Cronaca

Emergenza abitativa, a Brescia torna il «modello Marcolini»

Tra stipendi erosi e bilocali introvabili, l’Sos casa incide su lavoro e servizi: in città gli alloggi in affitto si sono ridotti dell’85% in dodici anni
I prezzi delle case in affitto sno sempre più alti
I prezzi delle case in affitto sno sempre più alti

Quando Marco, 29 anni, ingegnere gestionale, ha firmato il contratto in un’azienda in città, pensava che la parte difficile fosse entrare in una delle filiere più competitive del Paese. Si sbagliava. La parte difficile è stata trovare un bilocale. Letizia, 32 anni, ha accettato la cattedra con grande entusiasmo: il canone d’affitto erode oltre la metà del suo stipendio (che no: non arriva neanche lontanamente a 2mila euro). Ha già chiesto la mobilità altrove: «Non ce la faccio, non ha senso lavorare solo per pagare l’affitto e fare i salti mortali per benzina e spesa».

Chi ha avuto a che fare con la ricerca di un tetto a Brescia è una trama che conosce a menadito: «La scoperta dell’acqua calda» per citare Fiorenzo, padre separato, lavoratore da quando di anni ne aveva 17, oggi incastrato in una pensione striminzita. «Guadagno sempre più di chi non ha un lavoro, dunque le case popolari me le scordo. Mi aiutano i miei figli. Ma lei si immagina quanto è mortificante?».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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