioramenti o adeguamenti sismici al 100%», aggiunge Mazzoli.

Un'elaborazione grafica del liceo musicale Golgi a Darfo
Un'elaborazione grafica del liceo musicale Golgi a Darfo

Nei 49 interventi conteggiati rientrano poi le 4 palestre e gli 11 Centri per l’impiego tra i quali quelli di Sarezzo, Salò, Brescia e Breno. E non solo. Ci sono anche le 15 opere di manutenzione straordinaria e efficientamento energetico come al Marzoli di Palazzolo, all’Olivelli Putelli di Darfo o al Perlasca di Vobarno. Tra gli edifici di nuova costruzione rientra anche quello che riguarda il nuovo Crase, Centro di recupero animali selvatici ed esotici, per 1.700.000 euro (inserito in questo elenco di opere perchè finalizzato poi anche alla didattica).

Nodo risorse

«Un altro dato da tenere bene in considerazione, anche alla luce delle sempre minori risorse riservate alle Province dopo la riforma Del Rio – hanno precisato Moraschini e Damiolini – sono i 2,7 milioni di euro che l’ente ha messo a bilancio per 130 interventi di manutenzione ordinaria sugli immobili scolastici. E il tema delle risorse è veramente dirimente. Quanto alle certificazioni relative ai collaudi, agli adeguamenti o miglioramenti sismici, agli impianti elettrici o antincendio «che peraltro vanno rinnovati ogni tot anni, il numero bresciano è in linea con quello di Regione Lombardia – aggiunge il dirigente dell’Area Tecnica Mazzoli –. Solo un 1% ne risulterebbe privo».

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