Cronaca

Infermieri, ne mancano circa tremila: la Lombardia tenta il piano anti-fuga

L’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità dal Consiglio regionale: si punta su borse di studio, incentivi e un «piano alloggi» dedicato allo studio insieme ad Aler
Palazzo Pirelli - © www.giornaledibrescia.it
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La Lombardia prova a trattenere gli infermieri con le chiavi di casa. Dopo anni passati a inseguire un’emergenza diventata strutturale, il Consiglio regionale approva un piano che mette insieme alloggi a canone sostenibile, sostegni agli studenti universitari, welfare aziendale e incentivi economici per chi sceglie di restare nel servizio sanitario pubblico.

La fotografia da cui parte il dibattito è quella ricordata dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso: in Lombardia mancano tra i 2.500 e i 3.000 infermieri. Una carenza alimentata da pensionamenti, dimissioni, costo della vita, minore attrattività della professione e dalla concorrenza di sistemi sanitari più generosi sul piano economico, a partire dalla vicina Svizzera. Per affrontare il problema, il Consiglio regionale riunito in seduta straordinaria ha approvato l’ordine del giorno presentato dal capogruppo di Fratelli d’Italia Christian Garavaglia dopo aver recepito parte delle proposte avanzate dal centrosinistra e, proprio per questo, infine approvato all’unanimità.

Cosa prevede il documento

In estrema sintesi, il documento impegna la giunta a predisporre un «Piano Lombardia Infermieri 2026-2028», una sorta di cabina di regia che dovrà coordinare formazione, reclutamento, welfare e permanenza del personale.

L'aula del Pirellone - © www.giornaledibrescia.it
L'aula del Pirellone - © www.giornaledibrescia.it

«La carenza di infermieri è una sfida globale che in Lombardia subisce anche la forte pressione dei mercati esteri confinanti. Con questo piano investiamo in modo strutturale sul futuro del nostro sistema sanitario» spiega Garavaglia. Tra le misure previste c’è il rafforzamento della formazione universitaria.

L’ordine del giorno apre alla possibilità di finanziare borse di studio, premi di frequenza, sostegni per il tirocinio e altri strumenti rivolti agli studenti dei corsi di laurea infermieristici. Un’ipotesi che Bertolaso conferma essere già sul tavolo della Giunta. «In Veneto - dice l’assessore - sta funzionando e anche questa è un’ipotesi che abbiamo allo studio. Vediamo se riusciremo ad applicarla a partire dall’anno prossimo». Prima, però, servirà stanziare le risorse necessarie: «Bisogna trovare nel budget regionale i fondi che servono per garantire questo intervento».

Il capitolo alloggi

Ma la novità più significativa riguarda il capitolo abitativo. Il piano punta infatti a costruire un sistema regionale di welfare della casa attraverso accordi con Aler, enti locali e aziende sanitarie, aumentando la disponibilità di alloggi, convitti e residenze temporanee a canone sostenibile destinati a infermieri, studenti e neoassunti.

Il Piano infermieri al centro del dibattito politico - © www.giornaledibrescia.it
Il Piano infermieri al centro del dibattito politico - © www.giornaledibrescia.it

L’obiettivo è intervenire soprattutto nelle aree dove il costo degli affitti rappresenta uno dei principali ostacoli all’assunzione e alla permanenza del personale sanitario. Una leva che Palazzo Pirelli considera strategica quanto quella salariale, soprattutto nelle grandi aree urbane e nei territori più esposti alla competizione con l’estero. Accanto agli alloggi, il documento prevede il potenziamento delle misure di welfare aziendale, dagli asili nido ai servizi di conciliazione tra vita e lavoro, con l’idea di superare la frammentazione delle iniziative oggi affidate alle singole aziende sanitarie.

«L’approvazione unanime di questo ordine del giorno rappresenta un segnale importante. La carenza infermieristica non può più essere affrontata con interventi emergenziali: servono politiche strutturali e una visione di lungo periodo. Da tempo sostengo che il problema non sia soltanto assumere infermieri, ma creare le condizioni perché scelgano di restare - chiarisce Massimo Vizzardi (Gruppo Misto) -. Questo provvedimento indica una direzione chiara: investire sulle persone».

