Lettere al direttore

Sui gelsi petizione ignorata: va ascoltata la gente

La vicenda che interessa l’area verde di via dei Campiani, il permesso a costruire concesso sul limitare del Parco delle Colline e compromettente l’antico filare di gelsi ad esso tangente, nonostante la sentenza di fronte al Tar sia stata sfavorevole al comitato costituito per interloquire con il Comune di Brescia, merita alcune considerazioni. Anzitutto desideriamo affrontare il tema della partecipazione alla vita della città e nelle scelte amministrative di fondo. Diciotto mesi fa alcuni cittadini (in numero sufficiente per rispettare i regolamenti, ma poi furono oltre 3.000 quelli che aderirono alla nostra istanza, un’enormità) hanno presentato una petizione per il riconoscimento del valore monumentale di alberi, organizzati in un filare, che dall’inizio dell’Ottocento esistono in quel contesto di via dei Campiani, tanto da essere rappresentati in cartografie di età napoleonica. Questi alberi raccontavano la storia e la cultura del nostro abitato. Si tratta di una cultura contadina che si esprimeva a partire dal nucleo antico del nostro quartiere (Urago Mella) attorno all’attività dei campi e dei prati e alla coltivazione dei bachi da seta e che ha segnato intere generazioni e definito irrimediabilmente il paesaggio circostante. È un concetto semplice. Che i cittadini volevano vedere rispettato e che hanno ribadito in tutte le salse. È in ordine al riconoscimento di questo valore e di questa necessità di salvaguardia che si presume che la stessa Amministrazione comunale abbia deciso di tutelare a tutt’oggi solo una parte di quel viale e di quel territorio (quella sommitale che sta all’interno del Parco delle Colline). Sono passati oltre sei mesi dalla richiesta di questi mille cittadini e i nostri solleciti ad avere un riscontro dal Consiglio comunale di Brescia si sono arenati in una mera verifica della validità delle nostre firme che sono ad oggi confermate e non avevamo dubbi poiché conosciamo uno a uno i cittadini che condividono con noi il valore, la portata e il significato delle nostre istanze.

Alessandra Mollica

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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