Disagio giovanile, i Consigli di quartiere chiamano la Loggia: «Non ne possiamo più»

Il tema del disagio giovanile è di strettissima attualità. Un grido d’allarme arriva anche dai Consigli di quartiere che lo affidano ai social, ma non mancano mail e segnalazioni agli uffici comunali. In particolare sono due i territori che lanciano una richiesta d’aiuto: Lamarmora e Urago Mella.
Nel primo caso è di nuovo il Parco Nicoletto a tenere banco. La recinzione realizzata negli anni scorsi pare non aver risolto le problematiche esistenti: in particolar modo la presenza di persone (soprattutto giovani, appunto) che bevono birra e fanno schiamazzi la notte, riuscendo a superare le cancellate. Con notti insonni per i residenti e cestini dell’immondizia strapieni di bottiglie di vetro la mattina. I fruitori del parco hanno anche affisso un biglietto al bagno chimico, posto nelle vicinanze dell’area verde racchiusa all’interno del quartiere Perlasca, in cui chiedono monetine per una «pipì sospesa» (come si fa a Napoli con il caffè sospeso). «Lascia qualche soldino - si legge - per chi volesse usare il bagno e non ne ha, grazie».

La fotografia è stata postata sulla pagina Facebook del Cdq Lamarmora «perchè - spiega il presidente, Piero De Luca - vogliamo riaccendere l’attenzione sul parco. Qui il problema più che di sicurezza è sociale. In cinque anni di mandato abbiamo presentato progetti e proposte, ma la situazione è sempre la stessa. Servirebbero - incalza - attività e interventi che coinvolgano questi giovani per fare in modo che spendano il loro tempo in modo migliore rispetto a bere birra». Per questo il Cdq sollecita un intervento degli assessorati ai Servizi sociali e alle Politiche giovanili.
La chiesa bersagliata
L’altro territorio in sofferenza è Urago Mella. In un lungo post su Instagram si legge di un gruppo di adolescenti che si ritrova nel giardino della chiesa del Divin Redentore e fa baccano anche durante le Messe. A volte gettano popcorn nell’acquasantiera, altre si nascondono nei confessionali per spaventare gli anziani e girano con bottiglioni di alcol, senza alcun rispetto per la sacralità del luogo. «A chi chiede conto del baccano - si legge - rispondono in malo modo».
Di fronte al «vuoto che li pervade» i membri del Cdq di Urago Mella si dicono arrabbiati, non tanto con i ragazzi, ma «con chi non sa avvicinarsi a loro per capire dove si sono smarriti e non offre un motivo capace di fare loro di nuovo brillare gli occhi». Il Cdq non usa poi mezzi termini e chiama in causa «chi dice di lavorare per loro», anche a pochi metri di distanza, e conclude con una esortazione: «Chi ha responsabilità politiche, sociali ed educative esca dalla sua gabbia e vada ad incontrarli». Cercando di intercettarne i bisogni e di colmare quel vuoto che è andato creandosi in loro.
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