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Ambiente

I CASI IRRISOLTI

Quei disastri ambientali che Brescia non può ancora dimenticare


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5 giu 2021, 19:43
Campionamenti dell'Ersaf per rilevare Pcb nella zona di via Rose, vicino alla Caffaro - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

Campionamenti dell'Ersaf per rilevare Pcb nella zona di via Rose, vicino alla Caffaro - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

Nel giorno della Giornata mondiale dell'ambiente, quest'anno dedicata al ripristino degli ecosistemi degradati, viene spontaneo chiedersi come sta l'ambiente in casa propria. E la risposta arriva altrettanto di getto: non bene. Questo perché Brescia porta con sé, oltre a una serie di casi virtuosi, anche storie di disastri ambientali di lunghissima data che ancora oggi aspettano di essere risanati.

I motivi di questi strascichi sono molti e variegati, intrecciano l'incuria dei privati, più interessati al profitto che alla salute del territorio e dei cittadini, la negligenza delle istituzioni, che in alcuni casi hanno tardato a prendere posizione, l'altalenanza dell'opinione pubblica, che si appassiona ai temi a fasi alterne, e tanti altre ragioni. Il tema di fondo, però, è che la provincia di Brescia è luogo di danni ambientali che necessitano provvedimenti ingenti. Da tempo. Dalla Caffaro alla Wte, dall'ex Selca alla Metalli Capra: ne raccontiamo cinque, cogliendo la ricorrenza di oggi per tenere alta l'attenzione su un tema su cui non dovrebbe essere abbassata mai.

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