Lettere al direttore

Cari consiglieri, aspetto ancora una vostra risposta

In data 26 giugno 2025 ho avuto modo di scrivere a tutti i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione ed al sindaco della città di Brescia che nell’anno 2024, in occasione dell’approvazione della quarta variante al Piano di Governo del Territorio, hanno votato favorevolmente in maniera unanime ad una osservazione che ha consentito la modifica di alcuni minimi parametri e confini del piano delle cosiddette regole del Pgt. Modifica impercettibile, che ha poi consentito qualche mese dopo un permesso edilizio per la costruzione di villette ad Urago Mella in via dei Campiani, all’ombra del monte Picastello e poste nella parte terminale di un secolare viale di gelsi. Quando edificata la lottizzazione, i proprietari, affacciandosi alle loro finestre e balconi metteranno direttamente la loro testa nel Parco delle Colline di Brescia perché le costruzioni sono state acconsentite in una lingua di terra larga il minimo indispensabile per edificare arrivando fino al confine estremo dello spazio naturale protetto e prevedendo la soppressione di esemplari di gelso che lì giacciono dal 1809, connettendo naturalisticamente e paesaggisticamente il Parco delle Colline con il nucleo storico antico. Con il mio scritto chiedevo anche se il voto del Consiglio comunale fosse stato corredato dall’opportuna riflessione sulle conseguenze e dalla necessaria istruttoria sugli effetti di larga scala di una modifica richiesta da un privato cittadino, incredibilmente volta a recepire un’interpretazione normativa (sicuramente si trattava di un esimio giurista, amante del bene comune). Sto ancora aspettando la risposta di qualcuno che con il suo voto ha determinato questa situazione e assicuro che avrò modo di ricordare fino all’ultimo giorno possibile le responsabilità di allora nell’elaborazione di quella che è stata definita, la variante, come un abbraccio verde e che io ho ribattezzato in strangolamento verde, nonché l’inerzia di oggi che porta eletti dal popolo a non rispondere per dieci mesi. Perché sbagliare si può (solo se in buona fede), ma nascondersi nel silenzio senza rimediare oggi, è davvero imperdonabile.

Alessandra Mollica

Brescia

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