Il reclutamento internazionale

Un altro fronte è quello del reclutamento internazionale. La Regione conferma la volontà di sviluppare partnership strutturate con Paesi esteri, accompagnate da formazione linguistica, verifica delle competenze professionali e percorsi di inserimento progressivo nelle strutture sanitarie lombarde. L’ordine del giorno prevede inoltre un monitoraggio trimestrale dei posti vacanti, delle assunzioni, dei pensionamenti e dei fabbisogni nei reparti più esposti alla carenza di personale, dai Pronto soccorso all’assistenza territoriale, passando per le Case della Comunità e l’infermieristica di famiglia.

Da sinistra, Guido Bertolaso e Attilio Fontana - © www.giornaledibrescia.it
Da sinistra, Guido Bertolaso e Attilio Fontana - © www.giornaledibrescia.it

«Sappiamo che le dimissioni volontarie, legate a turni prolungati e alla complessità del sistema, pesano - aggiunge Diego Invernici (FdI) -. Per questo il trsto prevede un modello di cooperazione internazionale rigido e sicuro, investendo in percorsi formativi stabile e nell’accompagnamento guidato nei reparti. Mentre la sinistra rincorre la visibilità, il centrodestra risponde alle criticità con incentivi concreti».

Il risultato politico

La seduta straordinaria ha però prodotto anche un risultato politico. Diverse proposte avanzate dalle opposizioni sono entrate nel testo finale approvato dall’aula. Un esempio? Due: la proposta del consigliere del Gruppo Misto Massimo Vizzardi di sollecitare la conclusione delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale del comparto sanità e quella targata Pd per introdurre indirizzi regionali vincolanti per l’utilizzo di personale infermieristico e di supporto fornito da cooperative e agenzie. È su questo terreno che il Partito democratico rivendica il risultato della giornata.

«È servito un consiglio straordinario per ottenere quello che chiediamo da anni per far fronte alla carenza di infermieri» afferma la consigliera regionale Miriam Cominelli. Secondo l’esponente dem, la maggioranza ha finito per fare proprie molte delle richieste avanzate dall’opposizione: «Soldi a bilancio per i voucher per gli studenti di infermieristica, necessari a rendere attrattivo il corso di laurea, un Piano casa e welfare aziendale dedicati».

Per il Pd restano però aperte altre partite. Cominelli richiama il rinnovo del contratto della sanità privata, fermo al 2020, e la necessità di maggiori risorse nazionali per sostenere le retribuzioni del personale sanitario. La consigliera democratica rivendica inoltre l’inserimento delle nuove regole regionali sull’utilizzo delle cooperative, pur giudicando ancora insufficiente il quadro dei controlli. «Abbiamo ottenuto dalla maggioranza l’impegno a dare indirizzi regionali vincolanti per l’arruolamento delle cooperative che forniscono personale alle strutture sanitarie. Un primo passo che non basta» accusa.

Una manifestazione di medici e infermieri - © www.giornaledibrescia.it
Una manifestazione di medici e infermieri - © www.giornaledibrescia.it

A ribattere è Claudia Carzeri (FI), che incalza: «La nostra proposta è concreta perché punta a mettere risorse a bilancio sull’orientamento dei giovani verso i corsi di laurea infermieristica, sul sostegno alla formazione, sul rafforzamento di misure economiche per il personale, sullo sviluppo di politiche di welfare abitativo e su strumenti di conciliazione tra vita e lavoro. Allo stesso tempo è necessario monitorare costantemente il fabbisogno di personale e intervenire nelle aree maggiormente in difficoltà, come quelle interne e turistiche. La Lombardia deve continuare a essere una regione attrattiva per chi sceglie di studiare e lavorare nella sanità».

Riorganizzazione estiva

Intanto l’estate è alle porte e negli ospedali si prepara la consueta riorganizzazione dei servizi. Bertolaso invita alla prudenza ma esclude scenari eccezionali. «È un problema che abbiamo tutti gli anni, non solo per gli infermieri ma anche per i medici. A luglio e agosto molti reparti vengono chiusi e organizzati nell’ambito di altre attività dello stesso ospedale, ma è un fenomeno fisiologico al quale siamo abituati».

La vera verifica, però, arriverà con l’assestamento di bilancio. È lì che il Piano Lombardia Infermieri dovrà trovare le risorse per trasformare gli impegni approvati in aula in borse di studio, alloggi, incentivi e servizi. Dopo una giornata in cui maggioranza e opposizioni hanno rivendicato ciascuna una parte del risultato, sarà il conto finale a stabilire quanto vale davvero il nuovo piano lombardo contro la carenza di infermieri.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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