Cronaca

Pasotti: «Cara Loggia, a Urago servono risposte e operatori di comunità»

Il presidente del Cdq accende i fari su disagio giovanile, manutenzione e sociale: «Il quartiere merita attenzione». Il Ferrante Aporti ha le finestre rotte da tre anni e da un anno si attende la targa in onore di Allegrini. Torna la battaglia per via Campiani
Il presidente del Cdq Urago Mella, Andrea Pasotti - © www.giornaledibrescia.it
Il presidente del Cdq Urago Mella, Andrea Pasotti - © www.giornaledibrescia.it

Le scritte sono ancora lì. Bombolette blu e nere sui piloni di cemento grigio dei portici, ai civici 3 e 5 di via Tiboni. Insulti, persino al questore. Sono comparse il 1° ottobre, lo stesso giorno di quelle «appiccicate» sul muro della sede provinciale del Pd. A differenza di quelle in via Risorgimento, però, quelle impresse alle pareti delle case popolari nessuno le ha cancellate. Poco distante, i portoncini guasti non si chiudono più. E a chiedere che qualcuno intervenga sono soprattutto gli anziani di un comitato condominiale che ha perso uno dei suoi componenti e «continua a reggersi sulle spalle di ultraottantenni». A Urago Mella, diecimila abitanti, persino ottenere una risposta è diventato un lavoro. E qualcuno deve pur farlo.

Quel qualcuno è Andrea Pasotti, presidente del Consiglio di quartiere. Passeggia e indica con la mano: «Qui ci sono sia Aler sia Comune». Due soggetti pubblici, la maggioranza della proprietà, eppure i residenti continuano a bussare alla porta del Cdq: «Vogliamo semplicemente una vita dignitosa per tutti» dice Pasotti. Il problema è che a forza di bussare, chi dovrebbe aprire sembra essersi abituato a non sentire.

Giovani e non

Sotto i portici si fermano anche i ragazzi. Alcuni hanno danneggiato immobili, svuotato estintori, occupato spazi pubblici. Pasotti insiste: «Sono figli delle nostre famiglie, italiani e stranieri poco cambia». La scorsa estate gli episodi più gravi avevano coinvolto giovani appena maggiorenni, in quella terra di mezzo dove la presa in carico dei servizi rischia di interrompersi. Quest’anno la situazione è più tranquilla, ma la convivenza resta fragile. E adesso la preoccupazione riguarda anche i più piccoli. Nel tragitto tra casa e scuola, racconta il presidente del Cdq, gruppi di studenti delle medie si prendono a calci, litigano, spaventano i passanti: «Ci sono anche ragazzine che prendono di mira singole persone mettendole a disagio».

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Scritte contro il questore a Urago Mella

La scuola media ha chiesto alle Acli di valutare le cosiddette sospensioni alternative. Un’esperienza già sperimentata con una ventina di studenti delle superiori di Scuola Bottega, che nelle ore in cui avrebbero dovuto essere in classe, anziché stare a casa a scontare appunto la sospensione, sono stati impegnati in attività sociali nelle associazioni e negli oratori. «Ma con i più piccoli - incalza Pasotti - servono competenze educative specifiche, non basta la buona volontà dei volontari».

Di volontari e attività, a Urago, ce ne sono. Associazioni, gruppi sportivi, persone che aiutano senza chiedere nulla. Sabato scorso, alla festa organizzata con i servizi sociali, qualcuno è sceso dai palazzi, altri sono rimasti alle finestre. Un disoccupato si è offerto di pulire la piazzetta. Una comunità che prova a tenersi insieme, ma i suoi punti di riferimento invecchiano e il ricambio non è scontato.

Basta entrare al Ferrante Aporti, in via Sant’Emiliano. Un edificio pubblico che ospita teatro, musica, canto, yoga. Da tre anni le finestre sono deteriorate, alcune a rischio caduta, aspettano di essere sistemate. Ora alcune associazioni esitano a partecipare al nuovo bando. Chi vorrebbe portarci altre attività trova, letteralmente, le finestre chiuse.

Dettagli che contano

Eppure Urago Mella non è un quartiere abituato a stare zitto. «Qui c’è stato un vicesindaco, Albino De Tavonatti, c’è la sede dell’ex Partito comunista, ci sono persone che si impegnano con profondità» ricorda Pasotti. Che denuncia una difficoltà crescente nel dialogo con la Loggia: «Per la Giunta bisogna restare in superficie, scavare di meno, bisogna essere meno critici, meno ambiziosi, stare lì buoni, ci danno per scontati». Il sottotesto è: sbagliano. Ora il confronto si sposterà sul Pgt: il Cdq annuncia osservazioni sulla variante, a partire da via Campiani, dove tremila cittadini avevano firmato contro il taglio degli alberi. Alle precedenti proposte correttive, denuncia Pasotti, «non è mai arrivata una risposta».

I gelsi abbattuti in via Campiani
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I gelsi abbattuti in via Campiani

Qual è la «richiesta madre» del quartiere? «Servono operatori di comunità, presenze stabili capaci di collegare servizi, scuole, associazioni e abitanti». Non altri compiti affidati agli stessi volontari. «Questo è un quartiere di diecimila abitanti, pieno di ricchezze, pieno di problemi e si merita un presidio. I volontari non possono sempre e per sempre sopperire al servizio pubblico».

E poi c’è «il caso» Renato Allegrini. Per generazioni di ragazzi di Urago Mella è stato molto più di un allenatore: attraverso lo sport insegnava disciplina, offriva un riferimento a chi cresceva con poche opportunità. I cittadini hanno chiesto di intitolargli il polivalente. Il Consiglio comunale ha approvato la proposta. Un anno fa. La targa ancora non c’è. «La famiglia non ha mai chiesto nulla: è stato il quartiere a voler restituire qualcosa a chi gli aveva dato tanto» ricorda Pasotti.

Le finestre aspettano da tre anni, una targa da uno. Intanto, Urago Mella continua a fare quello che ha sempre fatto: organizzarsi, discutere, chiedere conto. La differenza è che oggi, sempre più spesso, dall’altra parte «non risponde nessuno».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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